Alice Biserna _ PetAli

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Alice Biserna _ PetAli Pet therapy(IAA), coaching e crescita per., gruppi di sostegno, attività esperienziali, allena-mente.

Ci sono cambiamenti che arrivano senza chiedere permesso….Non decidiamo quando iniziano e spesso, mentre stanno succeden...
11/10/2026

Ci sono cambiamenti che arrivano senza chiedere permesso….
Non decidiamo quando iniziano e spesso, mentre stanno succedendo, non ci facciamo nemmeno troppo caso.

Poi un giorno ci accorgiamo che qualcosa è diverso.

Un modo di vedere una persona.
Una cosa che prima ci preoccupava e che oggi non ci fa più lo stesso effetto.
Un’abitudine che non sentiamo più nostra.
Un luogo nel quale ci troviamo ancora, ma che non ci fa sentire esattamente come prima.

Non tutti i cambiamenti hanno bisogno di essere spiegati subito.

Alcuni semplicemente fanno parte di quello che ci succede mentre continuiamo a vivere.

Forse è anche per questo che certe volte, quando ci guardiamo indietro, ci sorprendiamo.

Non ci siamo accorti del momento preciso in cui qualcosa è cambiato.

Ci siamo accorti soltanto che, a un certo punto, non eravamo più esattamente quelli di prima….E non necessariamente è una cosa da aggiustare.

Alice ☀️

A volte arriviamo pensando che il problema sia l’altro.“Vorrei che cambiasse.”“Se solo mi ascoltasse.”“Se capisse quello...
09/10/2026

A volte arriviamo pensando che il problema sia l’altro.

“Vorrei che cambiasse.”
“Se solo mi ascoltasse.”
“Se capisse quello che sto cercando di dirgli, sarebbe tutto più semplice.”

Sono pensieri molto umani, soprattutto quando dentro una relazione qualcosa continua a farci stare male.

E spesso non sono nemmeno sbagliati. L’altra persona può avere davvero dei comportamenti che ci feriscono, può non ascoltarci, può non rispettare un limite o può avere un modo di stare nella relazione che per noi è diventato difficile da sostenere.

Il punto è che non possiamo lavorare direttamente sulla parte dell’altro.

Possiamo però guardare molto bene a quello che succede tra noi e l’altro.

Come reagiamo quando accade quella cosa?
Che cosa continuiamo a fare anche se sappiamo che non ci porta da nessuna parte?
Che cosa chiediamo e come lo chiediamo?
Che cosa accettiamo da tempo?
E soprattutto: che cosa possiamo scegliere di fare diversamente, anche se l’altra persona non cambia?

Non significa prendersi la responsabilità di tutto.

Significa provare a capire dove abbiamo ancora uno spazio di movimento.

A volte una relazione cambia proprio quando una delle due persone comincia a stare in quella relazione in un modo diverso.

Altre volte scopriamo che, nonostante tutto quello che possiamo fare, l’altra persona non può o non vuole cambiare.

Anche questa è un’informazione importante.

Perché lavorare su una relazione non significa sempre riuscire a cambiarla.

A volte significa capire meglio che cosa ci sta succedendo dentro quella relazione e quale posizione vogliamo, o possiamo, avere.

Alice ☀️

A volte aspettiamo di essere sicuri per fare una sceltaVorremmo sapere prima se sarà quella giusta, se ci farà stare meg...
05/10/2026

A volte aspettiamo di essere sicuri per fare una scelta

Vorremmo sapere prima se sarà quella giusta, se ci farà stare meglio, se ne varrà la pena, se tra qualche mese saremo ancora convinti della stessa cosa….
Così pensiamo, analizziamo, chiediamo pareri, immaginiamo scenari diversi.
E continuiamo ad aspettare quel momento in cui finalmente sentiremo di avere tutte le risposte.

Il problema è che, per alcune scelte, quel momento non arriva.

Non perché ci manchi qualcosa per decidere, ma perché alcune cose possiamo conoscerle davvero soltanto dopo averle provate.

