22/05/2026
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"Nell'esperienza non ci sono regole di comportamento, salvo stare con gli occhi aperti e guardare dove si mettono i piedi; ma una delle passioni più radicate nel genere umano è la carta geografica (cioè i codici) del comportamento. Sono in un luogo sconosciuto? La prima domanda che viene é: come ci si comporta qui? Il problema diventa serio quando poi la persona scambia il comportamento richiesto socialmente con l'esperienza stessa. Questa è la regola fondamentale per ridurre il mondo a cose e il pensiero a un razionalismo meccanico, così che lo spirito viene cancellato anche sul piano dell'immaginazione.
La mappa non è il territorio! si sgola dire la programmazione neurolinguistica da parecchio tempo, ma gli esseri umani sono duri d'orecchio e generalmente si contentano di muoversi sulla mappa e nemmeno si accorgono dell'esistenza del territorio. Così i patiti del Sè amerebbero molto che l'esperienza fosse l'incontro del Sé col mondo, e la psicoterapia vorrebbe tracciarne le mappe, ma in termini di gestaltici il Sé si forma nell'incontro dell'organismo col mondo, cioè il Sé corrisponde concettualmente più o meno all'esperienza stessa, la quale è sempre diversa e non si può né fermare né capitalizzare ,figurarsi tracciarne mappe meno che approssimative.
L'esperienza non si può cioè cosificare, e lo spirito non può passare dal Sé come struttura, perché in questo caso finirebbe per assomigliare più a una bandiera nazionalista che una realtà trascendente.
Questo non significa che le mappe non si possano tracciare, ma sono solo indicazioni che riguardano (per di più) i lati meccanici dell'esistenza, del tipo: se quando ho fame mangio, la fame mi passa e, soprattutto, quando mi esprimo il mondo interno smette di premere con urgenza. Per questo non serve teorizzare i confini che fantasmaticamente stringono: non è per rimanere congrue a se stesse che le persone si chiudono in comportamenti disfunzionali ripetitivi, ma per la paranoica convinzione che chi lascia la via vecchia per la via nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova."
G.P. Quattrini - la ricerca del trascendente.
Invito a contribuire con una testimonianza
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