24/05/2026
“Il male è sempre infimo: proviene da un eccesso di debolezza, da sentimenti come l’invidia, il rancore, l’odio. Umani, certo, ma che l’umanità chiede di convertire in bellezza, creatività, solidarietà.
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Ci si sofferma giustamente sul male gigantesco: stragi, uccisioni. Ma troppo poco su quel male piccino che ci riguarda quotidianamente: il meschino potere di ferire gli altri. Il commento velenoso, gratuito, lasciato da uno sconosciuto sui social. La battuta maligna sul posto di lavoro. La presa di mira dell’aspetto fisico, specialmente di noi donne. Il tentativo di smontare e ridimensionare l’altro, di metterlo in crisi per ricavarne chissà quale illusorio e perverso piacere è uno scandalo.
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Siamo invitati a trincerarci dentro la nostra esteriorità, a competere e a combatterci, senza renderci conto che questo è il contrario dell’essere comunità, del comprenderci e sostenerci tessendo legami di amicizia – l’unica opportunità per essere felici.
Dovremmo nutrire ciò che conta: le nostre interiorità piene di ferite, oscurità, mancanze. Per aiutarci gli uni con gli altri a renderci migliori. Non più vincenti: più generosi. Chi è forte, lo è sempre. E la forza non è prevaricazione, ma consapevolezza, amore per se stessi e le altre persone.
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Per essere felici, non dobbiamo vedere gli altri più tristi: al contrario. Aiutarli a stare meglio, nella mia esperienza, è l’unico modo per stare bene a nostra volta. Se il male è solitudine radicale, che porta solo ad altra solitudine fino alla desolazione, il bene è un legame, un dialogo autentico, un abbraccio.”
Oggi su potete leggere l’ultima rubrica, l’ottantanovesima, di questa avventura straordinaria che è stata 4per7.
Non è mai facile lasciar andare qualcosa a cui siamo profondamente affezionati. Ma prevalgono la gratitudine e la gioia per questi 7 anni insieme.
Desidero ringraziare di cuore chi ha avuto l’idea di questo spazio libero e collettivo, e lo ha reso possibile:
L’intera squadra di 7, in particolare Le mie compagne di scrittura: e
Non in ultimo, ringrazio voi che ci avete lette con affetto e partecipazione