Possiamo pensare a lungo a come staremo in una situazione diversa, ma non sapere con certezza come ci sentiremo finché non ci saremo dentro.
Possiamo essere abbastanza consapevoli di ciò che non ci va più bene e, allo stesso tempo, non avere ancora chiaro cosa vogliamo al suo posto.

E forse non è una contraddizione da risolvere.

A volte possiamo avere abbastanza chiarezza per fare un piccolo passo, senza avere già chiaro tutto il percorso.

Anche perché una scelta non è sempre un punto di arrivo.

Può essere un modo per raccogliere nuove informazioni su di noi, sulle nostre possibilità e su ciò che davvero vogliamo.

Non tutte le decisioni hanno bisogno di essere prese quando siamo completamente sicuri,
alcune diventano più chiare proprio mentre iniziamo a viverle.

Alice ☀️

Con alcune persone torniamo ad essere quelli che siamo sempre stati.Possiamo sentirci molto diversi rispetto a qualche a...
25/09/2026

Con alcune persone torniamo ad essere quelli che siamo sempre stati.

Possiamo sentirci molto diversi rispetto a qualche anno fa. Più sicuri, più autonomi, magari abbiamo imparato a dire quello che pensiamo o a prendere decisioni senza cercare continuamente conferme.

Poi entriamo in alcune relazioni e qualcosa sembra tornare automaticamente al proprio posto.

C'è chi diventa di nuovo quello che cerca di non creare problemi. Chi organizza tutto. Chi fa ridere gli altri quando l'atmosfera diventa pesante. Chi cede per primo. Chi sente di dover dimostrare qualcosa. Chi, nonostante abbia ormai una vita completamente propria, davanti a certe persone torna a cercare approvazione.

Non credo significhi che tutto il lavoro fatto su di noi sia improvvisamente scomparso.

Le relazioni hanno una storia e, dentro quella storia, nel tempo impariamo anche quale posto occupare.

Il punto interessante arriva quando quel posto continua ad esserci, ma noi cominciamo a sentirlo un po' stretto.

Perché cambiare individualmente è una cosa.

Portare quel cambiamento dentro una relazione che ci conosce da molto tempo può essere molto diverso.

A volte non è nemmeno necessario cambiare immediatamente qualcosa.

Può essere interessante iniziare semplicemente a notare:
con chi mi succede di tornare ad essere una versione di me che pensavo di aver lasciato indietro?

Alice 🌞

Le cose che sappiamo fare meglio sono spesso quelle che notiamo meno.Se chiedo a qualcuno che cosa trova difficile, gene...
23/09/2026

Le cose che sappiamo fare meglio sono spesso quelle che notiamo meno.

Se chiedo a qualcuno che cosa trova difficile, generalmente la risposta arriva abbastanza in fretta.

Quando invece chiedo: “In che cosa senti di cavartela bene?”, qualche volta arriva un silenzio.
Oppure una risposta accompagnata subito da un ridimensionamento.

“Sì, sono abbastanza organizzata, ma perché sono fatta così”
“Con gli altri riesco ad avere molta pazienza, però non mi sembra una capacità”
“Quando succede qualcosa riesco a mantenere la calma, ma l'ho sempre fatto”

Ed è proprio quell'“ho sempre fatto così” che trovo interessante.

Perché alcune capacità le abbiamo utilizzate così tante volte che hanno smesso di sembrarci capacità. Sono diventate semplicemente il nostro modo di fare le cose.

E così siamo molto più bravi a vedere quello che ancora non riusciamo a fare che a riconoscere ciò che, nel frattempo, abbiamo imparato.

Nel mio lavoro mi capita spesso di tornare proprio lì.

Non per cercare a tutti i costi un lato positivo, ma perché quando proviamo a cambiare qualcosa non partiamo mai davvero da zero.

Partiamo anche da ciò che sappiamo già fare, dalle situazioni che in passato siamo riusciti a gestire, dai modi che abbiamo trovato per cavarcela e dalle capacità che magari utilizziamo ogni giorno senza dare loro un nome.

Forse una risorsa non è sempre qualcosa che dobbiamo ancora trovare.

Qualche volta è qualcosa che utilizziamo da così tanto tempo da aver smesso di vederla.

