12/08/2025
𝗘𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗼, 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗻𝗲𝘀𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮: 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱𝗶𝗴𝗺𝗮 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼
Oggi più che mai si parla di esercizio fisico e attività fisica in riferimento al benessere, alla salute e alla prevenzione. È diventato un tema centrale in qualsiasi discorso che abbia a che fare con la qualità della vita.
Ma cosa significa davvero fare esercizio fisico per la salute❓E soprattutto: chi è oggi il professionista abilitato e formato per somministrarlo in modo scientifico, soprattutto in contesti clinici e cronici❓
𝗟’𝗲𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗳𝗶𝘁𝗻𝗲𝘀𝘀. 𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮. 𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗹𝗼 “𝗺𝘂𝗼𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗳𝗮 𝗯𝗲𝗻𝗲”.
✅ È una vera e propria strategia terapeutica, e deve essere trattata come tale.
𝗔𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗮, 𝗔𝗙𝗔 𝗲𝗱 𝗘𝗙𝗔: 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮
Spesso sentiamo usare i termini attività fisica ed esercizio fisico come se fossero la stessa cosa. In realtà, secondo la comunità scientifica, non sono sinonimi: indicano concetti diversi e con applicazioni specifiche.
𝗔𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗮 (𝗔𝗙) È qualsiasi movimento del corpo che richiede energia: dal camminare al fare le scale, dal ballare al fare giardinaggio. È parte della nostra vita quotidiana e contribuisce al benessere generale, anche senza essere organizzata in una “sessione di allenamento”.
𝗔𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗮 𝗮𝗱𝗮𝘁𝘁𝗮𝘁𝗮 (𝗔𝗙𝗔) È un’attività studiata e strutturata per persone con patologie croniche stabilizzate. Si svolge spesso in gruppo, sotto supervisione, e ha l’obiettivo di mantenere o migliorare la salute senza stressare l’organismo. Un esempio❓ Programmi di movimento per chi ha problemi cardiovascolari o osteoarticolari, svolti in centri specializzati o strutture sanitarie.
𝗘𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗼 𝗮𝗱𝗮𝘁𝘁𝗮𝘁𝗼 (𝗘𝗙𝗔) 𝗘̀ 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲: un intervento mirato e personalizzato, pianificato come 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮 “𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗮𝗿𝗺𝗮𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮”. Può essere individuale o in piccoli gruppi e ha obiettivi ben precisi: prevenire, rallentare o gestire una malattia, migliorare la funzionalità fisica, la qualità della vita e l’autonomia.
A Strutturare e guidare l’EFA è il Chinesiologo magistrale AMPA, un laureato magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (classe LM-67). È un professionista formato per lavorare con persone che convivono con patologie croniche, disabilità o condizioni cliniche particolari, usando il movimento come strumento di salute e prevenzione. 𝗦𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗮𝗳𝗳𝗶𝗻𝗰𝗵𝗲́ 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝘀𝗶𝗮 𝗮𝗹 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝘀𝘂 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗰𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮
𝗟’𝗲𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮: 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗹𝗼 𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲
Le evidenze scientifiche sono schiaccianti, l’esercizio fisico è una terapia efficace, a basso costo e ad elevato profilo di sicurezza (con rarissimi effetti collaterali sistemici, se adeguatamente prescritto e monitorato). Non è un’opinione: è una certezza confermata da migliaia di studi, da società scientifiche internazionali (ACSM), linee guida europee e italiane, e da tutte le politiche sanitarie moderne.
🫀 In cardiologia, per esempio, è dimostrato che una singola seduta di esercizio induce una riduzione acuta della pressione arteriosa (post‑exercise hypotension) compresa tra 5–8 mmHg (sistolica e diastolica), che può protrarsi fino a 24 h (“giorno stesso della somministrazione dell’attività”).
𝗠𝗮 𝗲̀ 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗼𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶: miglioramento del tono vascolare, riduzione della rigidità arteriosa (stiffness vascolare), aumento della frazione di eiezione nei soggetti con scompenso, diminuizione della frequenza cardiaca a riposo e miglioramento generale della qualità della vita. Inoltre, le linee guida ACSM raccomandano un’attività aerobica moderata per 90–150 minuti a settimana (20–30 min al giorno, la maggior parte, o idealmente tutti, i giorni), da sola o in combinazione con esercizi di resistenza, per massimizzare l’effetto antiipertensiv
E non si parla solo di post-intervento chirurgico o di riabilitazione cardiologica classica: anche nella prevenzione primaria e secondaria, l’intervento del chinesiologo AMPA è determinante, soprattutto in soggetti con ipertensione, dislipidemie, obesità, sindrome metabolica.
Le malattie neurodegenerative: un altro fronte cruciale
𝗟𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝘃𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗼 𝗻𝗲𝘂𝗿𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼. L’esercizio fisico adattato ha un ruolo chiave nelle demenze, nel Parkinson, nella sclerosi multipla, nei quadri di parkinsonismo atipico, nella PSP-PSP-P
In questi casi, il movimento non è solo utile: è terapeutico. Agisce sulla neuroplasticità, rallenta il declino motorio, migliora l’equilibrio, l’autonomia e le funzioni cognitive residue.
