dp Filosofia Applicata

dp Filosofia Applicata La dp Filosofia Applicata nasce come ricerca di comparazione ed accostamento tra filosofie orientali ed occidentali.

La dp Filosofia Applicata nasce come volontà di ricerca comparativa tra filosofie/discipline orientali e scienze occidentali . L’intento del Corso di Filosofia Applicata “dp”
è divulgare la conoscenza dei principi che formano la disciplina stessa. Un’opportunità per imparare una chiave di lettura di concetti filosofici antichi ma contemporaneamente funzionali nella nostra quotidianità .
È un’occ

asione di ricerca personale, svolto individualmente o in gruppo per rapportarsi attraverso il gioco con se stessi e agli altri per scoprire le nostre innate abilità. Organizziamo ed accettiamo inviti per conferenze divulgative e Seminari teorici/pratici.

La Disciplina Psyche-Trofica: Il Ponte tra Occidente e Oriente🌟Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se la precisione d...
24/06/2026

La Disciplina Psyche-Trofica: Il Ponte tra Occidente e Oriente🌟

Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se la precisione della **filosofia occidentale** e la millenaria saggezza della **Medicina Tradizionale Cinese (MTC)** si incontrassero?

La risposta si chiama **Disciplina Psyche-Trofica**. ⚖️✨

Non si tratta di una semplice unione superficiale, ma di un vero e proprio **ponte concettuale e pratico** che unisce il logos occidentale al flusso del Taoismo.

☯️ Le Due Rive del Ponte

* **La Filosofia Occidentale:** Ci ha insegnato a indagare la psiche, a cercare il senso dell'esistenza, a dare un nome alle nostre dinamiche interiori e a comprendere il peso del pensiero.
* **La Filosofia Taoista e la MTC:** Vedono l'essere umano come un microcosmo immerso nel macrocosmo. Qui, la salute non è l'assenza di malattia, ma l'armonia dinamica tra Yin e Yang, il fluire libero del *Qi* (l'energia vitale) attraverso i meridiani.

🍎 Perché "Psyche-Trofica"?

Il termine racchiude il cuore della disciplina:

**Psyche** (Anima/Mente) + **Trofismo** (Nutrimento).

La disciplina Psyche-Trofica parte da un presupposto fondamentale: **la mente nutre il corpo, e il corpo nutre la mente.** I nostri pensieri, le nostre ferite emotive e la nostra filosofia di vita "nutrono" o "intossicano" i nostri organi interni (secondo la legge dei 5 Elementi della MTC). Viceversa, lo stato energetico del nostro corpo determina la lucidità e la serenità della nostra psiche.

🌿 I Benefici di Questo Approccio

Scegliere la via Psyche-Trofica significa imparare a:

🔄 **Riconnettere i nodi:** Capire quale emozione sta bloccando un determinato organo o meridiano.
🌱 **Nutrirsi a 360°:** Non solo attraverso il cibo, ma attraverso pensieri, respirazione e consapevolezza.
☯️ **Vivere nel Flusso:** Trovare il proprio centro (il *Tao*) accettando il mutamento costante della vita, unendo la razionalità occidentale all'accettazione orientale.

Se senti che la tua mente e il tuo corpo viaggiano a due velocità diverse, forse è il momento di gettare un ponte tra di loro.

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14/06/2026

Credere alla propaganda è un po’ come voler credere a tutti i costi a Babbo Natale.** 🎅❌

Non importa se la logica e la realtà ne dimostrano l’inesistenza; ciò che conta davvero è l'illusione di ricevere i regali. Doni che poi, puntualmente, finiscono depositati in un angolo, inutilizzati e dimenticati.

La propaganda funziona esattamente così:

* **Non offre nulla di pratico o attuabile.
* **Non risolve i problemi reali.
* **Vende un’effimera certezza: quella di essere dalla "parte giusta" della storia e di sentirsi, magicamente, "i buoni".

Ma dietro questa facciata di buoni sentimenti preconfezionati e certezze sbandierate, la realtà bussa alla porta con tutta la sua spietata crudezza.

Migliaia di bambini e neonati hanno perso e continuano a perdere la vita a Gaza. E qual è il risvolto cinico di questa narrazione? Che nel disegno di chi muove i fili, quel massacro diventa solo un "prezzo da pagare". Il prezzo per fare spazio, in un futuro prossimo, a **Gaza Beach**: una nuova riviera sul Mediterraneo fatta di palazzi di lusso, resort e speculazione edilizia.

