17/03/2026
A volte mi chiedo come facciamo.
Come facciamo ad alzarci la mattina, ad andare a lavorare, a mandare avanti la nostra vita, mentre dentro di noi portiamo uno zaino che nessuno vede, che non togliamo la sera, che non posiamo neppure nel weekend.
Uso spesso questa metafora con le persone che incontro perché la conosco, perché l'ho vissuta; perché lo zaino non è una metafora astratta, è quella stretta al petto che senti quando fatichi a dormire o la stanchezza che non passa neanche dopo le ferie, è il momento in cui ti accorgi che stai andando avanti ma non sai più verso cosa.
Ci mettiamo dentro tutto in questo zaino, una delusione, un conflitto che non si risolve, le cose che non riusciamo a dire o a fare. Le nostre aspettative e quelle degli altri, i sensi di colpa, le paure a cui non sappiamo dare un nome preciso. Le relazioni che ci logorano in silenzio, i sogni che spostiamo sempre più in là perché non è mai il momento.
E lo zaino si riempie, giorno dopo giorno, senza che ce ne accorgiamo, finché un giorno scopriamo che non riusciamo più a stare in piedi.
È diventato troppo pesante.
Ci siamo convinti che sia normale, che reggere sia un segno di forza e che fermarsi un atto di debolezza.
Ma io non credo sia così.
Credo che il solo fatto di accorgersi del peso sia già qualcosa di enorme.
Ed è questo il momento in cui smetti di fare le cose in modo automatico.
È questo il momento in cui realizzi che forse quello zaino lo hai cucito tu, pezzo per pezzo, lo hai riempito tu, pezzo per pezzo.
È questo il momento in cui, forse, scopri che puoi decidere tu cosa tenere dentro e cosa far uscire.
Lo zaino non si svuota tutto in una volta, si alleggerisce un pezzo alla volta, un giorno alla volta.
E ogni cosa che decidi di lasciare a terra è già un passo.
E la vita è fatta di passi, è fatta di momenti, è fatta di cadute e di riprese, dove tutti i tentativi che facciamo hanno un senso…anche quelli andati male, anche quelli riusciti a metà.
E se senti che il tuo zaino è diventato troppo pesante per portarlo in solitudine, condividilo.
A volte basta qualcuno che stia lì accanto a te, mentre lo apri.