Dott.ssa Rita Larosa - Dietista & Biologa Nutrizionista

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Dott.ssa Rita Larosa - Dietista & Biologa Nutrizionista La tua dieta Sostenibile 🧘‍♀️ Vi racconto la mia tra buon cibo, salute ed allegria.

Cosa portare per merenda a scuola o al lavoro?A settembre torna puntuale anche questa domanda.La buona notizia è che uno...
10/09/2026

Cosa portare per merenda a scuola o al lavoro?

A settembre torna puntuale anche questa domanda.

La buona notizia è che uno spuntino pratico non deve essere per forza complicato.

Ecco alcune idee per la merenda da portare a scuola o come spuntino al lavoro:

🍎 Frutta fresca + frutta secca
Una combinazione semplice e pratica!

🥜 Bustine monoporzione di frutta secca e disidratata
Comode da tenere nello zaino, in borsa o nel cassetto della scrivania. Occhio a distinguere frutta essiccata/disidratata dalla frutta candita: dai un’occhiata agli ingredienti.

🥛 Yogurt da bere + qualche noce
Una soluzione veloce se puoi conservarlo alla temperatura indicata sulla confezione.

🥖 Panino con cioccolato o crema 100% di frutta secca
Sì, anche il cioccolato può trovare tranquillamente spazio in una merenda.

🧀 Crackers + un cubetto di Parmigiano
Facilissimi da reperire e da organizzare anche quando hai poco tempo.

🍿 Una confezione piccola di popcorn
Anche quelli che trovi al bar possono essere un’alternativa pratica. Prodotti diversi possono avere quantità differenti di sale, grassi e condimenti: se li acquisti confezionati, l’etichetta ti aiuta a capire cosa stai scegliendo.

🫒 Olive
Un’altra alternativa salata e che puoi trovare anche al bar. Porzione e frequenza vanno contestualizzate.

La cosa importante?

Non esiste la merenda perfetta e non è necessario che ogni singolo spuntino contenga “tutto”.

Lo spuntino va inserito nell’alimentazione dell’intera giornata e può cambiare in base alla fame, all’età, all’attività svolta, all’orario dei pasti e alle esigenze individuali.

Per i bambini porzioni, consistenze e alimenti devono essere adeguati all’età: frutta secca intera e altri alimenti piccoli o duri possono rappresentare un rischio di soffocamento nei bambini più piccoli.

Quindi meno ansia da “merenda perfetta” e più soluzioni che siano semplici, varie e realmente gestibili nella quotidianità.

📌 Salva queste idee per la prossima mattina in cui penserai: “E oggi cosa metto nello zaino o nella borsa?”

06/09/2026

Puoi sapere perfettamente cosa mangiare.

Puoi avere un piano nutrizionale costruito sulle tue esigenze.

Eppure può capitarti di cercare cibo quando sei stressata, annoiata, arrabbiata, stanca o semplicemente alla ricerca di una gratificazione.

E in quei momenti sapere che cosa “dovresti mangiare” può non essere sufficiente.

È uno dei motivi per cui nel mio approccio Mangia Consapevole non lavoriamo soltanto sul COSA mangiare, ma progressivamente anche sul COME e sul PERCHÉ mangiamo.

Gli interventi basati sulla mindfulness e sul mindful eating sono stati studiati proprio in relazione a diversi comportamenti alimentari.

La ricerca suggerisce possibili benefici nel:

• aumentare la consapevolezza dei segnali di fame e sazietà;
• riconoscere meglio alcuni automatismi legati al cibo;
• ridurre l’alimentazione guidata da stimoli esterni e, in alcuni studi, quella emotiva;
• lavorare sul craving e sulle scelte impulsive;
• sviluppare un atteggiamento meno giudicante verso ciò che accade quando mangiamo. (PubMed)

Questo non significa che il mindful eating faccia automaticamente dimagrire o che basti “mangiare consapevolmente” per risolvere la fame emotiva.

Significa ampliare la domanda.

Non soltanto:

“Cosa devo mangiare?”

Ma anche:

“Che fame sto sentendo?”
“Cosa mi sta portando a cercare cibo in questo momento?”
“Di cosa avrei realmente bisogno?”

Ed è proprio da questa domanda che voglio farti partire.

🎁 Ho preparato CHE FAME HAI?, una guida gratuita per iniziare a conoscere i diversi tipi di fame e osservare con maggiore consapevolezza cosa ti porta verso il cibo.

