19/01/2024
DEVITALIZZAZIONE DI UN DENTE: DI COSA SI TRATTA?
🕒IN BREVE:
🔹Procedura necessaria per il trattamento di elementi pulpitici o necrotici;
🔹Consente il recupero funzionale ed estetico di elementi altrimenti da estrarre attraverso loro successiva ricostruzione o protesizzazione;
🔹Si articola in una serie di fasi:
▪Apertura camerale;
▪Alesaggio canalare;
▪Medicazione intermedia (in caso di forte sintomatologia, necrosi franca o lesioni periapicali attive);
▪Chiusura canalare;
▪Ricostruzione.
👨🏫NEL DETTAGLIO:
Come detto in un precedente post, gli elementi dentari sono cavi, caratterizzati dalla presenza di uno spazio, definito spazio o sistema endodontico, costituito dalla camera pulpare da cui si diramano i canali radicolari, contenente un tessuto riccamente innervato e vascolarizzato: la polpa dentaria. Quando questa dovesse andare incontro ad un quadro di infiammazione irreversibile, la pulpite, o nel caso in cui il dente fosse francamente necrotico, si rende necessaria la sua rimozione per eliminare la sintomatologia correlata. Quadri di infiammazione pulpare e necrosi possono essere correlati a esposizione dello spazio endodontico verso il cavo orale per mezzo di carie penetranti o fratture con perdita di sostanza ed esposizione pulpare, ma anche per traumatismi reiterati nel tempo (il più delle volte correlati a parafunzioni come il bruxismo o il serramento) che danno luogo ad un quadro di necrosi definita “silente”, il più delle volte non preceduta dal classico dolore pulpitico e senza alcuna contaminazione batterica.
La devitalizzazione di un elemento dentario, chiamata anche terapia canalare o cura canalare, consiste proprio nell’accesso e nella rimozione della polpa dentaria in caso di infiammazione di questa o del tessuto necrotico derivante da una polpa degenerata, e successivo riempimento dello spazio endodontico. Si tratta della principale procedura di cui si occupa la branca dell’endodonzia.
È una pratica che consente di recuperare, laddove possibile (in caso di elementi eccessivamente compromessi dal punto di vista strutturale non c’è modo di evitare l’estrazione), un dente altrimenti da estrarre e di ripristinarne estetica e funzione (ricordiamoci che il più delle volte, sebbene non sempre, si tratta di denti con carie destruenti) per mezzo di una ricostruzione conservativa o una corona protesica.
La devitalizzazione di un elemento si articola in una serie di procedure dalla durata variabile:
🔷Apertura della camera pulpare: tramite punte abrasive e frese rotanti si accede alla camera pulpare con l’iniziale pulpectomia camerale, ovvero la rimozione della polpa ivi presente, e si procede con l’individuazione dei canali radicolari;
🔷Alesaggio dei canali radicolari: una volta individuati i canali l’intervento prosegue con la pulpectomia della polpa canalare. I canali devono essere opportunamente sondati fino al loro apice, detersi e sagomati in modo da evitare di lasciare residui pulpari aderenti alle pareti canalari;
🔷Medicazione intermedia: in caso di elementi fortemente sintomatici o francamente necrotici o in caso di lesioni periapicali attive a carattere produttivo potrebbe essere il caso di evitare la chiusura canalare in singola seduta, ma posticiparla dopo un periodo di controllo durante il quale i canali saranno ricolmi di un medicamento intermedio;
🔷Chiusura canalare: dopo opportuna detersione e asciugatura dei canali, questi vengono otturati per mezzo di cemento endodontico e coni di guttaperca, una gomma vulcanizzata inerte, che sigillano in maniera ermetica il tragitto dei canali. Questa fase rappresenta, di fatto, la conclusione della terapia canalare in sé, cui farà seguito la ricostruzione dell’elemento;
🔷Ricostruzione: procedura che fa seguito alla devitalizzazione e che mira al ripristino estetico e funzionale dell’elemento devitalizzato. A seconda dell’entità del quantitativo di tessuto dentale rimanente, può essere necessaria l’inserzione di uno o più perni endocanalari per sostenere e aumentare la ritenzione della ricostruzione stessa, ancorandola all’interno di uno o più canali. Nei casi di ricostruzioni molto estese è consigliabile proteggere il dente per mezzo di una corona protesica.
Eventuali lesioni periapicali presenti, note anche con il termine di granulomi, andranno fisiologicamente incontro a riassorbimento ad opera dello stesso sistema immunitario del paziente nel corso dei mesi successivi alla devitalizzazione.