ReCrea Terapie Espressive

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E se non fosse indecisione?Vuoi continuare una strada che hai scelto, ma cominci a desiderarne un'altra.Vuoi esserci per...
20/08/2026

E se non fosse indecisione?

Vuoi continuare una strada che hai scelto, ma cominci a desiderarne un'altra.
Vuoi esserci per gli altri, ma senti anche il bisogno di qualcosa per te.
Ti riconosci nella persona che sei diventata, ma senti nostalgia per una parte di te rimasta indietro.

Non sempre significa non sapere cosa vuoi.

A volte vogliamo cose diverse, eppure entrambe ci appartengono.
E allora ascoltare una parte può sembrarci tradire l'altra.

Non sempre il pensiero basta a sciogliere questo conflitto.

A volte si fa sentire nel corpo: una tensione, un gesto trattenuto, un movimento che vorrebbe andare altrove.
Altre volte prende forma nel processo creativo: un'immagine, un suono, una parola che ci sorprende.

🎨 Nelle Terapie Espressive possiamo partire proprio da ciò che emerge: non per decidere subito quale parte seguire,
ma per renderle entrambe riconoscibili.

👉 Nell'articolo completo scopri cosa si nasconde davvero dietro la tua indecisione,
e come corpo e processo creativo possono aiutarti ad ascoltare tutte le parti di te https://recrea.it/e-se-non-fosse-indecisione

Può capitare di guardare una fotografia recente e impiegare un istante a riconoscersi.Gli altri ci vedono subito.Noi inc...
03/08/2026

Può capitare di guardare una fotografia recente e impiegare un istante a riconoscersi.

Gli altri ci vedono subito.
Noi incontriamo un volto cambiato, una postura che non avevamo notato, un modo diverso di stare dentro i vestiti.

«Sono davvero io?»

A volte il corpo cambia prima che il nostro racconto riesca a raggiungerlo.
Cresce, invecchia, attraversa una gravidanza, una malattia, una perdita. Si adatta a nuovi gesti e a nuovi modi di abitare lo spazio.

Altre volte accade il contrario.

Cambiamo vita, parole, relazioni. Eppure, in un’inclinazione del capo, nel ritmo dei passi o nel modo in cui le mani accompagnano una frase, ritroviamo qualcosa di antico e familiare.

Riconoscersi nel corpo non significa ritrovarlo identico. Significa ascoltare, dentro ciò che cambia, ciò che continua a parlarci di noi.

Nella Danzamovimentoterapia non cerchiamo una postura “vera” che riveli chi siamo. Osserviamo il punto in cui ciò che cambia incontra ciò che continua.

Qual è il gesto del tuo corpo in cui continui a riconoscerti, anche mentre cambi?

Se senti che il tuo corpo sta cambiando e desideri ascoltarlo con più cura, scopri i percorsi di Terapie Espressive di ReCrea.

Puoi prenotare un incontro conoscitivo gratuito: https://recrea.it/terapie-espressive

Prima di continuare a leggere, fermati per qualche secondo.Non cambiare nulla.Osserva soltanto.Come sei seduta o in pied...
12/07/2026

Prima di continuare a leggere, fermati per qualche secondo.

Non cambiare nulla.

Osserva soltanto.

Come sei seduta o in piedi?

Il tuo respiro ha spazio?

Le spalle sono libere o trattengono qualcosa?

Ora chiediti:

Quanto spazio sento di poter occupare, in questo momento?

Non è una domanda sulla postura.

È una domanda sul modo in cui abiti te stessa.

Forse noterai una tensione.

Oppure un senso di maggiore spazio.

O magari non cambierà nulla.

Anche questo è un modo di incontrare il proprio corpo.

È da piccole esperienze come questa che, nel prossimo articolo della rubrica " Le Radici. Come nasce un'esperienza", inizieremo a esplorare la relazione tra corpo e senso di sé.

📖 Se questa domanda ti ha fatto fermare anche solo per un momento, presto troverai il nuovo articolo sul blog.