La trovi al link in bio “Parti da qui”: compila il form e riceverai la guida via email. ❤️

Pensa a un’arancia 🍊: quando la mangi ne prendi una, la sbucci, la mastichi e la mangi.Se fai un bicchiere di spremuta i...
04/09/2026

Pensa a un’arancia 🍊: quando la mangi ne prendi una, la sbucci, la mastichi e la mangi.

Se fai un bicchiere di spremuta invece ne utilizzi diverse e in pochi minuti berrai il succo ottenuto da più frutti!

Con la frutta intera mangiamo anche la fibra.

Nel succo una parte importante della fibra viene persa.

E un altro aspetto che dimentichiamo: bere non è come mangiare.

Quando mangiamo un frutto dobbiamo masticare e ingerire un alimento con un certo volume. La masticazione, la fibra e le caratteristiche dell’alimento contribuiscono alla sazietà.

Con un bicchiere di succo, invece, possiamo assumere in poco tempo il succo ottenuto da più frutti, senza masticarli e con una capacità saziante decisamente inferiore.

Per questo dovremmo prestare attenzione alle calorie che beviamo: succhi e altre bevande possono aggiungere energia alla nostra giornata senza darci la stessa sazietà che avremmo ottenuto mangiando.

🥤 E i succhi confezionati?

Non tutte le bevande alla frutta sono uguali.

Quando compri un prodotto confezionato guarda la denominazione del prodotto e la lista degli ingredienti.

Un succo 100% frutta è diverso da altre bevande a base di frutta che, a seconda del prodotto, possono contenere acqua, zuccheri aggiunti e altri ingredienti.

E coloranti, conservanti e altri additivi?

Non sono necessariamente presenti e non ha senso considerarli automaticamente nocivi solo perché sono “additivi”.

Piuttosto che avere paura di una sigla sull’etichetta, impariamo a capire cosa stiamo realmente bevendo.

Puoi chiederti:

👉 Quanta frutta contiene realmente?
👉 Sono presenti zuccheri aggiunti?
👉 Quanto ne sto bevendo?
👉 Quanto spesso lo consumo?
👉 Lo sto utilizzando abitualmente al posto dell’acqua o della frutta?

Un consumo frequente di bevande zuccherate può facilitare un apporto elevato di zuccheri liberi ed energia, a fronte di una sazietà relativamente bassa.

Quindi il succo di frutta è vietato? Assolutamente no.

Significa sapere cosa stiamo bevendo e non considerarlo equivalente a una porzione di frutta.

Nella quotidianità** la frutta intera rimane la scelta da privilegiare.**

Invia questo post all’amico che vive di succhi di frutta 🧃

🍓 “Alla frutta” non significa automaticamente “più sano”.E sì, te lo dico mentre mangio un sorbetto alla frutta. 😄Il pun...
02/09/2026

🍓 “Alla frutta” non significa automaticamente “più sano”.

E sì, te lo dico mentre mangio un sorbetto alla frutta. 😄

Il punto è capire che cosa stiamo mangiando, senza attribuire a un alimento caratteristiche che non ha semplicemente perché sulla confezione compare la parola “frutta”.

“Alla frutta” suona bene.

Lo troviamo sui sorbetti, sulle caramelle, sui biscotti, sugli yogurt, sulle bevande, sui succhi e su tantissimi altri prodotti.

E inevitabilmente la presenza della frutta può farci percepire quel prodotto come una scelta più “salutare”.

Ma la scritta “alla frutta”, da sola, ci dice molto poco.

Un dolce alla frutta rimane un dolce.
Una bevanda alla frutta può contenere anche zuccheri aggiunti.
Un prodotto “alla fragola” può contenere quantità molto diverse di fragola a seconda di ciò che stiamo acquistando.

Questo significa che dobbiamo evitare questi alimenti?

No!

Lo zucchero non è un ingrediente da demonizzare. Secondo i LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia), il consumo di zuccheri semplici deve essere inferiore al 15% dell’apporto energetico totale giornalieri… quindi limitarli ma non eliminarli!

Dunque non abbiamo bisogno di dividere continuamente ciò che mangiamo in “sano” e “non sano”.

Possiamo mangiare un sorbetto semplicemente perché ci piace.

La differenza sta nel sapere che lo stiamo scegliendo come dolce, non perché la parola “frutta” lo abbia magicamente trasformato in una porzione di frutta.

🍓 Se invece stiamo acquistando qualcosa pensando che abbia determinate caratteristiche nutrizionali, allora vale la pena andare oltre il messaggio sulla parte anteriore della confezione.

Giriamola.

