Amici Dei Funghi Civitavecchia

Amici Dei Funghi Civitavecchia Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Amici Dei Funghi Civitavecchia, Civitavecchia.

Ferula communis L. TassonomiaOrdine ApialesFamiglia ApiaceaeFoto e DescrizioniPianta erbacea perenne che può superare i ...
06/06/2026

Ferula communis L.


Tassonomia

Ordine Apiales

Famiglia Apiaceae

Foto e Descrizioni

Pianta erbacea perenne che può superare i 3 m di altezza, la radice è un rizoma robusto, lo stelo è eretto, arrotondato, robusto e finemente striato, cavo all'interno; le foglie sono di colore verde su ambedue le facce, le basali filiformi, portate da un picciolo cilindrico, sono lunghe fino a 1 metro, le cauline sono grandi, lineari e inguainanti il fusto, l'infiorescenza è un'ombrella terminale suddivisa fino a 40 raggi peduncolati, ogni raggio porta, a sua volta, peduncoli più corti sui quali sono inseriti i fiori, le ombrelle laterali sono portate da piccioli lunghi e spuntano dalle foglie, hanno la stessa struttura dell'ombrella centrale; le bratteole sono strettamente lanceolate e decidue, i fiori sono di colore giallo vivo, hanno 5 petali di forma ovale con l'apice che si arrotola, 5 stami gialli e 1 stilo centrale. I frutti sono numerosi acheni compressi dorsalmente, di forma ovata, che perdurano sulla pianta anche da secchi. Fiorisce da aprile a luglio, da 0 a 1300 m s.l.m., in macchie e pascoli, nei campi aridi, sui bordi delle strade e nei fossi, a volte viene coltivato preferibilmente su pietra o roccia, conglomerati calcarei e gessosi. Presente in tutta Italia ed esclusione di Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Nota: la pianta di Ferula communis L. è associata, in alcune regioni italiane, al suo fungo saprofita, il Pleurotus eryngii (DC.) Gillet var. ferulae .

Boletus aereusTassonomiaDivisione BasidiomycotaClasse AgaricomycetesOrdine BoletalesFamiglia BoletaceaeGenere BoletusSez...
06/06/2026

Boletus aereus

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Boletales
Famiglia Boletaceae
Genere Boletus
Sezione Edules

Nome italiano
Bronzino, Porcino Nero

Etimologia
Dal latino aes bronzo, per il colore del cappello.

Cappello
4-18 cm, ma può raggiungere anche 40 cm, generalmente bruno castano quasi nero, ma anche di diverse tonalità fino all'ocra, con chiazze bronzee più scure che si formano con l'età man mano che il colore generale tende a schiarire, emisferico da giovane poi convesso ed appianato con l'età. Superficie finemente vellutata, cosparsa di pruina bianca evanescente, non vischiosa nemmeno con umidità.

Tubuli
Separabili quasi liberi, pieni, bianchi, biancastri, ed infine giallo-olivastri a maturazione. Pori rotondi, bianchi a lungo poi giallo-verdastri.

Gambo
6-16 cm × 4-8(11) cm, castano chiaro, color cannella, ocraceo, color miele, sempre più chiaro del cappello, più scuro e ingrossato alla base si attenua verso l'alto, a volte panciuto, ricoperto da un fitto reticolo brunastro specialmente nella parte alta.

Carne
Bianca immutabile, soda e compatta anche in maturità, soltanto tardivamente molliccia. Colore bianco persistente. Sapore e odore gradevoli e delicati come di nocciola.

Habitat
Predilige i boschi di latifoglie di Castagno e Cerro con terreno asciutto e siliceo dove fruttifica nelle estati ed autunni caldi, anche in pianura. Diffuso nella zona mediterranea, più raro nel Nord Italia.

Microscopia
Spore 13,5-16 × 4-5 µm, fusiformi bruno olivastro in massa.

Commestibilità e tossicità
Ottimo commestibile, può essere consumato crudo. Adatto alla essicazione dopo essere stato tagliato a fette.

