Dr. Andrea Testa - studio Testapsicologia

Dr. Andrea Testa - studio Testapsicologia Psicologia del Benessere, psicoterapia, ipnosi clinica, terapia della famiglia, terapia forestale, psicodramma.

Esperto psicologia sistemico-relazionale
Master in ipnositerapia e psicoterapia eriksoniana - Società Italiana di Ipnosi
Master in ipnositerapia - Centro CIICS di Torino
Conduttore Terapia Forestale
Conduttore psicodramma analitico

Ricevimento: Dogliani (cn) - vicolo Pizzorno, 1
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Il conflitto non è tra bene e male ma tra il sapere e l'ignoranza. — BuddhaUna citazione che suona semplice ma contiene ...
02/09/2026

Il conflitto non è tra bene e male ma tra il sapere e l'ignoranza. — Buddha

Una citazione che suona semplice ma contiene qualcosa di vero.
I conflitti che viviamo, dentro di noi e con gli altri, spesso non sono battaglie tra opposti morali, sono frizioni fra quello che sappiamo di noi stessi e quello che ignoriamo, fra quello che comprendiamo del mondo e le narrazioni su cui ancora crediamo.

La consapevolezza non risolve tutto, ma cambia il modo in cui guardiamo ai problemi. E questo cambiamento di sguardo è quello che lascia spazio alla scelta.

conflitto non è tra bene e male ma tra il sapere e l'ignoranza. — Buddha

I conflitti che viviamo non sono battaglie morali.

Sono frizioni fra quello che sappiamo di noi e quello che ignoriamo.

Fra quello che comprendiamo e le narrazioni su cui ancora crediamo.

La consapevolezza non risolve tutto.

Ma cambia il modo in cui guardiamo ai problemi.

E questo cambiamento di sguardo è quello che lascia spazio alla scelta.

Cosa ignori di te che potrebbe cambiare tutto?

QUANDO NON BASTA UN PENSIEROAnche il mondo della psicologia ha le sue mode. Non la ricerca seria, naturalmente, ma la di...
01/09/2026

QUANDO NON BASTA UN PENSIERO

Anche il mondo della psicologia ha le sue mode. Non la ricerca seria, naturalmente, ma la divulgazione che leggiamo nei giornali e online, dove temi e concetti vengono ripresi da libri di autori che vanno per la maggiore, entrano nel gergo giornalistico e televisivo, e nel processo perdono quasi sempre la loro specificità originaria.

Così adesso è tutto un parlare di Resilienza, mentre alcuni anni fa sembrava che tutti i nostri problemi potessero risolversi con il Pensiero Positivo. Vi ricordate? "Io penso positivo" era diventato un cavallo di battaglia, un messaggio affidabile e confortante.

La filosofia è molto americana: fiducia in se stessi, attivismo, coraggio, determinazione. L'idea è semplice: i nostri problemi vengono dai "pensieri negativi" che coltiviamo, e basta sostituirli con affermazioni positive. Pronunciatele ad alta voce, scrivetele, cantatele. "Sono l'artefice della mia vita", "Mi sveglio pieno di gioia ed energia". Funziona, no?

Funziona quando i problemi sono effettivamente legati a un'abitudine di pensiero. Ma proposto con superficialità a persone che soffrono davvero, il Pensiero Positivo ha fatto spesso più male che bene.

Queste persone cercano un rimedio facile, poco impegnativo, tranquillizzante. Dopo settimane di affermazioni senza risultati finiscono per sentirsi ancora più spaventate dalle loro emozioni, ancora più sole. E il rischio? Abbattersi definitivamente, sentirsi irrecuperabili, smettere di cercare aiuto vero. Vedere crollare l'autostima proprio quando ne avrebbero più bisogno.

Non è cattiveria del Pensiero Positivo. È superficialità. Ed è per questo che distinguere fra ricerca seria e semplificazioni mediatiche rimane importante.

"Pensa a tutta la bellezza ancora rimasta attorno a te e sii felice."Anna Frank
31/08/2026

"Pensa a tutta la bellezza ancora rimasta attorno a te e sii felice."
Anna Frank

Certo due uguali non si combinano, ma poi è la diversità che pone in conflitto.La difficoltà a vivere un rapporto è prop...
30/08/2026

Certo due uguali non si combinano, ma poi è la diversità che pone in conflitto.
La difficoltà a vivere un rapporto è proprio qui, nel trasformare un potenziale conflitto nell'opportunità di comporre due diversità in un insieme più ampio e complessivo.