Svegliarsi dall'illusione fa male, ma continuare a credere alle favole della propaganda, mentre il mondo brucia, ci rende solo complici.

14/06/2026

Siamo un Paese di vecchi.
A volte l’Italia ha tutta l’aria di una grande RSA. Da un lato ci sono gli ospiti anziani, spesso arroccati nelle certezze del passato. Dall'altro ci sono i giovani, trattati come "addetti alla cura": a loro si chiede di essere pazienti, generosi, operosi. Ma spesso finiscono per subire richieste sempre più pressanti, lo sfottò di chi ha bisogno del loro aiuto e, soprattutto, una valutazione della vita basata su valori ormai vetusti.
La soluzione? Forse è svecchiare la classe dirigente. Liberare le nuove generazioni dal giogo di chi ha una prospettiva di vita inevitabilmente limitata.
A un passo dai miei 60 anni, per quanto mi senta ancora "giovanile", faccio i conti con la mia incapacità di vedere il futuro senza le contaminazioni del mio passato. Eppure, quando osservo i giovani, ne ammiro la velocità e la perspicacia.
Il nostro compito non è imporre soluzioni, ma offrire la nostra esperienza come termine di paragone. Aiutarli, semplicemente, ad andare oltre. 🚀
Voi cosa ne pensate?@

21/05/2026

Un’altra notte scorre

Un’altra notte scorre.
L’oscurità sembra fermare il tempo,
eppure la vita continua a pulsare.
Nel buio non ci sono ombre;
nell’assenza di distrazioni
il silenzio è il vero suono.

Molti dormono,
altri vegliano pensieri
rimuginando giorni andati.
Mi incolpo,
mi assolvo.

Un’altra notte scorre.
Ciottoli di fiume levigati sono le mie certezze,
smussati gli angoli della mia essenza.
La mia identità si erge,
irrisoria ed effimera.

Preziosa,
un’altra notte scorre.
(gbt2732026)

lo so... è da molto che non scrivo un post su questa pagina, sono orientato agli incontri in presenza per divulgate la m...
31/01/2026

lo so... è da molto che non scrivo un post su questa pagina, sono orientato agli incontri in presenza per divulgate la mia prospettiva sulla realtà! fra 55 minuti inizierò a raccontare della dpFA, dopo più di trent’anni provo ancora la stessa eccitazione !

05/11/2025

Aveva solo sei anni.
Un’età in cui la maggior parte dei bambini sogna un giocattolo, non un mondo migliore.
Ma Ryan Hreljac, nato in Canada nel maggio del 1991, era diverso.

Un giorno, in classe, la maestra raccontò come vivevano i bambini in Africa: camminavano chilometri per trovare acqua, spesso sporca, e molti morivano di sete.
Ryan rimase in silenzio, con lo sguardo fisso. Poi alzò la mano e chiese:
«Maestra, quanto costa costruire un pozzo?»
«Circa settanta dollari», rispose lei, senza immaginare che quella frase avrebbe cambiato una vita.

Ryan corse a casa e lo disse a sua madre, Susan.
«Voglio costruire un pozzo per quei bambini.»
Lei sorrise, pensando a una fantasia passeggera. Ma Ryan insistette.
Così la madre gli propose un patto: avrebbe potuto guadagnare i soldi facendo piccoli lavori domestici.

Ogni settimana Ryan puliva, sistemava, aiutava. Guadagnava pochi dollari, ma non si fermava mai.
Quando raggiunse i settanta, corse all’associazione WaterCan per donare la somma.
Fu lì che scoprì la verità: il costo reale di un pozzo era duemila dollari.

Chiunque altro avrebbe mollato.
Ryan no.
«Va bene», disse. «Allora tornerò quando li avrò.»

E lo fece davvero.
Coinvolse la scuola, i compagni, i vicini, persino i giornali locali.
Ogni moneta, ogni donazione, ogni parola contava.
Alla fine del 1998 aveva raccolto abbastanza.
Nel gennaio 1999, nel nord dell’Uganda, venne costruito il primo pozzo di Ryan.

Quel giorno, in un villaggio dove la sete era quotidiana, sgorgò l’acqua pulita.
Per la prima volta, i bambini non dovettero camminare ore per bere.
E per la prima volta, qualcuno dall’altra parte del mondo aveva mantenuto una promessa fatta da un bambino.

