03/09/2026
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๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ โ๏ธ ๐๐ซ๐จ๐. Luigi Alici ๐๏ธ ๐ด๐๐ก๐๐๐๐๐ ๐ก๐๐๐ก๐ก๐ ๐๐ โ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐ข๐๐ก๐ข๐๐โ, ๐. 3/2026, ๐๐. 55-58
โก๏ธ ๐๐๐พ๐๐๐ฟ๐ผ ๐๐ผ๐๐๐ (๐ Link alla ๐ฃ๐ฟ๐ถ๐บ๐ฎ ๐ฃ๐ฎ๐ฟ๐๐ฒ: https://www.facebook.com/share/p/19YHEm3mE6/?mibextid=wwXIfr)
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Il paradigma prestazionale, inteso nella sua forma piรน dogmatica e pervasiva, rappresenta oggi una sorta di buco nero nel dibattito intorno al lavoro, e non mancano le voci critiche che mettono in discussione la radicale insostenibilitร di una performance senza legami, pericolosa per lโindividuo e per la societร (Gabrielli 2024). Ne รจ unโespressione quasi emblematica il manager che passa da unโazienda allโaltra, portandosi dietro come trofeo solo bilanci un poโ piรน ghiotti per gli azionisti, ma ignorando il grado di coinvolgimento e di soddisfazione personale dei lavoratori e la qualitร della vita di relazione dentro lโazienda. In una societร erosa implacabilmente dal virus del nichilismo, i โrisultati a prescindereโ sono lโultimo dogma che la logica produttiva presenta come il prezzo non negoziabile da pagare per tenere alto lo standard della societร di mercato.
A un certo punto, il potere impersonale dellโalgoritmo diventa la nuova forma di un potere invisibile fondato su un dominio prestazionale che tende a misconoscere ogni qualitร relazionale. Per di piรน, in tale prospettiva, il passo dalla reificazione materiale alla funzione digitale appare sempre piรน breve; in un contesto di dominio computazionale e robotizzazione totale, secondo Stiegler, gli automatismi tecnologici, anzichรฉ controllare pulsioni e automatismi biopsichici, non fanno che esacerbarli, in quanto ยซaumentano i loro slegamenti dis-integrando le ritenzioni e le protensioni psichiche e collettiveยป, fino ad approdare a un esito paradossale: ยซlโipercontrollo conduce, in realtร , a una totale perdita di controlloยป (Stiegler 2019, p. 105). Tale prospettiva, peraltro, รจ anche al centro della recente Lettera enciclica ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐ป๐ข๐๐๐๐๐ก๐๐ , che invita energicamente a ยซprogettare sistemi centrati sulla persona e non soltanto sulla prestazioneยป (Leone XIV, 150).
Questo allargamento di prospettiva, che sembra allontanarci troppo dalla specificitร dellโottica medica, puรฒ tuttavia aiutare a contestualizzare meglio il problema e ad attraversare approcci settoriali, mettendo in dialogo spunti critici e ricerca di vie alternative. Se il mondo del lavoro e delle professioni resta lโambito eletivo del paradigma prestazionale, non รจ difficile riscontrarne trasversalmente la diffusione negli ambiti piรน disparati; non soltanto sotto il profilo delle dinamiche lavorative che li caratterizzano, ma trasformandosi in un criterio di valutazione dei diversi saperi e pratiche di vita che li caratterizzano. Qualche esempio, solo abbozzato, potrร offrirci una facile conferma.
Anzitutto, non รจ difficile intravedere il miraggio del paradigma prestazionale in ambito educativo e formativo. Nel mondo della scuola e dellโuniversitร , ad esempio, una riduzione nozionistica del sapere, funzionale alla pretesa di appiattire ogni valutazione secondo parametri puramente quantitativi va di pari passo con un impoverimento della relazione tra maestro e allievo. La stessa relazione educativa tra genitori e figli spesso appare soffocata da una logica contrattualistica, che sโillude di compensare con un tariffario di regole funzionali un deficit piรน profondo di ascolto e di autentica reciprocitร , pur nellโasimmetria dei ruoli. Il patto declassato a contratto (come peraltro accade anche nella relazione medico-paziente) รจ un sintomo inequivocabile di questa deriva: possiamo mettere tra parentesi il riconoscimento di unโalleanza comune, che ci coinvolge e responsabilizza dinanzi a un orizzonte che ci oltrepassa, illudendoci di compensare questa rinuncia con una modesta contabilitร quotidiana del dare e dellโavere che almeno ci consenta di quantificare qualche risultato.
