19/06/2026
Il Gruppo Banca Etica ha vinto il Premio ABI “Diversità e Inclusione” 2026 nella categoria “Prevenzione e contrasto alla violenza economica anche di genere” con Monetine, il progetto dedicato al riconoscimento, alla prevenzione e al contrasto della violenza economica.
Il premio è stato consegnato il 18 giugno a Roma, durante il convegno D&I in Finance 2026, promosso da ABI e organizzato da ABI Servizi. Alla prima edizione del premio hanno partecipato più di 30 banche con oltre 60 iniziative candidate; sono stati premiati sette progetti e assegnate undici menzioni speciali.
Per il Gruppo Banca Etica questo riconoscimento ha un valore particolare, perché premia un lavoro nato dalla volontà di rendere la violenza economica un tema riconoscibile anche nella pratica bancaria, non solo come questione sociale o privata, ma come ambito in cui una banca può sviluppare attenzione, competenze e strumenti.
Monetine è nato da un bando di Fondazione Finanza Etica grazie al fondo utili di Etica Sgr e poi realizzato nella pratica da Banca Etica. Mette in relazione educazione finanziaria, autonomia economica, accesso consapevole ai servizi bancari e capacità di ascolto. In questi anni il progetto ha coinvolto tutte le persone della banca, centri antiviolenza, reti territoriali e realtà specializzate, con l’obiettivo di costruire strumenti utili per riconoscere situazioni di vulnerabilità economica e accompagnarle con maggiore consapevolezza.
La giornata di premiazione ha avuto anche un momento inatteso e molto significativo: a consegnare il premio, come testimonial di Fondazione Giulia Cecchettin, c’era Anna Fasano, ex presidente di Banca Etica. Un incontro sorprendente e simbolico, che ha reso ancora più forte il legame tra il lavoro svolto dal Gruppo e l’impegno più ampio contro la violenza di genere.
Il riconoscimento va a tutte le persone che hanno contribuito a far crescere Monetine, dentro e fuori il Gruppo. Un grazie speciale va ad Ami Fall (pecuniami), a Glocal Impact Network e Francesca Ranaldi del CAV La Nara di Prato, da cui è nata l’intuizione iniziale del progetto. Senza il loro contributo, Monetine non sarebbe diventato il percorso che oggi conosciamo.