07/07/2026
Oggi, dopo 2 mesi di interruzione improvvisa del percorso terapeutico fatto con questo paziente, ho dovuto accettare la sua decisione non condivisa in seduta di sospendere definitivamente il lavoro terapeutico.
Nella gran parte dei percorsi spesso l'interruzione improvvisa, che in clinica si chiama "drop out", avviene per una moltitudine di motivazioni, alcune volte ha a che vedere con la relazione terapeutica stessa e con i meccanismi che ci sono dietro.
Una cosa importante che ho imparato nella mia storia professionale è che è inutile "colpevolizzarsi" professionalmente, ma è doveroso interrogarsi sul processo e su cosa abbiamo imparato da questa esperienza.
Questo paziente mi ha costretto a confrontarmi con 4 temi importanti: - -la paura di essere rifiutata come terapeuta;
- il desiderio di riparare subito;
- la difficoltà di tollerare il ritiro del paziente;
- il confine tra responsabilità e onnipotenza.
Sono temi che ogni terapeuta incontra, e spesso sono quelli che fanno crescere di più.
C'è una frase che mi è rimasta impressa dopo una seduta particolarmente difficile, in cui mi disse:
"È stata una bella seduta."
Secondo me quella frase era autentica. Così come era autentico il fatto che stesse iniziando a fidarsi. Proprio per questo, non mi sorprende che la relazione sia poi entrata in una fase critica.
Le rotture più significative spesso arrivano non quando la terapia va male, ma quando, invece, inizia a toccare qualcosa di veramente importante.
Grazie V. ❤️