01/06/2026
Finalmente un po' di sole!
Dedichiamo il mese di giugno al sole e alla pelle.
Stendersi al sole regala diversi benefici: migliora, ad esempio, l’umore, aiuta a rallentare la degenerazione delle cartilagini e favorisce la sintesi di vitamina D, ma un'esposizione al sole non corretta e prolungata però, può scatenare anche tanti problemi, come scottature, rossori e spellature.
Vediamo allora quali sono i possibili effetti negativi del sole sulla pelle in caso di un’esposizione non corretta, ma soprattutto come fare per prevenirli.
I raggi solari si dividono in infrarossi, luce visibile, UVA e UVB.
I raggi UVA riescono a passare l’atmosfera, le nuvole e persino i vetri;
gli UVB possono essere filtrati, almeno parzialmente, dall’atmosfera, dalle nuvole e dallo strato di ozono.
I raggi UVB sono molto intensi, ma presenti in quantità minori e responsabili delle scottature solari.
Gli UVA sono meno intensi, ma forse più insidiosi perché presenti tutto l’anno e perché riescono ad attraversare atmosfera, nuvole e altre superfici come appunto i vetri. Possono causare danni a livello molecolare e reazioni di fotoallergia. A lungo termine sono responsabili di alcuni tra i principali cambiamenti della pelle come formazione di rughe, perdita di tono, colorito grigio e possono dare fenomeni di fotosensibilizzazione.
Quindi come possiamo prevenire gli effetti negativi del sole sulla pelle?
Prendere solo il buono dei raggi solari è possibile e la prima regola è sempre quella di evitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata, durante le quali i raggi solari sono più intensi. Quindi applicare sempre la protezione solare, anche nella stagione più fredda e anche se si ha un incarnato scuro.
Una fotoprotezione efficace è quella contenente filtri adatti a proteggere sia dai raggi UVB che dai raggi UVA. Senza sottovalutare, inoltre, l’azione nociva data dalla combinazione di raggi solari e inquinamento.
Una protezione solare efficace deve perciò contenere attivi che proteggano dai raggi UVA, UVB e dalle microparticelle inquinanti che aderiscono alla pelle scatenando azioni ossidative.
Quando si parla di protezione solare, si parla di SPF: vediamo di cosa si tratta.
SPF è un acronimo inglese che significa "Fattore di Protezione Solare (“Sun Protection Factor”). È collegato alla capacità della crema di proteggere dai raggi UVB che potrebbero causare scottature. Più elevato è l'SPF, maggiore è il grado di protezione solare offerto.
Quali sono i possibili danni causati dal sole?
L’azione dannosa dei raggi solari sulla pelle è legata principalmente alla quota di radiazioni Ultraviolette che compongono lo spettro luminoso: si tratta della componente a maggiore energia, in grado di causare danno alle cellule e al DNA.
Il danno cellulare e tissutale dipendente dal sole è strettamente implicato nell’invecchiamento cutaneo con sviluppo di inestetismi in regioni corporee cronicamente fotoesposte (macchie solari e rughe), dovute alla riduzione dell’elasticità dei tessuti profondi.
Al di là del rischio oncologico e del fotoinvecchiamento, che si manifestano a distanza di tempo dall’esposizione solare, le radiazioni sono in grado di causare anche disturbi immediati e acuti alla pelle: da ustioni e scottature più superficiali come l’eritema solare, fino alle più gravi ustioni di II grado, con vescicole e bolle su pelle arrossata. In individui predisposti, inoltre, sono possibili vere e proprie forme immunomediate di orticaria solare, con prurito e lesioni cutanee rilevate (pomfi).
Nelle prossime settimane vi proporremo alcune creme solari valide da poter utilizzare prima e durante l'esposizione al sole.
Restate connessi! ✨