Dr. Enis Rustemi - Chirurgia protesica mininvasiva e conservativa

Dr. Enis Rustemi - Chirurgia protesica mininvasiva e conservativa Dottor E. Rustemi specialista in protesi mininvasiva all'anca e al ginocchio con conservazione dell'

17/06/2026

No, non puoi rimandarla all’infinito. Se diversi chirurghi hanno diagnosticato una grave coxartrosi e provi dolore, non devi più aspettare.

È una risposta che spiazza, me ne rendo conto, soprattutto quando la paura è tanta e l’idea dell’intervento pesa. Succede spesso: diagnosi di coxartrosi grave, più pareri concordi, ma dentro senti di voler rimandare, adattarti, resistere.

Il problema è che la coxartrosi non resta ferma. È una patologia degenerativa: la cartilagine si consuma progressivamente, il dolore aumenta e i movimenti diventano sempre più limitati. All’inizio magari riesci a gestirla, ma nel tempo iniziano le difficoltà: camminare, salire le scale, anche semplicemente alzarsi da una sedia diventano gesti dolorosi e pieni di limitazioni.

Rimandare troppo significa rischiare di entrare in un circolo difficile: meno ti muovi, più perdi forza e autonomia. E quando il dolore diventa costante, anche a riposo, la qualità della vita cambia in modo importante.

La protesi non è mai una scelta da prendere alla leggera, ma neanche da evitare a tutti i costi. Il punto è il momento giusto: quando il dolore è significativo e la tua vita quotidiana ne risente davvero. È lì che smette di essere una paura e diventa una soluzione.

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15/06/2026

Non tutto il dolore all’inguine ha la stessa origine.

Se il dolore dura da settimane, tende a peggiorare e risponde poco agli antinfiammatori, è importante approfondire la causa.
Una delle possibilità è la coxartrosi, cioè l’usura dell’articolazione dell’anca.

Spesso il dolore compare inizialmente solo in alcuni movimenti, per poi diventare più frequente e limitante.
Per valutarla, nella maggior parte dei casi è sufficiente eseguire una radiografia dell’anca.

Ma attenzione: non sempre il problema è articolare.
Un dolore molto simile può dipendere anche da un’infiammazione del tendine ileopsoas, una struttura coinvolta nei movimenti di flessione dell’anca.

In questi casi il trattamento è completamente diverso e può includere:

- esercizi specifici
- stretching
- fisioterapia mirata
- terapie strumentali
- eventuali infiltrazioni ecoguidate

👉 Sintomi simili non significano necessariamente stessa diagnosi.
Per questo è importante evitare tentativi “casalinghi” o terapie ripetute senza una valutazione specialistica.
Quando invece il dolore e la limitazione diventano importanti nella vita quotidiana e l’artrosi è avanzata, la chirurgia protesica può rappresentare la soluzione definitiva.

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Dottore, ma alla mia età ha ancora senso operarsi?È una domanda che sento ogni giorno e capisco perfettamente da dove na...
12/06/2026

Dottore, ma alla mia età ha ancora senso operarsi?

È una domanda che sento ogni giorno e capisco perfettamente da dove nasce. Quando il dolore diventa parte della quotidianità, è naturale pensare che sia troppo tardi.

In realtà oggi non esiste un’età troppo avanzata in senso assoluto per una protesi. Quello che conta davvero non è quanti anni hai, ma come stai: quanto dolore provi, quanto riesci a muoverti e quanto questo problema sta limitando la tua vita.
Nella mia esperienza, anche pazienti di 80 anni, se ben selezionati, possono tornare a muoversi meglio e recuperare autonomia.

Il punto è un altro: non lasciare che il dolore ti porti a muoverti sempre meno. Perché da lì inizia un circolo vizioso fatto di perdita di forza, rigidità, peggioramento dell’equilibrio e, nel tempo, perdita di indipendenza.

La decisione non si basa sull’età, ma su una valutazione reale della persona. E su una domanda: questo intervento può aiutarti a vivere meglio?

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La tecnologia robotica entra nella chirurgia ortopedica già prima dell’intervento.In alcuni casi si utilizza una TAC ded...
01/06/2026

La tecnologia robotica entra nella chirurgia ortopedica già prima dell’intervento.

In alcuni casi si utilizza una TAC dedicata per ricostruire il ginocchio in 3D.
In altri, la pianificazione avviene direttamente in sala operatoria, senza imaging preoperatorio.

