Dott.ssa Veronica Carloni - Psicologa

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Dott.ssa Veronica Carloni - Psicologa Aiuto i genitori a:
🌀Diventare più consapevoli
❤Connettersi con i propri figli
🎯Comprendere e gestire le crisi emotive dei figli

Sono Veronica Carloni, psicologa delle mamme e dei papà, con bambini da 0 a 6 anni. Mi occupo di psicologia perinatale e di sostegno alla genitorialità, a Cernusco sul Naviglio (MI) e online. Mi rivolgo ai genitori con bambini nella fascia d’età 0-6 anni, e alle neomamme durante il periodo perinatale
Nel mio lavoro mi occupo principalmente di aiutare i genitori che si trovano a vivere delle diffic

oltà nella relazione quotidiana con il proprio bambino o che sperimentano dei vissuti faticosi legati alla genitorialità.

Forse capita anche a te che più cerchi la risposta giusta e più ti senti confusa 🤯All’inizio sembra tutto molto utile: l...
23/06/2026

Forse capita anche a te che più cerchi la risposta giusta e più ti senti confusa 🤯

All’inizio sembra tutto molto utile: libri 📚, corsi 🎓, video 🎥, opinioni, confronti, consigli.

Forse stai cercando di capire come comportarti con tuo figlio 👩‍👧
O forse sei davanti a una scelta importante e continui a confrontarti con chiunque 🔄
O forse stai cercando di capire perché una situazione continua a farti stare male 💭

E più cerchi la risposta, più ti ritrovi confusa 🫤

A un certo punto non si chiarisce niente.
Si apre solo un’altra domanda.
E poi un’altra ancora.
E ancora.

E questo è un meccanismo che conosco molto bene.

Il punto non è trovare un’altra risposta.
Forse il punto è che dietro a tutte queste domande c’è sempre qualcosa che ritorna🌀

Perché anche se apparentemente le domande cambiano, c’è qualcosa che continua a ripresentarsi 🧩
💭 Ti ritrovi in questo meccanismo?

Se capita anche a te, lascia un ❤️ nei commenti o scrivimi in DM.
A volte dare un nome a questi schemi è già un primo passo per guardarli in modo diverso.

🌿Nel mio lavoro incontro spesso donne che fanno fatica a riconoscere ciò che sentono, a dare un nome ai propri bisogni, ...
11/06/2026

🌿Nel mio lavoro incontro spesso donne che fanno fatica a riconoscere ciò che sentono, a dare un nome ai propri bisogni, a mettere confini o a comunicare in modo chiaro ciò che desiderano.

Sono temi che incontro spesso nei miei percorsi e che, in modi diversi, riguardano anche me come persona oltre che come professionista.

📖 Per questo, leggendo il dibattito sull’educazione affettiva e sessuale di questi giorni, mi sono fermata a riflettere.

🧩 Molte delle competenze che si sviluppano nei percorsi di educazione affettiva e sessuale riguardano la capacità di riconoscere e gestire le emozioni, comunicare in modo chiaro, rispettare i propri confini e quelli altrui, comprendere il consenso e costruire relazioni sane.

Competenze che tante persone adulte stanno ancora cercando di costruire.

🍃 E allora mi sono chiesta:
Dove impariamo a riconoscere ciò che sentiamo?
Dove impariamo a dare un nome ai nostri bisogni?
Dove impariamo a mettere confini?

Dove impariamo a dire:
“Questo mi piace.”
“Questo non mi va bene.”
“Questo lo voglio.”
“Questo non lo voglio.”

Probabilmente la prima risposta è: nelle relazioni che viviamo fin da bambini.
Quando qualcuno ci aiuta a dare un nome alle emozioni, a riconoscere i nostri bisogni e ci insegna che possiamo dire “sì”, ma anche “no”.

Ma non tutte le persone hanno avuto le stesse opportunità di fare questa esperienza.

🌱 Ed è qui che il dibattito sull’educazione affettiva mi sembra interessante.
Perché forse la domanda non è soltanto cosa insegnare.
Forse la domanda è anche:

cosa succede quando alcune competenze fondamentali per stare in relazione non trovano abbastanza spazio per svilupparsi?