Leggiamo che prodotto è, quali ingredienti contiene e in quali proporzioni.

Perché una singola parola non racconta tutto un alimento.

E forse è proprio questa la parte più interessante dell’educazione alimentare: non imparare quali alimenti sono “buoni” e quali “cattivi”, ma imparare a capire cosa stiamo scegliendo e perché.

Intanto questo sorbetto era super buono. 🍧

Ieri vi ho chiesto cosa pensate possa mettervi più in difficoltà nelle prime settimane di un percorso nutrizionale.Due r...
01/09/2026

Ieri vi ho chiesto cosa pensate possa mettervi più in difficoltà nelle prime settimane di un percorso nutrizionale.

Due risposte sono arrivate a pari merito:

ORGANIZZAZIONE — 36%
FAME NERVOSA/EMOTIVA — 36%

E secondo me questo risultato racconta moltissimo.

Perché puoi avere un piano nutrizionale costruito sulle tue esigenze… ma poi arriva la vita.

Il pranzo preparato di corsa.
La giornata che finisce tardi.
La spesa che non hai fatto.
L’imprevisto.

E poi c’è quello che succede dentro di noi.

La giornata pesante.
Lo stress.
La noia.
La voglia di gratificarsi.

Quel momento in cui cerchi qualcosa da mangiare e ti chiedi:

“Ma ho davvero fame?”

Una difficoltà sembra molto pratica.
L’altra molto più emotiva.

Ma entrambe ci ricordano la stessa cosa:

un piano nutrizionale deve incontrare una persona e la sua vita reale.

Per questo per me un percorso nutrizionale non significa soltanto capire COSA mangiare.

Significa progressivamente acquisire strumenti per gestire la quotidianità e imparare ad osservare anche COME e PERCHÉ mangiamo.

Ed è proprio su entrambe queste difficoltà che ho deciso di lavorare ancora di più.

Sul fronte dell’organizzazione, nel percorso troverai strumenti e idee pratiche per rendere l’alimentazione più semplice da gestire nella quotidianità, senza cadere continuamente nella monotonia.

E sulla fame nervosa ed emotiva voglio iniziare ad aiutarti ancora prima di incontrarci.

🎁 Ho preparato una guida gratuita che si chiama “CHE FAME HAI?”, per iniziare a conoscere e riconoscere i diversi tipi di fame.

Commenta “FAME” e ti invierò il link per riceverla.

In questi giorni vi sto raccontando molto di come è cambiato negli anni il mio modo di lavorare.Poi ho riletto alcune de...
31/08/2026

In questi giorni vi sto raccontando molto di come è cambiato negli anni il mio modo di lavorare.

Poi ho riletto alcune delle vostre testimonianze.

E mi sono resa conto di una cosa.

Molto di ciò che oggi sto cercando di rendere ancora più chiaro e strutturato in Mangia Consapevole, voi lo avevate già raccontato con parole vostre.

Avete parlato di piani alimentari costruiti sulle vostre esigenze.

Di educazione alimentare.

Di imparare a gestire i pasti.

Di ascolto e supporto.

Di consapevolezza.

Di abitudini che, con il tempo, sono diventate parte della quotidianità.

E sì, avete parlato anche di peso e di risultati.

Ma quasi mai soltanto di quelli.

Forse è proprio questo che negli anni mi ha fatto capire sempre meglio quale direzione volessi dare al mio lavoro.

Il piano nutrizionale resta una parte fondamentale del percorso.

Ma il mio obiettivo non è soltanto che tu sappia cosa mangiare mentre sei seguita da me.

Vorrei che, attraverso il percorso, acquisissi sempre più strumenti per comprendere la tua alimentazione, le tue abitudini e il tuo rapporto con il cibo anche nella vita di tutti i giorni.

Ed è anche ascoltando le persone che ho accompagnato in questi anni che Mangia Consapevole ha continuato ad evolversi.

Quindi oggi lascio parlare queste immagini.

Perché alcune delle parole più belle per raccontare il mio lavoro, alla fine, le hanno scritte i miei pazienti.

✨ Se anche tu desideri portare tutto questo nella tua vita trovi tutte le info al link in bio o su www.ritalarosa.it

🎁 Potrai iniziare immediatamente il tuo percorso di rinascita scaricando la guida gratuita che ho preparato per voi: una guida per conoscere i tuoi tipi di fame!

Ti aspetto per camminare insieme 👣

29/08/2026

In questi anni il percorso ha avuto una struttura classica: prima visita, piano nutrizionale, settimane per metterlo in pratica, il primo controllo… e così via!