Alice 🌞

A volte “sto bene” significa soltanto “sto riuscendo a fare tutto”.Ci alziamo, andiamo al lavoro, rispondiamo ai messagg...
21/09/2026

A volte “sto bene” significa soltanto “sto riuscendo a fare tutto”.

Ci alziamo, andiamo al lavoro, rispondiamo ai messaggi, organizziamo quello che c'è da organizzare, ci occupiamo delle persone che fanno parte della nostra vita e, più o meno, arriviamo alla fine della giornata.

Se qualcuno ci chiede come stiamo, la risposta viene quasi naturale:
“Bene.”

E magari non è nemmeno una risposta falsa.
Non c'è necessariamente qualcosa che non va. Semplicemente, a volte, utilizziamo come misura del nostro stare bene il fatto di essere ancora perfettamente capaci di portare avanti tutto.

È una cosa che noto spesso anche nelle persone che incontro.

Quando chiedo come stanno, inizialmente mi raccontano quello che riescono a fare: il lavoro procede, a casa è tutto organizzato, stanno seguendo i figli, riescono a occuparsi dei genitori, gli impegni sono sotto controllo.

Tutto vero,
ma racconta soprattutto come sta funzionando la loro vita.

Non sempre racconta come stanno loro mentre la stanno vivendo.

Ed è una distinzione che trovo interessante, perché possiamo essere capaci, presenti, organizzati e continuare a fare molto anche nei periodi in cui dentro ci sentiamo stanchi, poco coinvolti, irritabili o semplicemente meno bene del solito.

Forse ogni tanto, alla domanda “Come sto?”, potremmo provare a non rispondere con l'elenco delle cose che siamo ancora in grado di fare.

E vedere che cosa rimane ❣

Alice 🌞

Del corpo ci accorgiamo soprattutto quando disturba.Quando fa male, quando siamo stanchi, quando il respiro diventa cort...
18/09/2026

Del corpo ci accorgiamo soprattutto quando disturba.
Quando fa male, quando siamo stanchi, quando il respiro diventa corto, quando una tensione ci impedisce di stare comodi o quando qualcosa non funziona come vorremmo.

Nel resto del tempo, invece, possiamo trascorrere intere giornate quasi senza farci caso.

Eppure il corpo è lì anche mentre lavoriamo concentrati davanti a uno schermo, mentre parliamo con qualcuno, quando aspettiamo una risposta, quando entriamo in un posto in cui ci sentiamo bene o quando finalmente torniamo a casa dopo una giornata lunga.

Non credo che ogni sensazione debba essere interpretata o avere necessariamente un significato nascosto.

Mi interessa qualcosa di molto più semplice: accorgercene.

Notare che da mezz'ora abbiamo le spalle sollevate. Che mentre parliamo con quella persona continuiamo a stringere le mani. Che abbiamo trattenuto il respiro mentre leggevamo un messaggio. Oppure che in un determinato momento il viso si è disteso senza che ce ne rendessimo conto.

Sono informazioni piccole.

Non ci dicono automaticamente cosa sta succedendo e non hanno bisogno di diventare subito una spiegazione.

Ma possono aiutarci a conoscere un po' meglio come stiamo vivendo quello che ci accade.

Forse ascoltare il corpo non significa necessariamente cercare cosa vuole dirci.

A volte significa semplicemente tornare ad accorgerci che c'è ❤️

Alice 🌞

A volte siamo convinti di aver detto qualcosa che non abbiamo mai detto.“Dovrebbe aver capito che ci sono rimasta male”“...
16/09/2026

A volte siamo convinti di aver detto qualcosa che non abbiamo mai detto.

“Dovrebbe aver capito che ci sono rimasta male”
“Sa benissimo che questa cosa mi pesa”
“È evidente che avrei avuto bisogno di una mano”

E magari per noi lo è davvero.

Abbiamo ripensato a quella situazione così tante volte, sentito così chiaramente quello che ci ha provocato e immaginato talmente tante volte ciò che avremmo voluto dall'altra persona che, a un certo punto, sembra quasi di averglielo raccontato.