29/08/2026

Quando i numeri uccidono l'umanoAgnès Heller (Budapest 1929 – 2019), filosofa sopravvissuta all'Olocausto e teorica dell...
28/08/2026

Quando i numeri uccidono l'umano
Agnès Heller (Budapest 1929 – 2019), filosofa sopravvissuta all'Olocausto e teorica della Scuola di Budapest, ha scritto qualcosa che parla ancora molto al presente.

Le oligarchie — politiche, finanziarie, tecnologiche — governano esclusivamente secondo algoritmi, metriche, dataset. Non comprendono più i bisogni concreti delle persone. Funzionano secondo una logica ossessivo-compulsiva dove "lo dicono i numeri" diventa l'unica realtà.
Ma gli umani non sono numeri. Soffrono, desiderano, hanno bisogno di significato, di relazioni, di lavoro che gratifichi. Di cose che nessun algoritmo sa misurare.

C'è una distanza abissale tra chi esercita il potere attraverso dataset e chi vive sulla realtà e questo scarto cresce ogni giorno.

Sei single e ti manca un partner. Sei in coppia e ti manca la libertà. Lavori e ti manca il tempo. Hai troppo tempo libe...
27/08/2026

Sei single e ti manca un partner.
Sei in coppia e ti manca la libertà.
Lavori e ti manca il tempo.
Hai troppo tempo libero e vorresti lavorare.
Sei giovane e vuoi crescere per fare le cose degli adulti.
Sei adulto e vorresti fare le cose dei giovani.
Vivi nella tua città ma vorresti vivere altrove.
Sei altrove ma vorresti tornare nella tua città.

Forse è tempo di smettere col guardare sempre a ciò che ci manca e iniziare a vivere nel presente, apprezzando davvero quello che abbiamo.
Goditi il profumo della tua casa prima di aprire la porta ed uscire a cercare i profumi del mondo.
Perché niente è scontato, e ogni cosa è un dono.
(dal web)

PerfettiCi sono molti tipi di perfezionsiti: quelli ossessionati dal corpo perfetto, dal guardaroba impeccabile, dalle a...
26/08/2026

Perfetti
Ci sono molti tipi di perfezionsiti: quelli ossessionati dal corpo perfetto, dal guardaroba impeccabile, dalle auto splendenti senza una macchiolina.
Poi quelli che controllano ogni dettaglio del lavoro altrui e del proprio, dando una cura maniacale ai particolari, ma ce ne sono anche altri, forse inconsapevoli di esserlo, che vivono con un'insicurezza costante. Costori temono di non aver fatto mai abbastanza, di non essere primi e quindi di essere sconfitti, si autocriticano sempre.

Queste manifestazioni diverse della perfezione hanno spesso un filo rosso invisibile: l'ansia di essere riconosciuti, considerati, amati. C'è una paura sottile di deludere, di non costruire autostima se non grazie agli applausi degli altri, ai complimenti, al consenso esterno.
Certo la precisione, il desiderio di migliorarsi continuamente, l'ambizione di raggiungere ottimi risultati sono qualità preziose, così circondarsi di cose belle è legittimo. Il problema sorge quando non è il desiderio a muovere questi comportamenti, ma l'ansia.

Perché l'ansia espone a una fragile realtà: quella perfezione che inseguiamo non esiste e il successo è effimero.
Per quanti sforzi facciamo, la vita prima o poi ci dimostra che il nostro meglio, comunque, rimane quello che possiamo fare. Non di più.

Imparare a stare bene con i propri limiti diventa una liberazione.

IL MOTORE DEL SONNOIl cervello ha un vero e proprio "motore" del sonno, uno studio recente dell'Università di Basilea ha...
24/08/2026

IL MOTORE DEL SONNO
Il cervello ha un vero e proprio "motore" del sonno, uno studio recente dell'Università di Basilea ha identificato nel tronco encefalico due gruppi di neuroni che agiscono come regolatori del nostro bisogno di dormire.
Uno usa la Serotonina come neurotrasmettitore, l'altro il Gaba, entrambi aumentano progressivamente di attività man mano che rimaniamo svegli, e si riducono quando iniziamo a dormire.

La scoperta arriva da esperimenti sui topi, ma è affascinante: attivando artificialmente questi neuroni, gli animali dormivano di più e più profondamente, proprio come accade nel sonno di recupero dopo una lunga veglia. Al contrario, inibendo la loro attività, il bisogno di dormire diminuiva del 70%.

Questo significa che questi neuroni non sono semplici osservatori dello stato di veglia, ma veri e propri regolatori di quella pressione del sonno che tutti sentiamo quando la stanchezza accumula. Una pressione che il cervello controlla come una valvola: il più la apri, il più dormi. È un meccanismo che in prospettiva potrebbe aiutare a capire meglio i disturbi del sonno e come il cervello mantiene l'equilibrio tra riposo e vigilanza.

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Vicolo Pizzorno, 1
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