26/08/2026
PUBALGIA E ADDUTTORI: IL PROBLEMA NON È SEMPRE DOVE SENTI DOLORE.
Quando si parla di pubalgia, si sente spesso dire:
❌ “Hai gli adduttori accorciati.”
❌ “Devi fare stretching.”
❌ “Hai un muscolo debole.”
La realtà è decisamente più complessa.
Il dolore inguinale può avere diverse componenti: adduttoria, pubica, inguinale, ileopsoas, anca e non è raro che più fattori coesistano contemporaneamente. Per questo il termine “pubalgia” da solo non ci dice necessariamente quale struttura sia coinvolta.
Nel caso del dolore correlato agli adduttori, però, c'è un concetto che considero fondamentale:
la capacità del sistema di gestire il carico.
Gli adduttori non lavorano isolatamente.
Devono coordinarsi con glutei, muscoli del tronco, flessori dell'anca e resto della catena dell'arto inferiore per controllare il bacino e trasferire le forze durante camminata, corsa, accelerazioni, cambi di direzione, salti e calci.
Se la capacità di uno o più componenti del sistema è insufficiente rispetto alle richieste, il problema non è necessariamente che “un muscolo lavora troppo” e un altro “non lavora”.
È più corretto parlare di distribuzione delle forze, coordinazione intermuscolare e capacità di carico.
E qui entra in gioco il concetto di sovraccarico funzionale.
Un aumento improvviso di allenamento, sprint, cambi di direzione, calci, salti o altri gesti ad alta intensità può superare temporaneamente la capacità dei tessuti di tollerare quel carico.
Ma anche l'opposto può essere problematico: ridurre eccessivamente il carico per molto tempo non insegna ai tessuti a tollerare nuovamente le richieste dello sport o della vita quotidiana.
Per questo la rieducazione moderna non dovrebbe limitarsi a eliminare il dolore o “sbloccare” un muscolo.
L'obiettivo è ricostruire progressivamente la capacità di carico.
Si parte da esercizi che il soggetto riesce a tollerare e, attraverso una progressione ragionata, si aumenta gradualmente forza, capacità eccentrica, coordinazione, controllo del bacino, stabilità dinamica e tolleranza ai gesti specifici. L'esercizio e la gestione del carico rappresentano infatti elementi centrali nella gestione del dolore correlato agli adduttori.
Non significa semplicemente fare “l'esercizio per gli adduttori”.
Significa capire quanto carico puoi tollerare oggi, quale capacità manca e come aumentarla progressivamente.
Ed è proprio questo uno dei principi alla base della rieducazione motoria che utilizzo nel mio lavoro.
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