07/06/2026
Esplorare i propri confini.
Aprirsi alla possibilità.
Concedersi il permesso di dire “no”.
Ieri si è concluso il ciclo di incontri esperienziali “Dove il corpo disegna l’emozione: corpo, energia e simbolo nel percorso terapeutico”.
È stato un viaggio intenso e trasformativo, in cui il corpo ha smesso di essere soltanto qualcosa da abitare per diventare uno spazio da ascoltare. Nel linguaggio dell’analisi bioenergetica, ogni tensione, ogni respiro trattenuto o liberato, ogni movimento autentico ha raccontato una storia: il bisogno di protezione, il desiderio di contatto, la ricerca di radicamento e vitalità.
Attraverso il mandala, queste esperienze hanno preso forma simbolica. Il cerchio come spazio sicuro, contenitore e possibilità di integrazione. Colori, segni e immagini hanno dato voce a ciò che spesso non trova parole, permettendo all’emozione di trasformarsi in presenza consapevole.
In ogni incontro si è creato uno spazio in cui stare: con sé stessi, con il proprio sentire, e con l’altro. Un luogo in cui il confine non è diventato separazione, ma riconoscimento. Dove il “no” ha potuto esistere accanto al desiderio di apertura, e l’ascolto del corpo ha indicato la strada verso una presenza più autentica.
Grazie a chi ha scelto di esserci, di attraversarsi e di condividere questo movimento vivo di energia, emozione e simbolo.