Osservazioni
Il colore del cappello può raggiungere tonalità più scure che negli altri porcini, per arrivare a colorazioni praticamente nerastre; anche la consistenza della carne è probabilmente la più soda tra tutti i porcini.
I singoli individui raggiungono non di rado 1-2 kg di peso, evento del tutto eccezionale per le altre specie diffuse nella nostra zona.

Specie simili
Boletus reticulatus Schaeff. = Boletus aestivalis (Paulet) Fr. che ha un colore più pallido, il reticolo al piede più marcato e una carne non così bianca; è più precoce, infatti se la primavera è stata piovosa, basta una leggera pioggia estiva per farlo comparire quando il suolo ritorna secco e duro.
Boletus edulis var. fuscoruber, commestibile, cappello 5-15 cm, bruno intenso, simile al Boletus pinophilus che ha gambo a forma di pera, di diametro a volte maggiore di quello del cappello, bianco, senza reticolo e cresce nei boschi misti soprattutto di Faggio e Abeti rossi.

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.

Cantharellus ferruginascens TassonomiaDivisione BasidiomycotaClasse AgaricomycetesOrdine CantharellalesFamiglia Hydnacea...
06/06/2026

Cantharellus ferruginascens
Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Cantharellales
Famiglia Hydnaceae

Sinonimi
Cantharellus cibarius var. ferruginascens (P.D. Orton) Courtec. 1993

Foto e Descrizioni
Ha un portamento esile, slanciato, più piccolo di Cantharellus cibarius, vira molto al rugginoso; il cappello ha poca pruina e presenta colorazioni olivastre, la pseudo lamella è pallida nella sua interezza. Preferisce il clima mediterraneo, caldo, si rinviene sotto faggio e latifoglia.

Amanita ovoideaTassonomiaDivisione BasidiomycotaClasse AgaricomycetesOrdine AgaricalesFamiglia AmanitaceaeGenere Amanita...
06/06/2026

Amanita ovoidea

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitaceae
Genere Amanita
Sottogenere Amidella

Nome italiano
Farinaccio.

Etimologia
L'epiteto Amanita deriva dal greco Ἀμανὶτης [Amanitos] = fungo del monte Amano, da Ἄμανος [Amanos] = Amano, catena di monti tra la Cilicia e la Siria, nella Turchia asiatica, dove questa specie sembra fosse abbondante in antichità.
L'epiteto ovoidea deriva dal latino ovoideus = ovale, simile ad un uovo e dal greco eìdos = somiglianza.

Cappello
Dimensioni 10-20 cm, massiccio e carnoso, prima emisferico poi convesso, a maturità piano-depresso, in esemplari vetusti può presentarsi anche revoluto. Orlo spesso, unito e liscio, mai striato, debordante; sovente appendicolato da residui cremosi del velo imeniale. Di aspetto bianco-avorio, sericeo con lucentezza perlacea, glabro e solitamente sgombro da residui del velo primario.

Lamelle
Libere o appena inserite sullo stipite con un dentino, f***e e sottili, bianco crema, a maturità presentano delle sfumature o riflessi crema-rosati negli spazi interlamellari. Filo minutamente fioccoso, presenza di numerose lamellule tronche.

Gambo
8-20 × 1,5-4 cm; robusto ma slanciato, cilindrico e progressivamente dilatato verso il basso, talvolta svasato verso l'apice; con bulbo ovoide più o meno radicante. Pieno, s**o e carnoso, bianco con superficie percorsa da fini fiocchi cremosi e detersili, concolori.
Anello fragile, collocato molto in alto, preferibilmente il distacco avviene nella zona immediatamente vicina al gambo, cosa peraltro unica nel genere Amanita, tanto che i residui sono più facilmente riscontrabili sul bordo del pileo piuttosto che sul gambo stesso. Molto fugace, fragile e senza consistenza, si dissolve infatti in tanti piccoli fiocchi soffici e cremosi, burrosi, molto simili come consistenza alla panna montata.