Un esempio ulteriore possiamo ricavarlo dal dibattito intorno alle politiche sanzionatorie in materia penale, oggi suscitato dalla ๐๐๐ ๐ก๐๐๐๐ก๐๐ฃ๐ ๐๐ข๐ ๐ก๐๐๐, che invoca un ripensamento critico del modello consolidato di giustizia retributiva, fondato sullโidea del corrispettivo. La possibilitร di commisurare la pena e il reato, ponendoli sulla stessa bilancia, in modo da azzerare la differenza, quasi in una somma algebrica di positivo e negativo, ci offre un esempio lampante di logica prestazionale. La giustizia riparativa ci ha fatto comprendere meglio il deficit di relazionalitร insito in questo modello, soprattutto nei suoi automatismi applicativi piรน meccanici e impersonali. Quando lโente-reato, isolato dalla storia personale e dal contesto sociale, รจ trattato come unโentitร misurabile in se stessa, in una dominante logica retribuzionista si riduce non solo ogni forma di prevenzione, ma anche di autentica rieducazione.
In questo contesto, infine, possiamo interrogarci anche intorno alle degenerazioni riduzionistiche della medicina tradizionale, soprattutto quando applica meccanicamente e in modo astratto specifici protocolli terapeutici, fino al punto in cui il curare la malattia prevale sul prendersi cura del malato. In unโottica prestazionale, infatti, le codificazioni nosologiche vengono assolutizzate alla stregua delle antiche classificazioni naturalistiche, e la finalitร primaria dellโatto di cura rischia di concentrarsi su un astratto โente-malattiaโ, tralasciando il paziente come persona e la sua storia personale. Su questa strada, la qualitร della relazione di cura diventa una variabile dipendente da altri fattori di ordine puramente economico, professionale e sociale; la relazione medico-paziente, messa tra parentesi lโidea piรน impegnativa di unโalleanza terapeutica, autorizza una postura contrattuale che si regge solo su clausole di reciproca convenienza, in cui alla differenza del paziente-cliente si contrappone la risposta della medicina difensiva. Il confronto fra queste prospettive manifesta analogie impressionanti: come lโistruzione puรฒ accontentarsi di rispondere ad una lacuna con una nozione, allo stesso modo si puรฒ rispondere al reato con una pena e alla malattia con un farmaco. In questi casi, si ha a che fare con dati e relazioni tra dati, non con persone e relazioni tra persone. In particolare, lโente-reato che occulta il reo assomiglia molto allโente-malattia che occulta il malato, spingendo โ il giudice cosรฌ come il medico โ nel vicolo cieco di una mera pratica prestazionale. Lโinvito della giustizia riparativa a elaborare un progetto, dentro al quale collocare anche una pena, trova rispondenza nellโimpegno della medicina narrativa a recuperare uno sguardo relazionale sullโintero vissuto biografico del soggetto, valorizzando la competenza narrativa nellโambito della relazione medico-paziente e quindi anche pratica clinica.
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In ogni caso, non si tratta semplicemente di contrapporre prestazione a relazione, assolutizzando la prima a scapito della seconda. Le prestazioni senza relazioni sono cieche, le relazioni senza prestazioni sono vuote. Il paziente affetto da una patologia insidiosa certamente ha diritto ad essere curato e non puรฒ accontentarsi di sorrisi gentili che nascondono incompetenza e approssimazione. Dโaltra parte, un contesto di autentica alleanza terapeutica include come parte integrante anche una corretta logica prestazionale, cosรฌ come un progetto di giustizia riparativa include la pena, inscritta in un contesto relazionale piรน ampio. Non sempre รจ vero lโinverso: lโapproccio prestazionale assolutizzato come ideologia dominante tende a consumare in modo parassitario una trama vitale di beni relazionali, in cui la relazione stessa perde in sรฉ ogni valore di fine e quindi di bene. Quando lo sguardo relazionale si accorcia e lโorizzonte del bene comune si sbriciola, riducendosi a una somma di beni empirici e di interessi privati, il tessuto invisibile dentro cui prende forma lโumano si scuce, divorato nel tritarne di un utilitarismo delle convenienze occasionali che trasforma il mondo comune in una prateria, esposta alle scorribande del piรน forte.
Un paradigma relazionale correttamente inteso, invece, ha un carattere inclusivo e generativo, offrendo alla prestazione quella garanzia interpersonale che ne rappresenta il suo orizzonte normativo piรน proprio. La stessa radice etimologica allude a questo, se รจ vero che ๐๐๐๐๐ ๐ก๐๐๐ indica lโadempimento di unโobbligazione, attraverso lโesecuzione di un lavoro o lโespletamento di un compito, relativo a un contesto condiviso, fatto di capacitร , competenze e impegno messi in comune. Anche in ambito medico, dove in primo piano รจ lโequilibrio fragile di salute e malattia, la giustificazione sociale della cura come atto di restituzione diversamente compensativa, senza mai confondere lโinguaribile con lโincurabile, sโinquadra in un contesto di circolaritร virtuosa fra relazioni e prestazioni, a partire dal primato antropologico dellโessere insieme. Solo in un corretto circolo virtuoso di relazioni e prestazioni รจ possibile prendersi cura insieme dellโumano, cercando di non offenderne mai la dignitร .