La prima visita è fondamentale per conoscere la persona che ho davanti: la sua storia, le sue abitudini, le sue esigenze, le difficoltà, gli obiettivi, il rapporto con il cibo.

A questo si aggiungono le valutazioni nutrizionali e della composizione corporea e da lì l’elaborazione del piano piano.

Tutto questo continuerà ad esserci.

Ma qualcosa è cambiato.

Perché puoi uscire dallo studio con un piano costruito su di te, ma è quando torni alla tua quotidianità che iniziano ad emergere alcune delle domande più importanti.

Come mi organizzo quando la giornata non va come previsto?

Questa è fame o voglia?

Perché nei periodi di stress il mio rapporto con il cibo cambia?

Come faccio a non trasformare ogni difficoltà nel pensiero “non ci sto riuscendo neanche questa volta”?

Negli anni mi sono resa conto che quelle settimane non sono semplicemente il tempo che deve passare prima di tornare al controllo.

Sono già percorso.

Da qui nasce uno dei cambiamenti più importanti.

**Da settembre **si inizierà con una prima fase che va dal momento in cui ci incontriamo per la prima volta fino a quando ci rivedremo circa un mese dopo.

E l’ho chiamata “Parti da Qui” perché è l’insieme dei primi passi in un percorso alla riscoperta di te.

Ci sarà la consulenza nutrizionale iniziale, con tutte le valutazioni necessarie.

Ci sarà il piano nutrizionale personalizzato.

Ma ci saranno anche strumenti che ho pensato e costruito per accompagnare le prime settimane, le più delicate, insieme ad approfondimenti che ci permetteranno di iniziare a lavorare non soltanto su cosa mangiare, ma anche su educazione alimentare, consapevolezza e difficoltà che possono emergere nella quotidianità.

Non volevo più pensare all’inizio del percorso come a “ci vediamo oggi, ti preparo il piano e ci rivediamo tra un mese”.

Volevo che anche quel mese avesse un suo spazio, dei suoi strumenti e una sua direzione.

Ed è da qui che, da settembre, partiremo.

Scopri di più al link in bio.

Come scegliere una crema di frutta secca? 🥜Crema di arachidi, mandorle, nocciole, pistacchi… ormai al supermercato ne tr...
28/08/2026

Come scegliere una crema di frutta secca? 🥜

Crema di arachidi, mandorle, nocciole, pistacchi… ormai al supermercato ne troviamo tantissime.

Ma come capire quale scegliere?

La prima cosa che ti consiglio di fare è molto semplice: gira il barattolo e guarda la lista degli ingredienti.

Se stai cercando una vera crema di frutta secca, idealmente nell’elenco dovresti trovare proprio lei: la frutta secca.

Per esempio:

🥜 100% arachidi
🌰 100% nocciole
🌱 100% mandorle
💚 100% pistacchi

In alcuni prodotti la percentuale può essere leggermente inferiore o possono esserci pochi altri ingredienti: per questo non mi fermerei mai alla scritta grande sulla confezione, ma guarderei quanto prodotto c’è realmente e cos’altro è stato aggiunto.

Nelle due foto ti mostro proprio due prodotti reali per farti vedere come leggere l’etichetta e confrontarli.

Un’altra cosa che può capitare nelle creme 100% frutta secca è trovare uno strato di olio in superficie.

Non significa che il prodotto sia andato a male e non è necessario buttarlo: è semplicemente l’olio naturalmente presente nella frutta secca che può separarsi dalla parte più solida. Basta mescolare bene.

E le calorie?

Le creme 100% frutta secca sono alimenti energeticamente densi, perché la frutta secca è naturalmente ricca di grassi.

Questo però non significa che siano alimenti da evitare: quantità e frequenza vanno sempre inserite nel contesto dell’alimentazione complessiva e delle esigenze della singola persona.

Possono essere utilizzate, per esempio, a colazione o negli spuntini, abbinate a pane, yogurt, frutta o altri alimenti.

Quindi, la prossima volta che sei davanti allo scaffale, invece di cercare semplicemente la confezione con scritto “fit”, “proteica”, “naturale” o “senza…”, fai una cosa molto più utile:

leggi gli ingredienti.

Mangiare consapevolmente significa anche questo: non imparare una lista di prodotti “giusti” e “sbagliati”, ma avere qualche strumento in più per capire cosa stai scegliendo e perché.

