Dottor Mauro Testa Psicoterapeuta - Psicanalista

Dottor Mauro Testa Psicoterapeuta - Psicanalista Psicoterapia ad indirizzo analitico

11/06/2026

L’adolescenza in un individuo si configura come la ripresa dell’elaborazione del lutto dell’abbandono dei fantasmi infantili, della perdita degli oggetti, seno feci e fallo, dell’oggetto primario d’amore e tutto ruoterà intorno ad una mancanza intorno alla quale ognuno dovrà ordinare la propria vita

Mancanza che ha una caratteristica particolare in adolescenza, perché i tentativi di colmarla sono assolutamente diversi rispetto all’età infantile, dove c’era il ricorso ai genitori, alla madre che rappresentava il porto sicuro dove riempire ogni vuoto, mentre in adolescenza i tentativi di colmarla possono apparire in modo assai brusco da un’oscillazione di distacco fino ad un’aggressività auto o eterodiretta

L’adolescente nel suo tentativo di colmare quel vuoto e di operare una significativa separazione produce un distacco dai propri genitori che, negli stessi, produce un senso profondo di frustrazione e disorientamento

Per questo l’adolescenza, momento di passaggio e di crisi, è un momento molto importante per la vita di un individuo che deve essere gestita con molta attenzione e pazienza dagli adulti

10/06/2026

Dinamiche familiari indirizzate verso l’omologazione che impediscono i processi di soggettivazione e limitano, attraverso modalità conformistiche, l’espressione della propria particolarità e peculiarità individuale

Spesso nelle famiglie odierne si assiste a meccanismi di ricerca di conformismo che non permette ai giovani che ne fanno parte di poter compiere il passaggio più importante della loro vita: la possibilità di trovare le proprie particolarità e stabilire un percorso di crescita che porti alla propria soggettività

L’omologazione si sposta poi all’esterno della famiglia con le cosiddette identificazioni orizzontali, ragazzi che si scoprono uguali nei gusti, nel modo di vestire, nel modo di ballare, il modo di interagire sui social ed anche su particolari disturbi psicologici

La cosa più importante da rilevare è che spesso, per tenere a bada ciò che ad un genitore non piace del proprio figlio, si arriva ad impedirne ogni forma di scelta libera: oggi si assiste sempre più a questo meccanismo e i ragazzi si assomigliano senza però riconoscersi l’uno diverso dall’altro

Favoriamo come genitori i processi di crescita e di scelta dei nostri figli, senza ostacolarne il processo importante di separazione da noi con la consapevolezza che attraverso di ciò loro potranno diventare cittadini del mondo

08/06/2026

Oggi durante una seduta, a proposito delle ripetizioni, le situazioni che si ripetono sempre uguali come un circolo vizioso, un loop, che si ripete, ho chiesto ad un mio paziente: “visto ciò che sta elaborando nel suo percorso analitico, cosa ha portato di nuovo di sé nel rapporto sentimentale che ha appena iniziato con la sua nuova compagna?” Ed ho aggiunto: “le sono servite le esperienze passate?”

Le mie due domande hanno lasciato spazio al silenzio del mio paziente che, abbastanza avanti nel suo percorso terapeutico ha detto: “Aldilà del processo di idealizzazione nei confronti delle qualità della mia partner, riesco a vedere con maggiore chiarezza ciò che lei porta nel rapporto, ma, soprattutto, ciò che io riesco a portare nel rapporto di coppia aldilà delle mie proiezioni”

Una risposta analitica da parte del mio paziente che sottintende quale incastro perfetto si instauri in un rapporto di coppia quando due persone, pur non conoscendosi, si scelgono e iniziano una relazione

30/05/2026

Un’analisi non inizia quando un paziente si siede di fronte all’analista, ma quando, ed il tempo in cui accade è variabile, più o meno lungo, ma quando avviene un cambiamento straordinario che definiamo “Rettifica Soggettiva”

In quel preciso momento il paziente si rende conto che è egli stesso l’agente inconsapevole di ciò che succede, delle situazioni gradevoli o sgradevoli, mentre fino a quel momento se ne credeva unicamente la vittima

Essere consapevoli di essere l’origine e la causa di ciò che gli succede rende il soggetto pronto ad affrontare una nuova realtà psichica: elaborare le dinamiche inconsce e le pulsioni per rendere la propria vita non più una catena ripetuta di eventi, ma prendere in mano la sua vita ed effettuare il vero cambiamento che definirei “soggettivazione”

Per farlo è sempre necessario del tempo, il cosiddetto tempo lungo dell’analisi, perché ad ogni passo in avanti che si fa, le regressioni attraverso dei nostri meccanismi di difesa si mettono in moto e ci riportano indietro (per questo il tempo di un’analisi è sempre lungo, complicato e non senza sofferenza ed angoscia)

Ma ciò che sarà la vera ricompensa è il risultato straordinario che si raggiunge, una piena consapevolezza soggettiva

14/04/2026

Delle volte, lavorandoci bene, un sintomo può diventare un’opportunità

Lacan parlando del Sinthomo (Sinthomè) parla del modo in cui è possibile mettere al lavoro il proprio sintomo e farlo diventare una propria peculiarità, un’opportunità appunto

Ricordo di un mio vecchio paziente che con diagnosi di disturbo leggero nello spettro autistico aveva, oltre ad una chiusura emotiva con il mondo esterno, un gesto che l’accompagnava: allungava il braccio e e con uno scatto indicava un punto non meglio definito vicino a lui, un gesto che con il nostro lavoro egli associò ai rimproveri ripetuti che subiva, anche senza motivo, da parte dei suoi genitori, in particolare da suo padre