Poi però proviamo a ricostruire quella conversazione e ci accorgiamo che alcune cose non le abbiamo dette affatto.

Forse abbiamo risposto “niente” quando ci è stato chiesto cosa avevamo. Abbiamo fatto capire che eravamo infastiditi, ma non perché. Oppure speravamo semplicemente che l'altro se ne accorgesse.

Naturalmente nelle relazioni ci si osserva, ci si conosce e a volte ci si comprende anche senza molte parole.

Ma non sempre.

E quando l'altro non capisce, è facile leggere quella mancata comprensione come disinteresse: se mi conoscesse davvero, lo saprebbe.

Ogni tanto, invece, può esserci una possibilità molto più semplice.

Che ciò che per noi era chiarissimo sia rimasto, fino a quel momento, soltanto nella nostra testa.

Alice 🌞

Una cosa può funzionare benissimo...E non funzionare per te.Negli anni ho raccolto molti strumenti.Scrittura, respirazio...
14/09/2026

Una cosa può funzionare benissimo...E non funzionare per te.

Negli anni ho raccolto molti strumenti.

Scrittura, respirazione, movimento, esercizi, immagini, domande, attività da fare insieme. Alcuni li utilizzo spesso, altri pochissimo. E ce ne sono alcuni che con una persona aprono immediatamente qualcosa e con un'altra non portano praticamente da nessuna parte.

All'inizio credo di essere stata molto più concentrata sul trovare l'esercizio giusto.

Con il tempo ho capito che la domanda interessante era un'altra: giusto per chi?

Perché posso proporre la stessa pratica a due persone e vedere reazioni completamente diverse. Una si trova benissimo nella scrittura, l'altra davanti a un foglio si blocca. Qualcuno ha bisogno di parlare, qualcun altro riesce a raccontarsi molto meglio mentre sta facendo qualcosa. C'è chi trova nella respirazione uno spazio utile e chi, almeno in quel momento, non la sopporta proprio.

Non significa che uno strumento funzioni e l'altro no.

Significa che davanti abbiamo persone diverse.

È anche per questo che oggi non sono particolarmente affezionata a un esercizio solo perché “funziona”.

Preferisco avere molti strumenti a disposizione e la libertà di lasciarne da parte qualcuno quando mi accorgo che non è quello di cui abbiamo bisogno,
perché alla fine lo strumento è soltanto uno strumento.

La parte interessante rimane capire chi ho davanti e trovare, insieme, il modo che possa avere più senso per quella persona 💛

Alice 🌞

A volte diciamo sì prima ancora di averci pensato...“Certo”“Va bene”“Ci penso io”“Non c'è problema”La risposta arriva ve...
12/09/2026

A volte diciamo sì prima ancora di averci pensato...
“Certo”
“Va bene”
“Ci penso io”
“Non c'è problema”

La risposta arriva velocissima. Solo dopo, magari qualche ora più tardi, ci accorgiamo che quella cosa non avevamo poi così tanta voglia di farla. Oppure che non avevamo tempo, che ci ha costretto a spostare altro o che, mentre dicevamo sì, una parte di noi avrebbe preferito rispondere diversamente.

Non credo che dietro ci sia sempre la difficoltà di dire di no.

A volte siamo semplicemente molto allenati a rispondere prima agli altri e solo dopo a sentire noi.

Per abitudine, per educazione, per evitare di creare un problema, perché sappiamo che possiamo farcela o perché essere disponibili è diventato nel tempo un modo molto naturale di stare nelle relazioni.

Ed è proprio quel piccolo spazio prima della risposta che trovo interessante.

Non necessariamente per dire no.

Magari, dopo averci pensato, la risposta sarà esattamente la stessa,
ma c'è una bella differenza tra un sì che parte automaticamente e un sì che abbiamo avuto il tempo di scegliere.

Forse ogni tanto potremmo concederci una risposta molto più semplice:

“Ti faccio sapere.”

E vedere che cosa succede in quei pochi minuti in cui, prima di rispondere agli altri, abbiamo il tempo di ascoltare anche noi 💖

Alice 🌞

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