14/05/2026
OCCHIO A CHI VENDE SPERANZA
Nei gruppi dedicati alla salute, sotto i post delle persone che raccontano i propri problemi, e a volte anche sotto la mia pagina, compaiono venditrici di lntegratori che leggono la disperazione della gente e si infilano lì, con la soluzione già pronta. Una persona scrive che sta male, che non dorme, che ha problemi intestinali, ormonali, autoimmuni, che è stanca, infiammata, gonfia, confusa, piena di sintomi, e subito arriva qualcuna con il messaggio privato, la testimonianza personale, la foto del prima e dopo, la frase classica:
“Anche io stavo così, poi ho risolto con questo protocollo”.
E da lì parte la vendita, ti contattano in privato con dolcezza ed empatia... non si parla più di un singolo integratore, di una sostanza da valutare, di un possibile supporto da inserire con criterio, no, si propongono pacchetti interi, liste di prodotti di aziende di multilevel marketing, dove chi vende guadagna su quello che riesce a piazzare... e il problema non è solo il costo, anche se spesso parliamo di cifre importanti (una stamani mi ha girato il preventivo, trecentodiciassette euro). Il problema vero è che questi protocolli vengono proposti a persone fragili, malate, confuse, già piene di sintomi, magari già piene di farmaci, integratori, intolleranze, reazioni strane e paure.
Questa non è educazione alla salute, è vendita sulla vulnerabilità. Un conto è parlare di un integratore, spiegare a cosa serve, quali possono essere i benefici, quali sono i limiti, quando può avere senso e quando invece può essere inadatto. Un altro conto è entrare nei gruppi dove la gente sta male e proporre protocolli standardizzati come se tutti avessero lo stesso corpo, lo stesso fegato, lo stesso intestino, lo stesso sistema nervoso, la stessa tiroide, la stessa capacità di drenaggio, la stessa tolleranza agli eccipienti e la stessa storia clinica.
No, non funziona così... una persona con mastociti attivati può reagire male anche a un prodotto naturale. Una persona con fegato sovraccarico può non tollerare un detox aggressivo... una persona con intestino irritabile può peggiorare con fibre, fermenti, dolcificanti, aromi o eccipienti che sulla carta sembrano innocui. Una persona con autoimmunità non può essere trattata come una persona che vuole semplicemente perdere qualche chilo. Una persona con stanchezza cronica non ha bisogno di essere stimolata a caso come una batteria scarica.
Il corpo non è un carrello della spesa e la salute non è un catalogo da sfogliare. Molte di queste venditrici non conoscono la vostra situazione, non sanno che farmaci prendete, che diagnosi avete, come reagite agli eccipienti, se avete problemi epatici, renali, tiroidei, intestinali, immunitari o neurologici. Non conoscono la biologia del corpo umano... non sanno nulla, ma hanno già il protocollo pronto. E guarda caso, il protocollo è sempre quello della loro azienda, mai che la soluzione sia:
“Forse prima dovresti valutare meglio la tua situazione”.
Mai che sia:
“Forse questo prodotto non fa per te”.
Mai che sia:
“Forse è meglio iniziare da una sola cosa”.
No, la soluzione è sempre il pacchetto, il kit, il programma, il codice sconto, il gruppo privato e qui bisogna svegliarsi. Perché chi ha davvero a cuore la salute delle persone non spinge protocolli uguali per tutti, non approfitta della disperazione, non entra sotto i post degli altri per pescare clienti e non trasforma ogni sintomo in un’occasione commerciale. Soprattutto, non racconta la propria guarigione come se fosse una garanzia per tutti.
Dire: "Io sono guarita", non significa che guarirai anche tu. Dire: “Io ho perso peso” non significa che quel prodotto sia adatto a te. Dire: “Io ho avuto energia” non significa che il tuo sistema nervoso reggerà quello stimolo. Dire: “Io mi sono sgonfiata” non significa che il tuo intestino tollererà quella formula. Le testimonianze possono essere interessanti, ma non sono diagnosi, non sono personalizzazione, non sono garanzia... e quando dietro alla testimonianza c’è anche una provvigione, almeno due domande bisognerebbe farsele.