E se queste competenze non hanno trovato abbastanza spazio in famiglia, possono trovare spazio anche altrove?
A scuola?
Nello sport?
Nelle relazioni?
Nei percorsi educativi?
Nei contesti di crescita che una comunità mette a disposizione?

🌿 Forse non si tratta di sostituire la famiglia.
Forse si tratta di chiederci come possiamo aiutare bambini, ragazzi e adulti a sviluppare competenze che riguardano tutti.

🤍 Perché il tema dell’educazione affettiva non riguarda soltanto i bambini e i ragazzi di oggi…
(continua nei commenti⤵️

➡️ Se ti sei riconosciuta, probabilmente non è perché non sai di avere un bisogno.Molte persone sanno benissimo di cosa ...
04/06/2026

➡️ Se ti sei riconosciuta, probabilmente non è perché non sai di avere un bisogno.

Molte persone sanno benissimo di cosa avrebbero bisogno: una mano, una pausa, più collaborazione, più presenza.

Eppure, nel momento in cui potrebbero dirlo chiaramente, qualcosa si blocca.

Allora si aspetta che l’altro se ne accorga da solo.
Che capisca.
Che noti la fatica.
Che veda il bisogno senza che venga spiegato.

Quando questo non accade, è facile sentirsi sole, non viste, poco considerate.
E così possono arrivare irritazione, chiusura, distanza o discussioni.
Non perché il bisogno sia sbagliato.
Ma perché è rimasto dentro.

🌱 E quando un bisogno rimane dentro troppo a lungo, non scompare.
Cambia forma.

Esce attraverso il fastidio, una lamentela, un tono più tagliente, il silenzio, la distanza.

Spesso non ci insegnano a riconoscere i nostri bisogni e a comunicarli in modo diretto.
Impariamo piuttosto ad arrangiarci, a resistere, ad aspettare che gli altri capiscano.

✨ Forse allora la domanda non è:
“Perché devo fare tutto io?”
Ma:

👉 Cosa mi impedisce di dire chiaramente quello di cui ho bisogno?
La risposta non è sempre immediata.
Ma può essere un punto da cui iniziare.
💛 Se ti sei ritrovata in queste parole, lascia un 💛

➡️ Capita anche a te di vivere la rabbia più come una nemica che come un’alleata?➡️ E di non riuscire a usarla per dire ...
29/05/2026

➡️ Capita anche a te di vivere la rabbia più come una nemica che come un’alleata?

➡️ E di non riuscire a usarla per dire ciò di cui hai bisogno?

Spesso, nelle relazioni di coppia, in famiglia o con i figli, succede questo: si sente qualcosa dentro, ma non si riesce a tradurlo in parole o in una richiesta chiara…
Per paura del conflitto, di ferire l’altro, di essere fraintesi, oppure perché si è cresciuti imparando che la rabbia va repressa e che esprimere i propri bisogni in modo diretto sia sbagliato.

Così la rabbia si trattiene, si accumula e, quando non trova spazio per essere espressa, rischia di uscire in modo più intenso e disordinato🤯😵‍💫

Il punto non è non arrabbiarsi.

Ma imparare ad ascoltare la rabbia, riconoscere il bisogno che sta segnalando e usarla per comunicare in modo più chiaro ciò di cui abbiamo bisogno, prima che esploda.

💬 E tu, hai imparato a esprimere la rabbia… o solo a trattenerla?
Se ti va, puoi scrivermelo in DM, ti leggo volentieri!

🧠 Ci sono momenti in cui non è solo rabbia.Non è solo stanchezza.Non è solo colpa.È che dentro succede tutto insieme.E q...
09/05/2026

🧠 Ci sono momenti in cui non è solo rabbia.
Non è solo stanchezza.
Non è solo colpa.

È che dentro succede tutto insieme.

E quando succede questo, non riesci più a capire:
cosa senti davvero,
di cosa hai bisogno,
e come reagire senza sentirti sbagliata.

E allora succede spesso la stessa cosa:
ti giudichi 😔
ti blocchi.
esplodi 💥
e poi ti senti in colpa.

