08/05/2026
Oggi pomeriggio, in Chirurgia Pediatrica al Policlinico Sant’Orsola, per ho vissuto uno di quei momenti che ti restano dentro.
Ho conosciuto Matilde e la sua mamma.
Mentre mi raccontava della sua bimba, mi dice:
“Conosco la riflessologia plantare.”
E nei suoi occhi ho visto subito una luce.
La meraviglia di vedere la riflessologia plantare arrivare anche lì, in reparto, come un piccolo spazio di sollievo e presenza.
Mentre parlavamo ha ricevuto una telefonata.
Dall’altra parte c’era un’amica.
E lei, con entusiasmo, le ha raccontato che in reparto c’era la riflessologia plantare.
Era felicissima.
Ho trattato Matilde.
Poi anche la sua mamma, stanca, un po’ “incriccata” per le notti senza sonno.
E piano piano il volto si è disteso.
È tornato il sorriso.
Poi ho incontrato una mamma etiope con i suoi due bimbi e l’interprete.
I piccoli volevano guardare i cartoni, così mi sono rivolta alla mamma:
“Vuoi che faccia riflessologia a te?”
L’interprete traduce.
Lei mi guarda sorpresa:
“Veramente… a me?”
E io:
“Certo. Relax.”
Ha annuito con la testa.
In quel sì c’era tanta stanchezza, ma anche tanta fiducia.
Poi è arrivato il turno dell’interprete.
Ho scoperto che conosce quella mamma e i suoi bambini in Etiopia e che, insieme a una colletta di amici, ha organizzato il loro viaggio per permettere gli interventi dei suoi bimbi.
Davanti a una storia così, come fai a non fermarti?
Come fai a non dire grazie anche tu, nel modo che conosci?
E allora ho trattato anche lei.
Per quel piede che le faceva male.
Ma forse anche per tutto il cammino d’amore che aveva fatto fino a lì.
Infine ho incontrato Mattia, caduto, che resterà in reparto ancora per un po’.
Il nonno mi ha guardata e mi ha detto:
“Me lo tratti bene.”
E lì ho sorriso.
Perché i nonni sono davvero dei miti.
Con poche parole riescono a mettere dentro tutto l’amore del mondo.
Questo è stato il mio pomeriggio di oggi.
Sono uscita piena.
Piena di storie, di volti, di gratitudine.
Piena della certezza che, a volte, un trattamento di riflessologia plantare non tocca solo i piedi.
Tocca la vita.