👉 Nel frattempo, puoi scoprire i percorsi di terapie espressive su https://recrea.it/terapie-espressive

*"Mi sento più aperta al mondo."*Queste parole le ha dette un'adolescente al termine di una seduta.Non le avevo chiesto ...
01/07/2026

*"Mi sento più aperta al mondo."*

Queste parole le ha dette un'adolescente al termine di una seduta.

Non le avevo chiesto di raccontare la sua storia.

L'avevo semplicemente accompagnata a osservare il modo in cui il suo corpo incontrava il suolo.

Alla fine dell'esplorazione le chiesi:

*"Che cosa è cambiato?"*

Pensavo mi avrebbe parlato del corpo.

Invece parlò del mondo.

Da allora continuo a tornare su quella frase.

Perché mi ha fatto nascere una domanda che, da quel giorno, continua ad accompagnarmi:

*Come incontriamo il mondo?*

Nel nuovo articolo della rubrica *Le Radici* parto da un episodio apparentemente insignificante – un braccio che si ritrae sul bracciolo di un aereo – per esplorare come il modo in cui il corpo incontra il mondo possa influenzare anche il nostro modo di vivere le relazioni.

📖 Trovi l'articolo completo qui: https://recrea.it/quando-il-corpo-si-ritrae-

Ci sono persone che parlano con tuttie non si sentono vicine a nessuno.Ridono. Rispondono. Fanno quello che devono fare....
11/06/2026

Ci sono persone che parlano con tutti
e non si sentono vicine a nessuno.

Ridono. Rispondono. Fanno quello che devono fare.
Ma dentro restano lontane.

Sentono una stanchezza che non viene dal lavoro.
Non viene dagli impegni o dalle cose da fare.

Viene dal trattenersi.
Dal non sentirsi davvero visti.
Dal portare tutto da soli per troppo tempo.

Il corpo lo sa.

Si tende.
Si protegge.
A volte si abitua persino a non cercare più il contatto.

Avvicinarsi fa paura.
Stare lontani fa male.

E così si rimane in una terra di mezzo:
con il desiderio di essere incontrati
e il timore di lasciarsi incontrare.

Ma sotto quella distanza,
spesso c'è ancora una parte viva che non ha smesso di cercare.

Una parte che desidera sentirsi al sicuro abbastanza
da poter essere sé stessa in presenza di qualcun altro.

Se riconosci questa sensazione, sul sito trovi uno spazio da cui iniziare.

https://recrea.it/giovani-adulti

Stai bene con quella persona.Ti fidi. Ti senti al sicuro.E poi, senza sapere perché, fai un passo indietro.Non è freddez...
26/05/2026

Stai bene con quella persona.
Ti fidi. Ti senti al sicuro.
E poi, senza sapere perché, fai un passo indietro.

Non è freddezza. Non è distanza voluta.
È qualcosa che il corpo decide prima che tu possa pensarci.

Il corpo ha una memoria lunga.
Sa quando aprirsi ha fatto male.
Sa quando tenere una distanza è servito a proteggersi.
Non sempre distingue il passato dal presente.

La domanda facile è:
perché mi chiudo proprio adesso?

La domanda più onesta è:
da quando stare vicino mi sembra rischioso?

Se senti che questa cosa ti riguarda, sul sito trovi i percorsi e le riflessioni da cui nasce il mio lavoro.
www.recrea.it

C'è un gesto che facciamo quando vogliamo mostrare qualcosa a qualcuno.Ci fermiamo.Allunghiamo la mano.Diciamo: guarda.È...
16/05/2026

C'è un gesto che facciamo quando vogliamo mostrare qualcosa a qualcuno.

Ci fermiamo.
Allunghiamo la mano.
Diciamo: guarda.

È un gesto piccolo.
Ma nel corpo è tutt'altro che piccolo.

Richiede di uscire da sé.
Di sentire che quello che portiamo può arrivare anche a un altro.
Di fidarsi che l'altro possa ricevere.

