20/10/2024
“Allora Laura, come si sente oggi?”
“Doc, ancora una volta con l’erba sotto i piedi.
Sono elettrizzata, impaurita, piena di domande e di “ma sarò in grado?”. Sono felice, onorata e sento il peso e la bellezza di queste responsabilità. È come se mi trovassi sempre nell’istante esatto in cui si prende la scossa. E sa doc ne ho provati tanti di ruoli nella professione da dietista ma nessuno sono riuscita a cucirlo completamente addosso alla mia persona. Con nessuno mi sono mai sentita come sento ora.
Aiutare le persone nel conseguimento di una salute personale e collettiva mi fa stare con il cuore in pace, è una sensazione di pace vera che provo, ma do anche un valore importante a come posso fare questo lavoro.
I numeri e l’elaborazione delle diete mi hanno sempre un po’ annoiato e infatti ho iniziato a lavorare diversamente. Odio chi abusa di questo ruolo così importante, chi contribuisce a recare danni all’altro con una frase, una prescrizione, uno schema, un’indicazione, un giudizio, un voltarsi dall’altra parte ad una richiesta di aiuto. Di ogni tipo.
Mi arrovello proprio il cervello e la pancia.
Ma so che mi dirà che sto divagando doc e ha ragione.
Se resto sul come mi sento, beh ho come le farfalle nello stomaco adesso. Tutto esplode, tutto implode. Tutto mi sembra che stia andando per una volta nel verso che desidero e che merito un po’.
In un mondo che mi sta facendo stare male da tanti mesi, nutrito da guerre, fame, carestie, povertà, colonialismo e tanto tanto dolore conseguente,
questa scelta so che non risolverà nulla ma mi farà seminare una piccola goccia di speranza che forse chissà, tra anni, vedrò o qualcuno al posto mio vedrà rifiorire”.
“E le va bene che sia così? Che sia questo il senso delle sue scelte?”
“Si doc, sento che è proprio così.
Ora spengo il cervello per qualche giorno e poi ci vediamo dall’altra parte dell’equatore. Grazie”.
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