24/05/2026
Quando la scorsa estate la proprietaria del fondo della boutique mi ha fatto rivedere la stanza segreta che si cela dietro la parete di rose - quella che hai sempre visto nelle storie di instagram - è come se avessi avuto davanti agli occhi la mia anima: rotta, tutta crepe, con in fondo un lucernario con il vetro scheggiato.
Tutta da ricostruire, anche lei (puoi vedere com’era nelle ultime immagini di questa carrellata). Quella stanza che cingue anni prima non potevo prendere perché non avevo abbastanza soldi per tutto l’affitto ora era li. Per me è stata un segno. L’ho voluta vedere come un segno. Avevo bisogno di qualcosa, di credere che in qualche modo ce l’avrei fatta. Che avrei riso ancora, sentito la gioia, la pace, la felicità, l’armonia. Che mi sarei ancora sentita me stessa.
Per mesi ho cullato guesto segreto. L’ho tenuto per me. Sono sgattaiolata tutte le volte che ho potuto dentro quella stanza, a sistemare qualcosa, a pulire, a guardare i lavori che piano piano procedevano: le mura di nuovo pulite, senza crepe, e poi rosa; il vetro luccicante e integro, le cementine del pavimento luccicare, gli scaffali di legno scuro scovati tra mercatini e rigattieri, i quadri, le rose, le lucine, la magia invadere lo spazio. Eccola li.
E io con lei. Questa stanza sono io, questa stanza siamo noi. Perché se sono riuscita ad aprire quella porta rosa e poi questa in me, all’amore verso le mie creazioni. Perché tutte nella vita ci siamo sentite o ci sentiremo come lei: rotte, da riparare, bisognose di cure, di amore, di attenzione, di tempo, di luce. E poi forti, luminose, di nuovo.
Grazie di cuore a tutte le persone che hanno festeggiato con me, in boutique e anche con il pensiero ♥️🙏🏻✨