Quando questa capacità si interrompe — e a volte si interrompe, per mille motivi — non è solo un gesto che manca.

È il corpo che smette di esporsi.
Si ritira.
Si trattiene.
Impara, poco alla volta, a bastare a se stesso.

Eppure il desiderio di passare qualcosa — un'esperienza, un gesto, una storia — spesso resta.

Da qualche parte, sotto.

Nel nuovo articolo del blog parto da una scatola di fotografie — e da una domanda che, da lì, non mi ha più lasciato:

Sto creando, intorno a me, le condizioni perché qualcuno possa ricevere ciò che ho da passare?

🔗 Leggi l'articolo: https://recrea.it/cosa-resta-di-noi

C'è un cassetto, in molte case, pieno di cose a metà.Un manoscritto fermo al terzo capitolo.Una chitarra che non si suon...
08/05/2026

C'è un cassetto, in molte case, pieno di cose a metà.
Un manoscritto fermo al terzo capitolo.
Una chitarra che non si suona da anni.
Un progetto aperto sul computer che non ricordi nemmeno più cosa doveva diventare.

Non sono cose buttate lì.
Sono inizi che non hanno trovato continuità.

E la cosa strana è che, quando lo riapri, quel cassetto fa ancora male.
Ma non è nostalgia. È qualcosa di più fisico.
Una stretta al petto. Un respiro che si blocca.
Come se il corpo ricordasse — anche quando la mente ha imparato a non guardare più.

Abbiamo imparato a chiamarlo "mancanza di volontà".
Ma non è così.

È che il corpo, nel tempo, ha smesso di trovare lo spazio per sostenere ciò che amiamo.
Si contrae. Trattiene. Impara a fare a meno.

Eppure il desiderio è ancora lì.
Quasi sempre.

Nel nuovo articolo ho scritto di questo:
dei quattro modi in cui il corpo si blocca — e di come si può ricominciare a muovere ciò che è fermo.

👉 Leggi l'articolo completo qui: https://recrea.it/inizio-tante-cose-ma-non-riesco-a-portarle-avanti-perche

Ci sono cose che non fanno più male come prima.Eppure il corpo resta lì.Raccolto.Chiuso.Come se dovesse proteggersi anco...
17/04/2026

Ci sono cose che non fanno più male come prima.
Eppure il corpo resta lì.

Raccolto.
Chiuso.
Come se dovesse proteggersi ancora.

Le spalle si chiudono.
Il respiro si accorcia.
Il corpo si tiene stretto, anche quando non serve più.

Non è perché non hai capito.
Non è perché non hai lavorato su di te.

È che il corpo ha imparato così.
E ci mette più tempo a lasciare andare.

A volte, fare pace con il passato
non significa pensarci meglio.

Significa permettere al corpo
di smettere, piano piano, di restare lì dentro.

Ho scritto un articolo su questo.
Su cosa succede quando qualcosa, nel corpo, finalmente si scioglie.
https://recrea.it/il-corpo-che-fa-pace-

Auguri di Pasqua da ReCreaCi sono momenti della vitain cui non stiamo andando avanti.Stiamo attraversando.Attraversiamo ...
05/04/2026

Auguri di Pasqua da ReCrea

Ci sono momenti della vita
in cui non stiamo andando avanti.
Stiamo attraversando.

Attraversiamo una perdita,
un cambiamento,
una decisione,
una parte di noi che finisce
e una che ancora non conosciamo.

La Pasqua, in fondo, parla proprio di questo:
non di una vita senza ferite,
ma della possibilità che anche dalle ferite
possa nascere qualcosa di vivo.

Auguro a ciascuno
di avere tempo per i propri passaggi,
rispetto per i propri tempi,
e qualcuno accanto nei tratti di strada più difficili.

Buona Pasqua.
A chi sta iniziando,
a chi sta finendo,
a chi è nel mezzo
e ancora non sa bene dove sta andando.

Indirizzo

Via Cavour, 1
Francavilla Fontana
72021

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00

Telefono

+393667114190

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