16/03/2026
L’adolescenza è una fase molto fragile del processo evolutivo. È un passaggio in cui il corpo cambia prima ancora che la mente riesca a realizzarlo. È l’età dello specchio che diventa giudice, nella nostra epoca del confronto continuo con immagini perfette, filtri, modelli irraggiungibili. È il tempo in cui l’identità si costruisce tra desiderio, appartenenza e paura di non essere abbastanza. Dentro questa trasformazione, i disturbi del comportamento alimentare possono insinuarsi subdolamente. Non arrivano urlando ma silenti. Cominciano con una dieta per sentirsi meglio, con una rinuncia “per essere più sani”, con un controllo che rassicura. Poi il controllo cresce, diventa rigido, diventa ossessione, paura, pericolosamente silenzio. Quel silenzio, però, parla e lo fa attraverso il corpo: quando il corpo parla, sta chiedendo aiuto.
Le tematiche che nel Fiocco Lilla 2026 intendiamo affrontare ruoteranno attorno a questo punto cruciale: riconoscere il linguaggio della sofferenza prima che diventi strutturato, che si cronicizzi, prima che si trasformi in isolamento e rischio per la vita. Gli interventi specialistici in programma intendono promuovere una riflessione sull’integrazione multidisciplinare. I disturbi alimentari infatti non sono mai soltanto “un problema di cibo”. Vengono definite patologie complesse che coinvolgono la dimensione psicologica, relazionale, corporea e biologica. Per questo la risposta deve essere integrata.
Per questo il Fiocco si svolge all’interno di un contesto scolastico: la prevenzione inizia nei luoghi in cui gli adolescenti vivono, crescono e si confrontano quotidianamente. Sensibilizzare, informare, prevenire, rappresentano tre funzioni fondamentali quando ci si confronta con problematiche dell'adolescenza.
La giornata del Fiocco Lilla non è soltanto un simbolo, ma un impegno collettivo. Rappresenta la scelta di non lasciare che il silenzio vinca, la volontà di costruire una rete tra professionisti, famiglie, scuole e territorio. È la promessa che ogni segnale sarà ascoltato, che ogni richiesta implicita verrà presa sul serio, che ogni adolescente potrà trovare uno spazio in cui il proprio dolore possa trasformarsi in parola.