Poco dopo, la scuola di Ryan si gemellò con quella del villaggio ugandese.
Fu allora che conobbe Akana, un ragazzo che percorreva chilometri ogni giorno pur di studiare.
Ryan volle incontrarlo. Nel 2000 partì per l’Africa.
Quando arrivò, trovò centinaia di persone in festa, una lunga fila di bambini che applaudivano e gridavano il suo nome.
«Conoscono davvero chi sono?» chiese stupito.
La guida sorrise: «Non solo qui. In un raggio di cento chilometri, tutti conoscono Ryan.»

Da quel giorno non si è più fermato.
Ryan oggi ha 33 anni e dirige una fondazione che ha realizzato oltre 400 pozzi in diversi Paesi africani.
Ogni goccia d’acqua che scende da quei rubinetti è una risposta alla sua promessa di bambino.
Ma non solo acqua: anche scuole, formazione, istruzione.
Perché Ryan ha capito che cambiare il mondo significa anche insegnare agli altri a continuare ciò che hai iniziato.

La sua storia non è fatta di miracoli, ma di coerenza.
Di un bambino che ha ascoltato una lezione e ha deciso di agire.
In un tempo in cui tanti cercano eroi nei film o sui social, Ryan Hreljac ci ricorda che il vero coraggio può nascere anche da mani piccole e cuori immensi.

E che a volte, per cambiare il mondo, basta credere davvero a una promessa fatta a sei anni.

Piccole Storie.

rifletto...
22/09/2025

rifletto...

Se per mere ed effimere ideologie politiche si ignora la realtà dei fatti, ripetendo a se stessi slogan profusi dalla propaganda, ci si ritrova in una condizione umana detta del “miserabile”. Il termine "miserabile" indica appunto l’assenza di valori etici e morali nelle proprie abilità.
Alla regolare domanda di come sia stato possibile per i nazisti concepire l’orrore dei campi di sterminio, oggi otteniamo la risposta! Le cause sono l’indifferenza dei molti e la viltà di esporsi di chi è scandalizzato. Il silenzio creato da questi atteggiamenti rende boati il sussurro del male.
Sì, credo che il male esista! Esiste nell’assenza di grazia che in natura lega ogni forma, creando armonia. Le immagini di esseri umani in fuga dall’orrore della guerra sono assenza di grazia; l’immagine di un essere umano ridotto alla povertà da un sistema economico è perdita di grazia.
Nelle occasioni di confronto come riunioni, concerti o semplici dialoghi fra amici, esprimo l'opinione che i valori sociali e culturali con cui la società regge la propria morale e la propria etica siano profondamente mutati. Abbiamo nel tempo sostituito il timore di Dio, a cui facevamo riferimento per valutare la bontà delle nostre azioni, con il denaro, creando una nuova religione chiamata Economia.
Una volta, un individuo socialmente degno era una persona “buona”, le cui azioni rendevano giustizia a codici religiosi di empatia e di aiuto fra gli esseri umani. Venivano dunque santificati come “giusti” coloro che facevano del “bene”. Oggi santifichiamo come “giusto” chi è ricco! La ricchezza economica e il successo vengono identificati come il fine delle carriere ma, soprattutto, delle vite.
Un medico che esercita la propria professione per curare i pazienti dedicherà la propria professionalità alla salute dell'assistito; ma se il fine fosse arricchirsi? Quale sarebbe la priorità delle proprie prestazioni? Come è possibile che i poveri seguano la vita personale di gente arricchita, copiandone e bramandone lo stile di vita? Ormai consideriamo benefattore chi fa lavorare e non chi fa guadagnare equamente.
Per la nuova religione, dunque, il mondo non è altro che un grande Bazar: i cittadini diventano consumatori, gli atei i risparmiatori e i fedeli coloro che si indebitano per 30 anni di vita con finanziamenti e mutui per comprare nuove schiavitù. Sì, per avere i comfort si affitta tutto: le piattaforme per vedere film e serie tv per rilassarsi, il parcheggio in montagna per andare a camminare, la sdraio e l’ombrellone per andare al mare! Certo, non si è “obbligati", ma se tutto ciò che è di tutti (il bene pubblico) viene lasciato al degrado, si limita la scelta!
Ecco che così si investe nella sanità privata (sovvenzionandola) anziché investire in quella pubblica. Il prossimo passo sarà verso la scuola, privilegiando le università private a quelle pubbliche; lo abbiamo già fatto liberalizzando i mercati dell’energia senza più controlli statali sui costi. L’alibi? Il privato è meglio perché il mercato “libero” crea la concorrenza…
Quindi siamo circondati da catene alimentari a prezzi vantaggiosi ma con alimenti poco nutritivi, giardini pubblici in cui è vietato giocare e fare picnic... insomma, tutto ciò che potrebbe essere fonte di risparmio e aiutare le persone è considerato sbagliato, oppure uno stile di vita da poveri, quindi di scarsa qualità. Fra un po’ immagino vieteranno ai privati di fare l’orto e allevare animali da cortile... L’alibi? Il tutto sarà motivato da paure… Sicuramente allevare galline e conigli creerà nuove pestilenze, mentre coltivare frutta e ortaggi ci esporrà a pericolosissime calamità ambientali. Del resto, le stufe a legna creano il buco nell’ozono, mentre le esplosioni di bombe portano la libertà!
Alla fine a qualcuno, anche un genocidio, economicamente conviene!