Ma il punto non è controllarti meglio.

Il punto è osservare cosa sta succedendo dentro di te, mentre lo stai vivendo 🧠

Perché solo da lì puoi tornare a scegliere, invece che reagire.

Quando è tutto troppo e non ci stai capendo niente, scrivi ✍️

Mettere su carta quello che hai dentro non serve a risolvere subito la situazione.
Serve a creare uno spazio tra te e quello che stai vivendo.

Perché quando tutto resta nella testa, tende a sovrapporsi.
Si mescola. Si amplifica. E diventa difficile distinguere cosa stai davvero provando.

Quando invece lo scrivi fuori, qualcosa cambia:
le emozioni iniziano a prendere forma ✨
alcune parole tornano più spesso
alcuni nodi diventano più visibili

Non devi sistemare nulla mentre scrivi.
Non è un esercizio di soluzione.

È un modo per vedere con più chiarezza quello che dentro è ancora confuso.

✍️ La prossima volta che ti succede:

fermati.
prendi un foglio.
e scrivi tutto quello che ti passa per la testa.

Senza sistemarlo.
Senza giudicarlo.
Senza cercare ordine.

Quante volte ti sei detta: “Se mi arrabbio, allora non sono una buona mamma?” 😓In realtà, molte mamme fanno questa equaz...
03/03/2026

Quante volte ti sei detta: “Se mi arrabbio, allora non sono una buona mamma?” 😓

In realtà, molte mamme fanno questa equazione invisibile… e proprio per questo si sentono sbagliate, stanche, colpevoli. 💭

La verità è che la rabbia non ti definisce, ma il modo in cui interpreti quello che provi può farti sentire male.

Ti sei mai trovata a pensarlo anche tu?
Scrivimi nei commenti ✍️ o in DM 💌 se anche tu ti sei sentita riconosciuta in questa equazione.

Quante volte ti arrabbi con i tuoi figli e pensi che siano loro i colpevoli? 😤 • Il tuo bambino urla e ti arrabbi • Lasc...
24/02/2026

Quante volte ti arrabbi con i tuoi figli e pensi che siano loro i colpevoli? 😤
• Il tuo bambino urla e ti arrabbi
• Lascia i giochi in disordine e ti arrabbi
• Litiga con il fratello e ti arrabbi
• Sporca dappertutto e ti arrabbi

Sembra che siano loro i colpevoli, vero? Eppure la verità è un po’ diversa da quello che immaginiamo.

Nel carosello di oggi esploro cosa davvero accende la rabbia dentro di noi e ti mostro la differenza tra stimolo e causa:

Non è il comportamento dell’altro a farci arrabbiare, ma le valutazioni che facciamo su quel comportamento, le aspettative che portiamo con noi, i pensieri che raccontano bisogni non soddisfatti e non riconosciuti.

💡 Ci avevi mai pensato?

E tu? Cos’è che scatena la tua rabbia? Scrivilo nei commenti 👇

Sai quel momento in cui tuo figlio esplode in una crisi emotiva e tu non sai cosa fare?Ti senti frustrata, disorientata,...
16/01/2026

Sai quel momento in cui tuo figlio esplode in una crisi emotiva e tu non sai cosa fare?
Ti senti frustrata, disorientata, magari anche in colpa. E il tempo sembra dilatarsi…

💡 Proprio come un volo cancellato all’ultimo minuto, ci sono eventi che non puoi controllare. Non puoi fermare le emozioni di tuo figlio. Ma puoi prepararti a gestirle, a proteggere la tua serenità e a essere più presente per lui.

📌 Nel carosello ti racconto la metafora del mio viaggio e come trasformarla in “assicurazione da genitore”:
• capire il cervello di tuo figlio e i tipi di crisi emotive
• sapere come agire nella pratica quando arrivano
• gestire le tue emozioni nei momenti più intensi

💌 Se vuoi scoprire come mettere in pratica questa “assicurazione” e affrontare le crisi emotive senza sentirti sopraffatta, prenota una call conoscitiva gratuita con me. Trovi il link in bio!

crescerefigli serenità

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