Dott. Andrea Di Noia

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Dott. Andrea Di Noia Osteopata e Fisioterapista, ha esperienza in ambito pediatrico e nei disturbi cranio mandibolari.

28/09/2026

Timing, il resto non lo comprendo.

Vedo video in cui la manipolazione mi sembra tutto tranne che un gesto ricercato.

Preferisco agire comprendendo le dinamiche del paziente anche nella gestione della seduta.

Sul corpo troviamo gli effetti e non le cause, penso sempre di più che questo paradigma dovrebbe esser al centro anche del nostro gesto di operatori.

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18/09/2026

✨ La nuova edizione del nostro Corso di Osteopatia Pediatrica sta per prendere il via!

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09/09/2026
Paziente: “ Sto bene, sto bene ma la spalla ancora mi fa male”…Io:” Ma gli esercizi che ti ho dato li hai fatti? Se no l...
07/09/2026

Paziente: “ Sto bene, sto bene ma la spalla ancora mi fa male”…

Io:” Ma gli esercizi che ti ho dato li hai fatti? Se no li facciamo insieme…”

Paziente: “No, non li ho fatti”.
Mesto, scuotendo la testa e aggiungendo:
“Non è che io non li voglia fare, io trascuro”…

Lui trascura, insomma un nichilista della riabilitazione…

E’ tutto!

22/07/2026

La coscienza non è uno stato che si acquisisce rimanendo passivi ma sperimentando attraverso la vita.
Attraverso le azioni.
Solo ciò permette il progresso e l’incremento delle proprie capacità.

Da quelle fisiche motorie a quelle comportamentali…

Esercizi per la propriocezione articolare dell’anca.

La riabilitazione non dovrebbe lasciare a troppe interpretazioni!Cosa voglio intendere?Riabilitare significa rieducare i...
15/07/2026

La riabilitazione non dovrebbe lasciare a troppe interpretazioni!

Cosa voglio intendere?

Riabilitare significa rieducare il corpo a poter esprimere il suo potenziale.

Rendere cosciente il paziente attraverso gli stimoli sensoriali, delle sue proprietà e funzioni.

I recettori podalici sono alla base delle alterazioni posturali che provengono dal basso e che provocano adeguamenti in senso prossimale.

Un problema come una cattiva stimolazione podalica provoca una disfunzione ascendente e un sistema tonico posturale consequenziale, ovvero che potrebbe presentare una dismetria dei cingoli pelvico e a salire scapolare.

Ne deriva da ciò l’importanza di resettare le informazioni presenti e rimodularle secondo una corretta funzione.

L’esercizio terapeutico attivo come mezzo per una nuova mappa posturale.

CUFFIA ROTTANon sempre se c’è una lesione massiva della cuffia si deve per forza procedere con un artropotesi inversa di...
18/06/2026

CUFFIA ROTTA

Non sempre se c’è una lesione massiva della cuffia si deve per forza procedere con un artropotesi inversa di spalla.

L’aspetto funzionale, ovvero se il rom, l’escursione articolare è mantenuta e il dolore è gestibile, si può procedere con un approccio conservativo.

Fisioterapia e terapia infiltrativa.

Tutto verte sulla gestione dei movimenti, il rinforzo e in generale sull’educare il paziente a mantenere sempre una buona routine motoria.

06/06/2026

Si usa chiamare “kissing lesion” tutti quei segni di sofferenza subcondrale che riguardano le articolazioni perché in maniera speculare sui capi ossei si trovano dei versamenti.
Sul ginocchio, le anche e le vertebre sono più comuni perché più soggette alle sollecitazioni da sovraccarico.
Sulla spalla e’ più tipico nello sportivo, nella pesistica, nel rugby ed in altri sport dove l’arto superiore svolge attività intense con traumi più o meno gravi.
In questo caso la terapia conservativa prevede e mira al riassorbimento del versamento al fine di recuperarne le caratteristiche anatomo fisiologiche.
Si intraprendono quindi, percorsi con bifosfonati e magneto terapia. Successivamente si rivaluta per comprendere se c’è necessità anche di riabilitazione funzionale.

Kissing lesion, anche nella traumatologia c’è del romanticismo…

In taluni casi non si può continuamente rimandare l’inevitabile.L’intervento chirurgico in alcune circostanze è fondamen...
01/06/2026

In taluni casi non si può continuamente rimandare l’inevitabile.

L’intervento chirurgico in alcune circostanze è fondamentale per recuperare una condizione fisica e fisiologica che permetta al paziente di ripristinare le autonomie nelle attività di vita quotidiana.

In assenza di comorbidità la protesi di ginocchio è assolutamente la prima scelta.

La riabilitazione post operatoria sarà utile a recuperare la funzione articolare e la propriocezione.

La camminata sulle punte (in inglese toe walking) viene definita non neurologica (o idiopatica) quando si manifesta in a...
30/05/2026

La camminata sulle punte (in inglese toe walking) viene definita non neurologica (o idiopatica) quando si manifesta in assenza di patologie del sistema nervoso centrale o periferico, come la paralisi cerebrale infantile, la distrofia muscolare o il mielomeningocele.
È un fenomeno relativamente comune nei bambini piccoli fino ai 2-3 anni che stanno esplorando il movimento. Se persiste oltre questa età, pur non essendoci un deficit neurologico sottostante, richiede un’attenta valutazione biomeccanica e clinica.
Principali motivi non neurologici
Quando si esclude la causa neurologica, le motivazioni si dividono generalmente in tre macro-categorie:
🔴Idiopatica pura (Abitudine/Parafisiologica): Il bambino cammina sulle punte per una sorta di preferenza motoria o “vizio” posturale appreso. Spesso è in grado di appoggiare il tallone a terra se gli viene chiesto di farlo, e l’esame obiettivo non mostra accorciamenti muscolari strutturati.
🔴Muscolo-scheletrica (Accorciamento strutturale): Una retrazione o rigidità del bicipite surale (il complesso dei muscoli del polpaccio) o un tendine d’Achille anatomicamente corto limitano fisicamente la dorsiflessione della caviglia (il movimento che porta la punta del piede verso l’alto).
🔴Sensoriale o Funzionale: Alcuni bambini presentano una marcata reattività tattile o disturbi dell’elaborazione sensoriale, per cui evitano l’impatto del tallone sul terreno. In altri casi, può trattarsi di un compenso posturale legato a un disallineamento della catena cinetica (es. bacino o ginocchia).
Test clinici di valutazione
Per discriminare l’origine della camminata sulle punte e pianificare un eventuale intervento (fisioterapico o ortopedico), lo specialista si avvale di specifici test clinici. Il principale test differenziale per valutare la rigidità muscolare è il seguente:
1. Test di Silfverskiöld
Questo test è fondamentale per capire se la limitazione della caviglia è causata dall’accorciamento del muscolo gastrocnemio (i gemelli del polpaccio) o da una rigidità che coinvolge il muscolo soleo e il tendine d’Achille.

Indirizzo

Via Tiberina N 41 Km 20
Fiano Romano
00065

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