Volva
La volva è membranacea, spessa, persistente ed inguainante nella parte basale. Il colore della stessa è interamente bianca, o con piccolissime granulazioni ocracee, questa colorazione rimane costante anche in esemplari molto maturi o vetusti, tale carattere è particolarmente importante in quanto ci aiuta a distinguerla dalla Amanita proxima Dumée, molto simile, che però presenta una volva ocracea. Questa colorazione ocracea è già presente nei primordi, non è quindi attribuibile a fattori ambientali, rientrando a pieno titolo, per la costanza, tra i caratteri morfologici distintivi tra le due specie.

Carne
Soda, assai abbondante, bianca ed immutabile, compatta nel gambo, un po' ovattata nel cappello. Sapore dolciastro e gradevole al primo assaggio. Odore tipico, ma molto soggettivo come interpretazione; alcuni autori lo definiscono di urina di cavallo, altri come dolciastro forte al primo impatto ma poi disgustoso, lo scrivente ama definirlo come un odore di chiuso, di cantina poco ventilata, lo stesso odore che si percepisce aprendo un cassetto di un mobile antico. Molto forte e persistente.

Habitat
È ritenuta specie termofila, ma non sono impossibili, anche se rari, ritrovamenti in habitat collinari e subalpini. Predilige essenze quali Pinus spp. e Quercus spp., ambienti tipici della macchia mediterranea e dei boschi litoranei, su terreni sabbiosi e calcarei. Stagione di crescita dal primo autunno fino ad inverno inoltrato.

Microscopia
Spore bianche, amiloidi, ellisso-ovoidali o brevemente cilindriche. Dimensioni 9,5-11 × 6,5-7,5 µm,
Q= 1,3-1,4. Velo generale formato essenzialmente da ife filamentose e poco ramificate

Commestibilità e tossicità
Responsabile di Sindrome norleucinica o nefrotossica o smithiana (sindrome minore - vedi la nostra pagina di micotossicologia). Le tossine responsabili di tale sindrome presenti in questa specie, devono ancora essere isolate con certezza, comunque conosciamo direttamente situazioni di avvelenamenti ben documentati dovuti all'incauto consumo di questo fungo, si tratta di episodi attribuibili al quadro micotossicologico citato. Inoltre, occorre prestare la massima attenzione nel riconoscimento onde non confonderla con la sua consimile Amanita proxima, che è notoriamente tossica e, con la quale condivide sia gli habitat che la stagione di crescita. Trattandosi poi di una Amanita bianca, anche se alcuni caratteri morfologici risultano inconfondibili, c'è il rischio di confusione, specialmente per i non esperti, con Amanita verna (Bull. : Fr.) Lam., Amanita virosa Bertill., Amanita phalloides var. alba Costantin & L.M. Dufour, Amanita porrinensis Freire & Castro, tutte velenose mortali. Dopo la trattazione di quanto sopra ci sembra doveroso ribadire, con cognizione di causa, l'opportunità di astenersi tassativamente dal considerare questa specie per scopi alimentari.

Specie simili
Amanita proxima Dumée si distingue facilmente sia per il colore della volva, che si presenta sempre ocracea anche in fase di primordio, sia per la consistenza dell'anello che in quest'ultima si presenta meno fugace, più persistente e nella posizione normale, cioè rimane attaccato al gambo.
Amanita strobiliformis (Paulet ex Vittad.) Bertill., è un 'altra specie somigliante, ma riconoscibile per le tipiche verruche sul pileo, residuo del velo principale friabile e fioccoso.

Scheda di proprietà AMINT realizzata dal CLR Micologico di AMINT.

Amanita crocea Tassonomia Divisione BasidiomycotaClasse AgaricomycetesOrdine AgaricalesFamiglia AmanitaceaGenere Amanita...
06/06/2026

Amanita crocea

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitacea
Genere Amanita
Sottogenere Amanita
Sezione Vaginatae

Amanita vaginata
Amanitopsis crocea
Nome italiano
Bubbolina.

