06/04/2025
ADOLESCENCE, LA RIUNIONE DEL CATECHISMO
EDUCAZIONE EMOTIVA.
COME LI UNIAMO?
Mai come in questo momento c'è bisogno urgente di creare spazi di pensiero e di parola.
Come dico sempre, dove c'è la parola non c'è la violenza.
Quella rivolta fuori.
Ma anche quella rivolta dentro sé.
Spopola la serie Netflix "Adolescence" con relative recensioni dei professionisti e stupore del genitore.
Pugno allo stomaco, è la frase che riescono a dire dopo averlo visto.
Meno popolare la riunione del catechismo, che ha visto una importante partecipazione, ma non così chiassosa come quella sul.web che grida giudicante agli assassini delle due ragazze dell' ultima cronaca nera.
Giudizio sterile a mio avviso se quando ti viene data l'opportunità di capirci un po' di più di tuo figlio, perché sei convocato alla riunione speciale dei catechisti poi non ti presenti.
E badate bene che qui la religione non c'entra.
Si discute dei ragazzi e di come si posizionano nella relazione.
Manca il rispetto ci viene detto.
Verso l'adulto e verso i coetanei.
Pugno allo stomaco.
Perché conosci tuo figlio per educato e silenzioso, caspita non parlano di lui/lei.
Non viene dato peso alle parole.
Pugno allo stomaco.
volano epiteti, parole pesanti senza un minimo di senso del bene e del male.
Manca la rettifica del giusto e dello sbagliato.
E allora, senza scomodare Netflix e la cronaca nera, cerchiamo di cogliere i primi segnali che qualcuno ci invita ad osservare per capire come aggiustare il tiro nella giungla educativa dell' adolescenza di oggi.
La famosa educazione emotiva che si richiede impropriamente alla scuola va fatta a casa.
Se mi dici va******lo, questo non passa inosservato.
Se mi dai della pu***na, questo ha un peso, non è un intercalare, eh.
Se offendi, devi capire che hai offeso.
A furia di dire no al modello patriarcale o della pedagogia nera, che per ca**tà non vanno bene, siamo scesi direttamente nella valle opposta.
Mancanza di spina dorsale.
Amici dei figli.
Sindacalisti dei figli.
No, cazzarola.
C'è una differenza generazionale che pone l'adulto in un luogo di responsabilità.
Non diamo la colpa al cellulare o ai gruppi sbagliati.
L'imprinting si dà a casa.
Per creare uno spazio dove possiamo pensare di dare un nome alle emozioni e alle fatiche che i giovani provano, abbiamo creato questa possibilità.
Coglietela.
Se i figli non vi parlano, dite loro che possono farlo altrove, che c'è ancora questa possibilità.