𝗠𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗻𝗼𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝗲𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘇𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗮𝗱𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶. Non basta far muovere le persone.
Serve una conoscenza profonda della fisiologia, della patologia e delle risposte adattative al carico. È per questo che l’esercizio terapeutico in ambito neurologico non può essere improvvisato: va somministrato da un professionista che ha studiato per farlo, con metodo e responsabilità. Questo professionista è il chinesiologo AMPA.
Fisioterapista e chinesiologo: non è una guerra, è una sinergia
𝗜𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮, 𝗽𝘂𝗿𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼, 𝗿𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗲𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲: il chinesiologo è visto da molti come un “professore di ginnastica evoluto”, mentre al fisioterapista viene attribuito il monopolio dell’intervento motorio sulla persona con patologia.
Ma le cose non stanno così. I ruoli sono complementari, non sovrapposti.
𝗜𝗹 𝗙𝗶𝘀𝗶𝗼𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝘀𝘁𝗮 lavora in fase acuta e subacuta, nel trattamento riabilitativo, nel recupero funzionale post-operatorio o post-trauma.
𝗜𝗹 𝗖𝗵𝗶𝗻𝗲𝘀𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗼 interviene in fase stabilizzata, quando la persona può — e deve — essere accompagnata nel percorso di miglioramento della sua condizione fisica e funzionale con un lavoro a medio e lungo termine, strutturato e misurabile.
🤝 𝗟𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝘂𝗹𝘁𝗶𝗱𝗶𝘀𝗰𝗶𝗽𝗹𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗲̀ 𝗹’𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝗿𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲. Ed è proprio nella presa in carico condivisa e nella gestione cronica che il sistema sanitario può cambiare marcia.
𝗜𝗹 𝗽𝗲𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗼𝗻𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀: 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼, 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗲𝗱 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗼
💰 Oltre l’80% della spesa sanitaria italiana è destinata alla gestione delle malattie croniche non trasmissibili: diabete, ipertensione, BPCO, osteoartrosi, malattie cardiovascolari, sindromi metaboliche.
Eppure sappiamo che gran parte di queste patologie può essere prevenuta e contenuta attraverso programmi strutturati di esercizio fisico.
𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗵𝗶𝗻𝗲𝘀𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗼 𝗔𝗠𝗣𝗔 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗮𝘁𝗼 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮.
E allora la domanda è: perché non viene ancora riconosciuto come professionista sanitario o para-sanitario nel nostro ordinamento❓
Perché dobbiamo continuare a far finta che la soluzione non esista❓
Serve un cambio di paradigma❗️
È arrivato il momento di fare un cambio di rotta culturale, politico e istituzionale.
Serve una riforma che riconosca la chinesiologia come disciplina applicata alla prevenzione e al supporto terapeutico.
Serve una strategia nazionale che integri il chinesiologo nei percorsi di cura, come già avviene nel Regno Unito, in Australia, in Canada, dove esiste il Clinical Exercise Physiologist come figura stabilmente inserita nel sistema sanitario.
𝗟𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗮 𝗗𝗶𝗮𝗯𝗲𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗹’𝗮𝘃𝗲𝘁𝗲 𝗺𝗮𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮❓
In ambito metabolico, la situazione è ancora più urgente. Il diabete di tipo 2 è in crescita costante. L’obesità è entrata nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Sempre più spesso si parla di “diabesità”, una crasi che racconta perfettamente la natura sinergica di due epidemie moderne.
Eppure, la risposta del sistema sanitario resta debole. L’intervento precoce con esercizio fisico adattato può ridurre i farmaci, prevenire le complicanze, migliorare la qualità di vita.
Chi può farlo, se non il chinesiologo specializzato❓
Quindi chi è davvero il chinesiologo❓
𝗜𝗹 𝗖𝗵𝗶𝗻𝗲𝘀𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗼 𝗲̀ 𝗹’𝗮𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮𝗻𝘁𝗲 🔗
Il Chinesiologo vuole lavorare in squadra, rispettando le competenze di ciascuno, per il bene della persona.
Noi non ci occupiamo di terapia farmacologica. Non manipoliamo. Non facciamo riabilitazione.
Noi somministriamo esercizio fisico su base scientifica, su indicazione medica, con protocolli specifici, adattati al singolo.
Serve coraggio. Serve visione. Serve il riconoscimento di un ruolo che, nei fatti, già esiste, ma che le norme ancora non tutelano.
Nel manifesto universitario ci viene detto che, una volta conseguita la laurea magistrale e completato il percorso formativo, possiamo operare in ambito clinico, terapeutico e sanitario: negli ospedali, negli hub territoriali, nelle cliniche pubbliche e private, nelle RSA e in tutti quei contesti dove sono richieste competenze specifiche in ambito motorio-terapeutico, sotto la responsabilità di un professionista laureato del movimento.
Eppure, la realtà è un’altra.
Cosa succede se l’Università ci ha “venduto” un’idea che, al momento dell’esame di Stato, non trova un reale sbocco lavorativo❓
Come la mettiamo, a livello legale, con un titolo accademico che abilita sulla carta, ma non nei fatti❓
È tempo di agire. E di farlo una volta per tutte, insieme