Non basta aver seguito un corso aziendale, due webinar motivazionali e tre slide colorate per mettere mano al metabolismo, all’intestino, agli ormoni, all’immunità e al fegato delle persone. La salute richiede competenza, prudenza, ascolto, contesto e responsabilità e la responsabilità si vede anche dalla capacità di dire: “Non lo so”, “non posso dirtelo”, “devi valutare con chi ti segue”, “non partire con troppe cose insieme”, “attenzione agli eccipienti”, “attenzione alle interazioni”, “attenzione se sei molto sensibile”. Perché il naturale non è automaticamente innocuo, il vegetale non è automaticamente adatto, il detox non è automaticamente benefico, il drenaggio non è automaticamente una buona idea, il dimagrimento non è automaticamente salute... e un protocollo costoso non è automaticamente un protocollo serio.
Leggete le etichette, guardate gli eccipienti, gli aromi, i dolcificanti, le sostanze stimolanti, le miscele proprietarie dove non si capisce bene quanto c’è di ogni ingrediente... guardate se vi stanno vendendo una formula o una promessa. Perché la promessa è sempre bellissima... ti depuri, ti sgonfi, perdi peso, ritrovi energia, sistemi l’intestino, rinforzi l’immunità, riparti da zero. Peccato che il corpo non riparta da zero, il corpo parte dalla sua storia, dai suoi carichi, dalle sue infiammazioni, dai suoi traumi, dalla sua capacità di eliminare, dal suo livello di stress, dal suo sonno, dal suo fegato, dal suo intestino, dal suo terreno biologico. Quando qualcuno vi contatta in privato dopo aver letto un vostro commento di sofferenza, chiedetevi se quella persona vuole davvero capire la vostra situazione o vuole vendervi qualcosa. Quando vi propongono subito una serie di integratori, chiedete in base a cosa, con quali criteri, con quali possibili controindicazioni, con quali eccipienti, con quali interazioni. Quando vi dicono “è tutto naturale”, ricordatevi che anche molte sostanze naturali possono essere inadatte. Quando vi dicono “lo usano tutti”, ricordatevi che voi non siete tutti. Quando vi dicono “io sono guarita”, ricordatevi che la loro storia non è la vostra storia clinica (il più delle volte se la raccontano).
Io non sono contro gli integratori, anzi, chi mi segue lo sa bene, parlo spesso di nutrienti, piante, sostanze naturali, supporti metabolici, drenaggio, intestino, fegato, sistema nervoso. Ma proprio perché li conosco e li studio, so anche che non vanno buttati addosso alle persone come se fossero caramelle. Gli integratori possono aiutare, ma possono anche peggiorare. Possono sostenere, ma possono anche sovraccaricare, possono essere utili in un momento e inadatti in un altro... essere perfetti per una persona e completamente sbagliati per un’altra. La salute non si fa a pacchetti e soprattutto non si fa con venditrici che devono chiudere la giornata, raggiungere il bonus, fare volume, salire di livello o reclutare nuove clienti. Quando il guadagno dipende da quanto riesci a vendere, il confine tra consiglio e pressione commerciale diventa molto sottile e quando davanti hai persone malate, fragili o disperate, quel confine dovrebbe essere sacro.
Non tutto ciò che viene venduto come aiuto è davvero aiuto, a volte è solo marketing travestito da empatia. Quindi fate attenzione, non consegnate la vostra salute a chi vi conosce da tre messaggi. Non comprate protocolli enormi solo perché qualcuna vi racconta che “con me ha funzionato”. Informatevi, leggete, chiedete, verificate, guardate le etichette, confrontatevi con professionisti seri e soprattutto non fatevi mettere fretta. La fretta serve a chi vende, la prudenza serve a chi deve guarire. La salute è una cosa seria, non è un piano compensi, non è una chat di reclutamento, non è un kit mensile, non è una testimonianza fotocopiata e non è un “scrivimi in privato che ti spiego”. Chi sta male merita protezione, non vendita aggressiva mascherata da salvezza. Perché quando una persona è disperata è disposta a credere a tutto ed è proprio lì che bisogna diventare più lucidi, non più manipolabili. (P. Coffaro)