11/04/2021
Prendetevi due minuti per leggere questa riflessione. Ne vale la pena.
“Ho paura del vaccino e dei suoi effetti collaterali a medio lungo termine, perché non si conoscono”.
Giustissimo, sacrosanto.
Tutti abbiamo timore di ciò che non conosciamo. Anche io ho paura. Ma ho più paura di un virus che ha decimato conoscenti, amici e pazienti.
Per il vaccino anti COVID gli effetti a lungo termine purtroppo non sono noti. Perché è impossibile saperlo.
Si tratta di un vaccino appena nato, qualunque esso sia.
Non stiamo facendo la scoperta dell’acqua calda.
Ognuno decida se preferisce avere il rischio di malattia e delle conseguenze (che non conosciamo al pari del vaccino. Non conosciamo cosa può causare nel nostro corpo il virus, che non attacca solo i polmoni e non causa solo problemi in fase acuta.)
Mi sovviene però una riflessione.
Oggi ci si sta focalizzando sugli effetti a lungo termine del vaccino (dato che l’argomento di effetti collaterali a breve termine per spaventare la popolazione non regge più visti i numeri irrisori, minori di quelli che possono avvenire facendo qualsiasi altra cosa).
Bene.
A lungo termine fa male il fumo, ma in tantissimi fumano già dall’adolescenza e lo fanno da sempre, spesso vantandosi di quanto gli piaccia.
Mangiare male, non ne parliamo di quanti danni faccia a lungo termine.
Ingrassare negli anni, ne vogliamo parlare?
Sono stranoti gli effetti di una mancata prevenzione.
Vogliamo parlare della sedentarietà?
Vogliamo parlare delle bevande alcoliche di cui in Italia non si parla perché ci guadagnano in tanti? Persino giornalisti e politici che le producono?
Oppure della mancata conoscenza di possibili effetti collaterali degli integratori presi nel tempo, dato che non ci sono studi di sicurezza in questo senso?
Vogliamo parlare di farmaci da banco presi a casaccio senza passare dal medico e senza prescrizione? Si, compresi quelli “naturali”.
Di quante cose non sappiamo gli effetti a lungo termine?
E di quante cose (leggasi stile di vita) invece sappiamo le conseguenze e non ci interessa nulla fino a quando non ci ammaliamo?
Chiariamo che ad oggi non esiste alcun obbligo per la vaccinazione nella popolazione, tranne per gli operatori sanitari (dove ritengo che il rispetto del codice deontologico e il giuramento di Ippocrate abbiano priorità rispetto a quanto scritto nella Costituzione che sancisce la libertà personale delle persone).
Sebbene la libertà e la scelta personale di ognuno vadano sempre rispettate, credo ci si debba anche prendere la responsabilità delle proprie scelte a livello di sanità pubblica e si dichiari di addossarsi anche le conseguenze di una scelta personale.
Ma per ca**tà, evitiamo di banalizzare il COVID come una “semplice influenza” che passa in pochi giorni senza lasciare strascichi ed effetti collaterali a lungo termine perché non è così e non sappiamo cosa succederà in futuro in chi ne è venuto a contatto.
Perché come avviene per i vaccini, non conosciamo gli effetti a medio lungo termine. Sappiamo però che la vaccinazione aumenta la possibilità di non finire in rianimazione o di non morire. E non mi pare poco. Ovviamente il rischio zero non esiste in medicina, ma si mette sul piatto della bilancia un rischio statistico che vale o non vale la pena prendersi. Non esiste intervento o farmaco senza rischio. Tutto quello che facciamo ha un rischio, anche se si tratta di una cosa che facciamo da sempre e non ci siamo mai accorti del rischio che possa causarci. E per questo continuiamo a farla.
Scelte personali.
Ma evitiamo di etichettare chi decide di vaccinarsi una “cavia”.
Evitiamo di confondere un rapporto temporale, casuale, tra un evento e una conseguenza con un rapporto causale. (Leggete bene la differenza).
Ed evitate di ti**re in ballo i guadagni delle case farmaceutiche perché guadagnano molto più le aziende che producono il cibo che ci ammala perché ne mangiano troppo, le bevande alcoliche, le si*****te e via discorrendo. Che spesso fanno capo alla stessa persona che possiede le aziende farmaceutiche, diversificando gli investimenti.
Tra l’altro le aziende farmaceutiche guadagnano molto di più a produrre integratori che vaccini. Molto più a produrre rimedi omeopatici che vaccini. Con rischi di denunce e procedimenti penali, vicini allo zero.
Avrebbero guadagnato molto più a farvi ammalare che a pervenirci i danni da infezione.
La prevenzione fa guadagnare meno della malattia. E fa risparmiare i cittadini non solo economicamente. Anche in sofferenze.
Ma troppe persone non lo vogliono capire.
Per fortuna ognuno è libero di scegliere.
Tanto i medici curano chiunque.
Anche chi li offende.