24/08/2025

Il grande inganno della nostra società nasce dall’idea che la ricchezza sia un valore morale ed etico, oltre che uno status symbol di successo personale. Un'illusione che porta i più a credere che indebitarsi e rincorrere uno stile di vita fatto di apparenze e superficialità siano le basi della felicità.
Certo, alla soglia dei 60 anni, agli occhi di un ventenne sono solo un vecchio che non capisce nulla. E sicuramente è così...
Non comprendo, infatti, come sia possibile per un giovane non avere nemmeno la pretesa di poter vivere da solo. Come sia possibile che, pur lavorando, non ci si possa permettere un affitto, la possibilità di risparmiare o di andare in ferie tre settimane per viaggiare e conoscere il mondo.
Mi chiedo come si possa accettare che esistano contratti con minimi sindacali, ma non ci siano tetti massimi ai salari. In un concetto di equità, un CEO dovrebbe essere retribuito al massimo 10 volte un operaio: se l’operaio prende 800 euro al mese, il CEO ne prende 8.000. Punto.
Non capisco come sia diventato "normale" che per una visita medica o un esame diagnostico si debbano attendere mesi nella sanità pubblica, mentre lo stesso servizio diventa immediato se si paga privatamente, magari nelle stesse strutture convenzionate o, beffa delle beffe, nello stesso ospedale della lista d'attesa.
Non comprendo come persino a Gardaland, pagando un extra, si possa "saltare la coda" per un'attrazione già pagata con il biglietto standard. E non comprendo come, nell’era della digitalizzazione e dell'informatica, per richiedere un passaporto servano ancora mesi di attesa.
Ma oggi tutto è normale. L’importante è essere ricchi o, meglio ancora, sembrare di esserlo. Non importa se dietro ci sono finanziamenti e mutui che portano le famiglie alla soglia della povertà.
La cosa peggiore è che questo scenario è il terreno fertile in cui crescono arroganza e frustrazione, dando concime a una pericolosa "reazione": il disagio crea una guerra tra poveri, dove chi sta peggio viene colpevolizzato se osa chiedere aiuto.
Lo sguardo di chi si sente inadeguato non si rivolge verso l'alto per chiedere conto a chi comanda, ma verso il basso, verso gli ultimi, visti come "privilegiati" che tolgono risorse ad altri. Verso l’alto si riserva solo uno sguardo di venerazione per idoli da emulare, per chi ostenta ricchezza ed esibisce uno stile di vita da sogno. I nuovi Dei, dalle loro posizioni di privilegio, predicano e sentenziano, alimentando la rabbia sociale.
Ieri ho sentito un gruppetto di ragazzini cantare “Faccetta nera”. Sicuramente ignorano il senso delle parole che intonavano così allegramente; non sanno nulla dell’orrore della guerra che i nostri antenati hanno vissuto. Con le loro scarpe griffate ai piedi, guardano a ciò che hanno dandolo per scontato.
Ignorano che il prezzo di quel "lusso" e di quel benessere si chiama, prima di tutto, libertà.
Immagine dal Web: Paperon de Paperoni di Walt Disney

Indirizzo

Creazzo

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 17:00
Mercoledì 10:00 - 17:00
Giovedì 10:00 - 17:00

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