Durante il nostro primo incontro possiamo fare tantissimo.Posso ascoltare la tua storia, conoscere le tue abitudini, app...
25/08/2026

Durante il nostro primo incontro possiamo fare tantissimo.

Posso ascoltare la tua storia, conoscere le tue abitudini, approfondire le difficoltà che ti hanno portato da me, fare le valutazioni necessarie e iniziare a costruire insieme una direzione.

Poi elaboro il tuo piano nutrizionale.

Ma c’è una cosa che nessuna prima visita può fare: prevedere tutto quello che succederà quando tornerai nella tua vita.

Perché alcune domande nascono soltanto dopo.

Quando vai a fare la spesa.

Quando provi davvero ad organizzare i pasti.

Quando arriva una cena fuori che non avevi programmato.

Quando scopri che quel pasto sulla carta andava benissimo, ma nella realtà non ti ha soddisfatta.

Quando arriva una giornata stressante e ti accorgi che il tuo modo di mangiare cambia.

Quando hai un dubbio che durante la visita non avresti neanche saputo di avere.

E magari anche quando qualcosa non va inizi a pensare: “Ecco, non ci sto riuscendo neanche questa volta.”

Fino a quando poi ci rivediamo, dopo 3-4 settimane.

Ed è proprio su quelle settimane che mi sono soffermata.

Perché ho capito che non volevo considerarle semplicemente come il tempo che passa tra la prima visita e il primo controllo.

Voglio che facciano parte del percorso.

Voglio utilizzarle per aiutarti a capire meglio quello che stai facendo, iniziare ad osservare quello che succede nella tua quotidianità e avere a disposizione strumenti da utilizzare quando ne hai bisogno.

Il piano nutrizionale continua ad essere una parte fondamentale.

Ma anziché consegnarti una direzione e aspettare semplicemente il nostro incontro successivo, voglio aiutarti a partire con quella direzione.

Ed è proprio da questa riflessione che è nata la novità più importante del nuovo Mangia Consapevole.

Da settembre, infatti, la prima visita non sarà più pensata come un appuntamento isolato.

Sarà l’inizio di una fase di 4 settimane.

E comprenderà quindi non solo quell’ora passata insieme e il piano, ma una serie di strumenti e un supporto che durante le 4 settimane non ti lascerà mai sola.

Curiosi?

Chi sta per iniziare sa già cosa lo aspetta 🫶🏻

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Alimentazione consapevole
Rinascita
Nutrizione
Percorso
Prima e dopo

Sono una nutrizionista. E sì, mangio anche waffle.Questa è stata la mia merenda di oggi, al bar con un’amica.E visto che...
21/08/2026

Sono una nutrizionista. E sì, mangio anche waffle.

Questa è stata la mia merenda di oggi, al bar con un’amica.

E visto che in questi giorni vi sto raccontando un po’ di più cosa significa per me Mangia Consapevole, questa foto capita al momento giusto.

Mangiare consapevolmente per me non significa mangiare sempre “perfettamente”.

E non significa nemmeno eliminare tutto ciò che siamo abituati ad associare a un’alimentazione meno “da dieta”.

Significa anche poter scegliere una merenda così perché ne ho voglia, gustarla insieme a un’amica e poi continuare normalmente la mia giornata.

Senza pensare:

“Ho sgarrato.”

“Ormai oggi è andata.”

“Stasera salto la cena.”

“Da domani devo recuperare.”

E sì: credo sia importante mostrarvelo anche da nutrizionista.

Perché per troppo tempo abbiamo associato il “mangiare bene” al mangiare sempre nel modo più corretto possibile, e alcuni alimenti a qualcosa da evitare, concedersi o compensare.

Ma un’alimentazione equilibrata non si costruisce su una singola merenda.

E il rapporto con il cibo non si costruisce dividendo continuamente ciò che mangiamo in “bravo” e “sbagliato”.

Un piano nutrizionale rimane uno strumento importante del mio lavoro.

Ma negli anni ho capito che voglio aiutare sempre di più le persone anche a vivere il cibo nella vita reale.

A riconoscere fame, sazietà e soddisfazione.

A osservare ciò che succede senza trasformarlo immediatamente in un giudizio.

E a non considerare ogni scelta diversa dal piano come la prova di essere state “brave” o “non brave”.

Perché Mangia Consapevole non significa mangiare perfettamente.

Significa imparare a mangiare con più consapevolezza, anche quando davanti a te c’è un waffle con fragole e cioccolato.

Indirizzo

Viale Regina Margherita, 16
Fondi
04022

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 10:00 - 19:00
Sabato 10:00 - 13:00

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