Per ritrovare questo orizzonte relazionale, a volte abbiamo bisogno di recuperare persino lo sguardo profetico di un non vedente come ๐๐ผ๐ฟ๐ด๐ฒ๐, che offre una provocazione per tutti, soprattutto quando ricorda che ogni relazione umana, anche vissuta in forma dimessa e apparente โinutileโ, ha valore di fine e come tale custodisce una dignitร che puรฒ salvare il mondo, senza darlo troppo a vedere:
๐๐ ๐ข๐๐๐ ๐โ๐ ๐๐๐๐ก๐๐ฃ๐ ๐๐ ๐ ๐ข๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐, ๐๐๐๐ ๐ฃ๐๐๐๐ฃ๐ ๐๐๐๐ก๐๐๐๐.
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๐ท๐ข๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ก๐ ๐โ๐ ๐๐ ๐ข๐ ๐๐๐๐๐ฬ ๐๐๐ ๐๐ข๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐ง๐๐ ๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐โ๐.
๐ผ๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐ก๐ ๐โ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ก๐ ๐ข๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐ข๐๐ ๐๐๐๐๐.
๐ผ๐ ๐ก๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐โ๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐ข๐๐ ๐ก๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐โ๐ ๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐.
๐๐ ๐ข๐๐๐ ๐ ๐ข๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐โ๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐ก๐๐๐ง๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐ข๐ ๐๐๐๐ก๐ ๐๐๐๐ก๐.
๐ถโ๐ ๐๐๐๐๐๐๐ง๐ง๐ ๐ข๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ก๐๐ก๐.
๐ถโ๐ ๐๐๐ข๐ ๐ก๐๐๐๐๐ ๐ ๐ฃ๐ข๐๐๐ ๐๐๐ข๐ ๐ก๐๐๐๐๐๐๐ ๐ข๐ ๐๐๐๐ ๐โ๐ ๐๐๐ โ๐๐๐๐ ๐๐๐ก๐ก๐.
๐ถโ๐ ๐ฬ ๐๐๐๐ก๐๐๐ก๐ ๐โ๐ ๐ ๐ข๐๐๐ ๐ก๐๐๐๐ ๐๐ ๐ ๐๐ ๐๐ก๐๐ฃ๐๐๐ ๐๐.
๐ถโ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐โ๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐ก๐๐.
๐๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐, ๐โ๐ ๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐, ๐ ๐ก๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐ฃ๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐.
(Borges 1982, p. 113)
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๐ ๐๐ถ๐ฏ๐น๐ถ๐ผ๐ด๐ฟ๐ฎ๐ณ๐ถ๐ฎ
1. Alici L.-Piersara S. (cur.) (2022), ๐
๐๐๐ข๐ง๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐ก๐ฬ: ๐๐๐ก๐๐๐ฃ๐๐๐ ๐โ๐ข๐๐๐๐, ๐ข๐๐๐๐๐ง๐ง๐๐๐ ๐๐ ๐๐ข๐๐, Aboca, Sansepolcro
2. Borges J.L. (1982), ๐ฟ๐ ๐๐๐๐๐, Arnoldo Mondadori, Milano
3. Foucault M. (2001), ๐ต๐๐๐๐๐๐๐ก๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐. ๐ท๐๐ก๐ก๐ ๐ ๐ ๐๐๐๐ก๐ก๐ ๐ ๐ข ๐๐๐ก๐๐๐ ๐๐ ๐๐ก๐๐๐ 1975-1984, a cura di O. Marzocca, Medusa, Milano
4. Gabrielli G. (cur.) (2024), ๐ฟ๐ ๐ ๐๐๐๐๐ก๐ฬ ๐ก๐๐ ๐๐๐๐ ๐ก๐๐ง๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐ง๐๐๐๐, FrancoAngeli, Milano
5. Leone XIV (2026), ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐ป๐ข๐๐๐๐๐ก๐๐ , Lettera enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dellโintelligenza artificiale
6. Ricoeur P. (1996), ๐๐๐ฬ๐๐๐๐, ๐๐ ๐ถ๐๐๐ ๐๐ ๐๐ฬ๐๐๐ก๐๐๐๐๐๐ ๐๐ฬ๐๐๐๐๐๐, Seuil, Paris
7. Rugarli C. (2017), ๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐ก๐ฬ. ๐๐ข๐๐ ๐โ๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ง๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐ข๐๐, Cortina, Milano
8. Stiegler B. (2019), ๐ฟ๐ ๐ ๐๐๐๐๐ก๐ฬ ๐๐ข๐ก๐๐๐๐ก๐๐๐. 1. ๐ฟโ๐๐ฃ๐ฃ๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐ฃ๐๐๐, Meltemi, Milano
9. Tesio L. (2018), ๐ผ ๐๐๐๐ฃ๐ ๐ ๐ ๐๐ข๐๐๐. ๐๐๐๐โ๐ฬ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ข๐ฬ ๐๐ ๐ ๐๐๐ ๐ข๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐ง๐, Il pensiero scientifico, Roma
AMCI Associazione Medici Cattolici Italiani
Arcidiocesi di Fermo
Azione Cattolica Italiana Archidiocesi di Fermo