Durante l’intervento, il robot non sostituisce il chirurgo.
Lavora come un sistema di supporto: raccoglie dati, segnala variazioni millimetriche e aiuta a mantenere coerenza con la pianificazione.

Il controllo resta sempre nelle mani del chirurgo, che guida ogni fase. Il punto non è la tecnologia in sé, ma come viene utilizzata: per rendere l’intervento più preciso, più controllato e più adattato al singolo paziente.

Se vuoi capire meglio come funziona davvero la chirurgia robotica, puoi scrivere la tua domanda nei commenti.

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26/05/2026

La via anteriore è una tecnica mininvasiva che consente di raggiungere l’anca passando tra i muscoli, senza sezionarli, con un maggiore rispetto dei tessuti.

Viene utilizzata in pazienti con artrosi avanzata dell’anca che non rispondono più alle terapie conservative, ma anche in alcune condizioni come necrosi avascolare o displasia lieve, quando l’anatomia lo consente.

Trova indicazione soprattutto in pazienti attivi, normopeso, con buona qualità ossea e struttura favorevole.
Al contrario, può risultare meno adatta in presenza di obesità, osteoporosi avanzata, displasie importanti o esiti di fratture.

Dal punto di vista pratico, il rispetto dei tessuti molli si traduce in:
– minore dolore post-operatorio
– sanguinamento più contenuto
– recupero del movimento più rapido nelle prime fasi

La ripresa della deambulazione avviene già nelle prime ore, con una degenza generalmente breve e un ritorno progressivo alle attività quotidiane.

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21/05/2026

Protesi con l’aiuto del robot: è davvero utile?

La chirurgia robotica non significa che una macchina opera al posto del chirurgo. Il robot raccoglie dati anatomici, ricostruisce l’articolazione in 3D e fornisce indicazioni precise durante l’intervento.

Il chirurgo esegue ogni gesto e prende ogni decisione. La tecnologia aiuta a posizionare la protesi in modo più accurato e a rispettare maggiormente i tessuti molli.

Questo ha un effetto: meno trauma sui tessuti che circondano l’articolazione, che sono anche responsabili del dolore post-operatorio.

Di conseguenza, il recupero nelle prime fasi può risultare più rapido e più controllato.

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19/05/2026

Dopo una protesi, anche la gestione della ferita segue modalità diverse tra anca e ginocchio.

Nella protesi d’anca, si utilizzano spesso suture intradermiche: i punti restano sotto pelle e vengono coperti da una pellicola protettiva che si rimuove dopo circa 21 giorni, senza necessità di togliere punti esterni.

Nel ginocchio, invece, la cute è più delicata e soggetta a tensione durante il movimento. Per questo si utilizzano più frequentemente graffette, che vengono rimosse dopo circa 21 giorni.

La rimozione può dare un leggero fastidio, ma dura pochi secondi ed è ben tollerata.

Hai dubbi sulla gestione della ferita dopo un intervento? Poni le tue domande nei commenti.

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14/05/2026

Dopo una protesi può capitare di sentire il ginocchio o l’anca “pesanti” o un po’ rigidi anche a distanza di mesi. Se l’impianto è posizionato correttamente, un dolore sordo, non acuto, può accompagnare il percorso fino a circa un anno.

Questo succede perché i tessuti devono adattarsi alla nuova articolazione e il recupero è progressivo.

Se invece il dolore diventa intenso, puntorio o localizzato in modo preciso, oppure persiste oltre l’anno, è utile approfondire.

In questi casi si procede con:
– visita ortopedica
– scintigrafia con leucociti marcati (intorno a un anno e solo con febbre)

per capire l’origine del disturbo e valutare il percorso più adatto.

Che tipo di sensazione senti quando pensi alla tua articolazione?

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07/05/2026

Dopo un’infiltrazione può capitare che il dolore aumenti nei primi giorni.

Si tratta di una reazione possibile dell’articolazione, legata al farmaco e alla risposta dei tessuti.

Nella maggior parte dei casi è una fase temporanea, che tende a risolversi spontaneamente nel giro di pochi giorni. Una terapia antinfiammatoria può aiutare a controllare il fastidio.

Se il dolore persiste o si intensifica nel tempo, è sempre utile confrontarsi con lo specialista.

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Gallarate
21013

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