Ebbene qual è stata la svolta in questo caso?
Aver potuto elaborare la sua chiusura come risposta ai tanti rimproveri subiti ed il gesto, con un meccanismo straordinario, diventato un suo tratto peculiare: dopo un po’ di tempo lo vidi arbitrare una partita di basket di serie A e mi sono ricordato di lui, quando, per indicare un giocatore che aveva commesso un fallo, allungò il braccio come faceva durante le sedute

Mi viene da dire che il suo sintomo messo al lavoro era diventato il suo Sinthomo, la sua opportunità

12/04/2026

Se facciamo una riflessione sul culto dell’immagine nella nostra società, ci accorgiamo che è lontana da ogni nostra possibilità umana

Non basta più oggi essere belli nella giovinezza ed intelligenti per tutta la vita, ma ci troviamo spesso a fare i conti con la caducità e sulla bellezza dell’immagine che sfiorisce quando si diventa grandi

Ogni ruga lasciata dal tempo è un segno che la nostra vita ci ha lasciato, una notte che non abbiamo dormito, un bicchiere in più che abbiamo bevuto, il pianto per un lutto, il nostro sorriso sotto il sole estivo, insomma quelle rughe sul nostro viso sono l’espressione della nostra storia

Ma ci interroghiamo quanto riusciamo a sostenere questa nostra posizione, se siamo in grado di riuscire ad amare quelle cicatrici della nostra vita per sempre

Spesso invecchiando ci sentiamo esclusi dalla vita, quella vita in cui fino ad oggi abbiamo desiderato, gioito, pianto, avuto nostalgia e rimpianto eccetera eccetera; insomma la nostra vita vissuta

C’è qualcosa nel passaggio del tempo che vediamo con orrore, l’orrore della castrazione, della caducità, della morte; ma, la nostra vita è come il viaggio di un treno che passa diverse stazioni, in un’unica direzione senza poter mai tornare indietro; e questo viaggio e il tempo che passa con le sue inevitabili tracce

30/03/2026

I nostri figli: un patrimonio da custodire nel pieno rispetto delle loro peculiarità

Il futuro dei nostri figli non dovrebbe essere segnato da attese ed aspettative dei genitori, soprattutto se esse sono legate a risarcimenti allucinatori su quello che essi non sono riusciti a raggiungere nella loro vita

Spesso infatti i figli rappresentano per i genitori un modo per raggiungere, attraverso un fenomeno proiettivo, obiettivi per i quali, a causa di chissà quali strane dinamiche inconsce, hanno fallito

Rispettare la peculiarità di un figlio significa lasciare che la sua soggettività possa essere libera di esprimersi completamente, nell’ambito che egli desidera; spesso però questo non accade ed il figlio rimane incastrato nelle dinamiche genitoriali senza poter opporre ad esse nessun tipo di resistenza

21/03/2026

Spesso in analisi ci si trova di fronte alla rabbia del soggetto, una rabbia manifesta e latente, che noi analisti siamo chiamati a legittimare, per evitare che prenda la via muta della violenza; se viene rifiutata la “legittimazione” della parola, la rabbia diventa violenza

Siamo chiamati, in analisi, a non misconoscere l’aggressività che nasce dal sentirsi non riconosciuti o spostati dalla nostra soggettività

L’aggressività non deve essere rimossa, ma con un lavoro lento ed orientato, riconosciuta, fatta entrare nel vissuto e messa in parole, per favorire la soggettività generativa; altrimenti la scarica pulsionale della violenza viene al posto delle parole che non siamo riusciti nè a dire nè a pensare

L’eventuale rimozione della spinta aggressiva, per il meccanismo dello spostamento o della conversione, porta a sintomi somatici, quali insonnia, fenomeni psicosomatici cutanei, disturbi dell’apparato digerente, fobie, stati di angoscia, inappetenza…

14/03/2026

Secondo una delle tesi maggiori di Freud il soggetto è sempre sdoppiato: la coscienza non può essere in nessun modo l’unico modo per rappresentare per intero la vita psichica

Infatti esistono pensieri e desideri che pur appartenendo al soggetto non hanno accesso alla coscienza (pensieri e desideri inconsci); Freud rappresenta questa situazione affermando che l’Io non è padrone in casa propria, in quanto il soggetto non è mai un Uno indiviso, ma è rappresentato da una molteplicità di dinamiche involontarie che non possono essere controllate in modo cosciente

L’essere profondo supera il pensiero cosciente e la vigilanza dell’Io è disturbata, e spesso messa in scacco, da impulsi pulsionali o da pensieri inammissibili dalla coscienza, ma che premono per essere riconosciuti e soddisfatti: secondo Freud per ritrovare l’origine di questa divisione bisogna far riferimento alla rimozione, meccanismo di difesa soggettivo

Essa allontana dalla coscienza i desideri e i pensieri che sono incompatibili con la rappresentazione narcisistica cosciente, scindendo in modo irreversibile l’unità della vita psichica di un individuo

04/03/2026

La vita? Come il percorso di un treno, che parte da una stazione ed arriva ad un’altra stazione, con stazioni intermedie che rappresentano i momenti importanti della nostra vita

La sua particolarità? Che le stazioni intermedie sono percorse in un’unica direzione ed è impossibile tornare indietro e rivivere ciò che si è vissuto in una di esse

La psicanalisi? Pur non potendo rivivere ciò che si è vissuto è possibile ricostruirlo ed elaborarlo e ricollegare gli stati emotivi dell’avvenimento e soprattutto rispetto a fatti traumatici vissuti poterli finalmente liquidare e renderli innocui rispetto al presente

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