Etimologia
L'epiteto Amanita deriva dal greco Ἀμανὶτης [Amanitos] = fungo del monte Amano, da Ἄμανος [Amanos] = Amano, catena di monti tra la Cilicia e la Siria, nella Turchia asiatica, dove questa specie sembra fosse abbondante in antichità.
L'epiteto crocea deriva dal latino crocus = pianta del croco, per il colore giallo come quello dello zafferano.

Cappello
5-8(12) cm, all'esordio allungato e stretto sul gambo, infine allargato, senza essere quasi mai totalmente espanso, con umbone centrale ampio; sericeo con tempo asciutto, untuoso e viscido in caso di pioggia, non presenta quasi mai decorazioni velari sul cappello, margine del cappello nettamente rigato; sul cappello predominano i cromatismi dell'arancio con varie sfumature, tenui ma anche molto forti, i colori sono più intensi al centro del cappello. Lamelle separate dal gambo, serrate e minute, biancastre o crema, con numerose lamellule.

Gambo
7-14 × 1-2,5 cm, allungato, stretto in alto, rivestito da minute squamule concolori al pileo (biancastre nella varietà subnudipes); in origine pieno e poi con cavità. Anello assente "obliterato". Volva consistente, alta sul gambo, strettamente ancorata alla base dello stipite, svasata in alto, biancastra, più scura internamente.

Carne
Poco spessa e consistente, leggera, bianca o biancastra, aranciata ai margini in modo abbastanza netto. Odore leggero, priva di sapori significativi, dolciastra.

Habitat
Specie ubiquitaria, la troviamo prevalentemente nei luoghi umidi, muschiosi ed erbosi. Si tratta di una specie abbastanza localizzata e non reperibile ovunque, dove presente può mostrarsi con produzioni densamente gregarie, fruttifica dal mese di Agosto fino a tutto Novembre.

Commestibilità e tossicità
Buon commestibile dal sapore delicato (esige cottura adeguata, 15 minuti dal primo bollore, perché è tossica da cruda, quindi con commestibilità condizionata alla cottura).

Osservazioni
Pur avendo cromatismi del cappello che ricordano molto la ben più conosciuta Amanita caesarea, l'assenza di anello e il colore biancastro del gambo e delle lamelle, ne consentono una facile separazione.

Specie simili
Viene considerata dalla maggioranza degli autori specie a sé stante e non una delle tante varietà della Amanita vaginata (Bull. : Fr.) Lam. Si tratta di una delle poche Amanita del sottogenere Amanita, sezione Vaginatae, che si riescono a riconoscere e delimitare con facilità in particolare per il colore aranciato del cappello, per il margine nettamente striato e per il gambo tipicamente screziato.
Amanita fulva Fr.,è simile, ma è un fungo di taglia solitamente inferiore, con colore pileico fulvo brunastro e con crescita solitamente addossata a ceppaie di castagno, anche se è presente in altri boschi di latifoglie. La mancanza dell’anello la distingue dagli esemplari tossici di Amanita, in particolare da forme aranciate e senza velo generale di Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam.

Curiosità
Il Gruppo delle Amanita del sottogenere Amanita, sezione Vaginatae, è costituito da un numero di specie molto vasto e ancora non ben delimitato. Tranne rarissimi casi, per una corretta deterinazione di una specie appartenente a questo gruppo è indispensabile un'attenta osservazione microscopica. Le Amanita della sezione Vaginatae sono tutte commestibili di ottimo pregio; si utilzza solo il cappello ed è obbligatoria una cottura adeguata di 15 minuti (commestibilità condizionata alla cottura). Essendo funghi molto fragili devono essere raccolti con grande delicatezza.

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.

17/05/2026
Aspettando i funghi
16/05/2026

Aspettando i funghi

16/05/2026

Indirizzo

Civitavecchia
00053

Telefono

+390766000000

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Amici Dei Funghi Civitavecchia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi