ReCrea Terapie Espressive

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Stai bene con quella persona.Ti fidi. Ti senti al sicuro.E poi, senza sapere perché, fai un passo indietro.Non è freddez...
26/05/2026

Stai bene con quella persona.
Ti fidi. Ti senti al sicuro.
E poi, senza sapere perché, fai un passo indietro.

Non è freddezza. Non è distanza voluta.
È qualcosa che il corpo decide prima che tu possa pensarci.

Il corpo ha una memoria lunga.
Sa quando aprirsi ha fatto male.
Sa quando tenere una distanza è servito a proteggersi.
Non sempre distingue il passato dal presente.

La domanda facile è:
perché mi chiudo proprio adesso?

La domanda più onesta è:
da quando stare vicino mi sembra rischioso?

Se senti che questa cosa ti riguarda, sul sito trovi i percorsi e le riflessioni da cui nasce il mio lavoro.
www.recrea.it

C'è un gesto che facciamo quando vogliamo mostrare qualcosa a qualcuno.Ci fermiamo.Allunghiamo la mano.Diciamo: guarda.È...
16/05/2026

C'è un gesto che facciamo quando vogliamo mostrare qualcosa a qualcuno.

Ci fermiamo.
Allunghiamo la mano.
Diciamo: guarda.

È un gesto piccolo.
Ma nel corpo è tutt'altro che piccolo.

Richiede di uscire da sé.
Di sentire che quello che portiamo può arrivare anche a un altro.
Di fidarsi che l'altro possa ricevere.

Quando questa capacità si interrompe — e a volte si interrompe, per mille motivi — non è solo un gesto che manca.

È il corpo che smette di esporsi.
Si ritira.
Si trattiene.
Impara, poco alla volta, a bastare a se stesso.

Eppure il desiderio di passare qualcosa — un'esperienza, un gesto, una storia — spesso resta.

Da qualche parte, sotto.

Nel nuovo articolo del blog parto da una scatola di fotografie — e da una domanda che, da lì, non mi ha più lasciato:

Sto creando, intorno a me, le condizioni perché qualcuno possa ricevere ciò che ho da passare?

🔗 Leggi l'articolo: https://recrea.it/cosa-resta-di-noi

C'è un cassetto, in molte case, pieno di cose a metà.Un manoscritto fermo al terzo capitolo.Una chitarra che non si suon...
08/05/2026

C'è un cassetto, in molte case, pieno di cose a metà.
Un manoscritto fermo al terzo capitolo.
Una chitarra che non si suona da anni.
Un progetto aperto sul computer che non ricordi nemmeno più cosa doveva diventare.

Non sono cose buttate lì.
Sono inizi che non hanno trovato continuità.

E la cosa strana è che, quando lo riapri, quel cassetto fa ancora male.
Ma non è nostalgia. È qualcosa di più fisico.
Una stretta al petto. Un respiro che si blocca.
Come se il corpo ricordasse — anche quando la mente ha imparato a non guardare più.

Abbiamo imparato a chiamarlo "mancanza di volontà".
Ma non è così.

È che il corpo, nel tempo, ha smesso di trovare lo spazio per sostenere ciò che amiamo.
Si contrae. Trattiene. Impara a fare a meno.

Eppure il desiderio è ancora lì.
Quasi sempre.

Nel nuovo articolo ho scritto di questo:
dei quattro modi in cui il corpo si blocca — e di come si può ricominciare a muovere ciò che è fermo.

👉 Leggi l'articolo completo qui: https://recrea.it/inizio-tante-cose-ma-non-riesco-a-portarle-avanti-perche

Ci sono cose che non fanno più male come prima.Eppure il corpo resta lì.Raccolto.Chiuso.Come se dovesse proteggersi anco...
17/04/2026

Ci sono cose che non fanno più male come prima.
Eppure il corpo resta lì.

Raccolto.
Chiuso.
Come se dovesse proteggersi ancora.

Le spalle si chiudono.
Il respiro si accorcia.
Il corpo si tiene stretto, anche quando non serve più.

Non è perché non hai capito.
Non è perché non hai lavorato su di te.

È che il corpo ha imparato così.
E ci mette più tempo a lasciare andare.

A volte, fare pace con il passato
non significa pensarci meglio.

Significa permettere al corpo
di smettere, piano piano, di restare lì dentro.

Ho scritto un articolo su questo.
Su cosa succede quando qualcosa, nel corpo, finalmente si scioglie.
https://recrea.it/il-corpo-che-fa-pace-

Auguri di Pasqua da ReCreaCi sono momenti della vitain cui non stiamo andando avanti.Stiamo attraversando.Attraversiamo ...
05/04/2026

Auguri di Pasqua da ReCrea

Ci sono momenti della vita
in cui non stiamo andando avanti.
Stiamo attraversando.

Attraversiamo una perdita,
un cambiamento,
una decisione,
una parte di noi che finisce
e una che ancora non conosciamo.

La Pasqua, in fondo, parla proprio di questo:
non di una vita senza ferite,
ma della possibilità che anche dalle ferite
possa nascere qualcosa di vivo.

Auguro a ciascuno
di avere tempo per i propri passaggi,
rispetto per i propri tempi,
e qualcuno accanto nei tratti di strada più difficili.

Buona Pasqua.
A chi sta iniziando,
a chi sta finendo,
a chi è nel mezzo
e ancora non sa bene dove sta andando.

A volte non è stanchezza.È che stai ancora portando qualcosa che non ha trovato posto.Pensiamo che per stare meglio dobb...
03/04/2026

A volte non è stanchezza.
È che stai ancora portando qualcosa che non ha trovato posto.

Pensiamo che per stare meglio dobbiamo capire di più, analizzare di più, spiegare meglio quello che è successo.
Ma la nostra storia non è solo nei pensieri. È nel corpo.

Nel modo in cui respiri.
Nel modo in cui ti irrigidisci.
Nel modo in cui ti trattieni.
Nel modo in cui ti avvicini o ti allontani dalle persone.
Nel modo in cui occupi spazio.
O nel modo in cui cerchi di non disturbare.

Per questo nelle terapie espressive usiamo il corpo, il movimento, le immagini, i materiali.

Perché alcune cose non si riescono a dire.
Ma si possono respirare.
Si possono muovere.
Si possono dare a un gesto, a un foglio, a un colore.
Si possono guardare da fuori.
Si possono attraversare.

Fare pace con la propria storia non è solo capire cosa è successo.
È sentire che quella storia, in qualche modo, può trovare un posto dentro di noi senza farci più guerra.

A volte il corpo non è stanco.
Sta rallentando perché qualcosa chiede di essere guardato.
Non per essere risolto.
Per trovare finalmente un posto.

La settimana prossima uscirà un nuovo articolo su quel momento della vita in cui non si guarda più solo avanti, ma si guarda indietro e si prova a tenere insieme la propria storia.

Intanto nel blog puoi leggere gli altri articoli sui passaggi della vita nella rubrica Tornare a sentire: https://recrea.it/blog-template?categories=crescita-e-autostima


Ci sono momenti in cui ti senti stancama non è una stanchezza che passa dormendo.Ti senti rallentata.Confusa.Senza energ...
25/03/2026

Ci sono momenti in cui ti senti stanca
ma non è una stanchezza che passa dormendo.

Ti senti rallentata.
Confusa.
Senza energia per quello che prima facevi senza pensarci.

E allora pensi di avere qualcosa che non va.
Di aver perso motivazione.
Di dover solo stringere i denti e andare avanti.

Non sei pigra.
Stai cambiando.

Ci sono fasi della vita in cui il corpo rallenta
perché qualcosa dentro di noi si sta riorganizzando.

Un’idea di te che non ti rappresenta più.
Una relazione che sta cambiando forma.
Un lavoro che non ti assomiglia più.
Una parte di te che chiede spazio.
Una decisione che non puoi più rimandare.

Nei passaggi della vita il corpo spesso rallenta
perché non possiamo attraversarli correndo.

Il corpo non parla con le parole.
Parla con il ritmo, con la tensione, con la stanchezza, con il respiro.

Nel lavoro corporeo impariamo proprio questo:
non chiedere al corpo di funzionare di più,
ma ascoltare cosa sta cercando di dirci.

A volte il corpo non è stanco.
Sta cercando un modo nuovo di stare nella tua vita.

Se ti riconosci in queste parole,
nel blog ho scritto un articolo sui passaggi della vita e come si sentono nel corpo e nelle relazioni.
👉🏻https://recrea.it/pensavo-di-aver-superato-questa-cosa-e-invece-no-perche


“Forse sto esagerando.”“Magari mi sbaglio.”Quante volte te lo sei detto oggi?O ieri? O nell’ultima ora?Quante volte hai ...
14/03/2026

“Forse sto esagerando.”
“Magari mi sbaglio.”

Quante volte te lo sei detto oggi?
O ieri? O nell’ultima ora?

Quante volte hai dubitato di quello che senti?

A volte non è che non sentiamo.
È che abbiamo imparato a non fidarci del nostro sentire.

Magari perché qualcuno ci ha detto:
“Sei troppo sensibile.”
“Te la prendi sempre.”
“Stai facendo un dramma.”

E così, invece di ascoltarci,
impariamo ad analizzare tutto.

Ripensiamo alle parole.
Rivediamo le scene.
Cerchiamo prove che quello che sentiamo sia giusto.

Ma più cerchiamo certezze,
più il sentire si allontana.

E il corpo?

Quello continua a mandare segnali.

Un nodo allo stomaco.
Tensione alle spalle.
Il respiro che si accorcia.

Ma noi siamo troppo impegnati a pensare per ascoltarlo.

Tornare a fidarsi del proprio sentire
non significa avere sempre ragione.

Significa imparare ad ascoltare di nuovo.
Il cuore. La pancia. Quella voce sottile che, sotto il rumore dei pensieri, sa già.

Se riconosci questa danza tra dubbio e sentire,
Tornare a sentire è lo spazio che ho voluto creare per chi, come te, desidera imparare a fidarsi di nuovo:
https://recrea.it/blog

“Non pensarci. Vai avanti.”  Quante volte te lo sei sentito dire?La verità è che il corpo non dimentica.  Se salti il do...
04/03/2026

“Non pensarci. Vai avanti.”
Quante volte te lo sei sentito dire?

La verità è che il corpo non dimentica.
Se salti il dolore, lui lo custodisce per te:
in un nodo alla schiena,
in una stanchezza che non passa.

Oggi puoi provare qualcosa di diverso.
Fermarti un momento.
Ascolta cosa ha da dire quella tensione.

Perché a volte il vero passo avanti
non è correre oltre.
È restare abbastanza da sentire cosa chiede il corpo.

Con questo post riprende anche “Tornare a sentire”, una delle rubriche del blog di ReCrea dedicata all’ascolto del corpo e delle emozioni.

Se senti che questo tema ti riguarda, puoi trovare il nuovo articolo qui:
https://recrea.it/dare-spazio-al-proprio-sentire

Molte di noi sanno giàcosa farebbe bene al corpo.Il problema non è la mancanza di informazioni.È che aspettiamo qualcuno...
26/02/2026

Molte di noi sanno già
cosa farebbe bene al corpo.

Il problema non è la mancanza di informazioni.
È che aspettiamo qualcuno
che ce lo autorizzi.

Che ci dica che possiamo.
Che è lecito.
Che non stiamo esagerando.

Il corpo, però,
non risponde agli ordini.
Risponde ai permessi.

Un permesso piccolo. Possibile.
Come...

🧘‍♀️ fermarsi prima di essere stanche
✋ dire "basta" senza giustificarsi
😴 scegliere il riposo prima del crollo
👂 ascoltare un segnale invece di ignorarlo
🌬️ prendere un filo di spazio in più
💪 sollevare la testa, anche solo un poco

Non serve fare tutto. Non serve farlo bene.
Basta iniziare da un permesso.

Se senti che è arrivato il momento di iniziare a darti questi permessi, abbiamo creato uno spazio per te. Si chiama Ritorno al Corpo, Ritorno a Casa. Lo trovi qui: https://recrea.it/ritrova-te-stessa-insieme-agli-altri

Indirizzo

Via Cavour, 1
Francavilla Fontana
72021

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00

Telefono

+393667114190

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