Dott.ssa Rosa Curci Nutrizionista

Dott.ssa Rosa Curci Nutrizionista Biologa Nutrizionista, Dottore di Ricerca in Metodologie molecolari e morfo-funzionali applicate all’esercizio fisico.

Esperta in Nutrizione per la Procreazione Medicalmente Assistita e infertilità.

02/09/2026

Lei aveva fatto centomila esami.
Lui uno spermiogramma.

Non è una provocazione contro gli uomini. È una domanda sul modo in cui, ancora troppo spesso, viene letta una storia di infertilità.

Se l’embrione nasce da due gameti, anche il ragionamento deve riguardare entrambi.

Non significa cercare un nuovo colpevole. Significa smettere di interrogare continuamente un solo corpo e iniziare a rileggere davvero la storia della coppia.

Da qui nasce questa nuova serie:

Lei aveva fatto centomila esami. Lui uno spermiogramma.
Storie vere. Domande dimenticate.

Nel prossimo episodio partiamo proprio da lui: gli spermatozoi che potreste utilizzare fra tre mesi si stanno formando oggi.

Seguimi per il prossimo episodio.

01/09/2026

Eliminare il patogeno non significa che il microbiota abbia già recuperato il proprio equilibrio.

L’eradicazione del patogeno, può modificare il microbiota intestinale, urogenitale e potenzialmente quello endometriale. Per questo, dopo il trattamento, è importante valutare ciò che è realmente cambiato: eventuali sintomi di disbiosi, risposta alla terapia e necessità di un supporto nutrizionale e microbico personalizzato.

Il ruolo del microbiota endometriale negli esiti riproduttivi è promettente e in evoluzione: non esiste un probiotico adatto a tutte.

Riequilibrare significa partire dalla storia clinica, dagli esami e dalle terapie ricevute, collaborando con gli specialisti di riferimento.

Seguimi per scoprire quali aspetti del microbiota valutare dopo la terapia e prima di un nuovo tentativo di PMA.

31/08/2026

L’endometrite, spesso confusa con l’endometriosi e’ un’infiammazione silenziosa dell’endometrio, nel reel ti spiego cos’è e come affrontarla.

Hai una diagnosi di endometrite cronica e vuoi capire come si inserisce nel tuo percorso PMA? In consulenza guardiamo la tua storia clinica nel suo insieme, per individuare i fattori modificabili su alimentazione e microbiota e aiutare il tuo endometrio a riequilibrarsi. link in bio

30/08/2026

Hai letto “lattobacilli bassi” o “assenti” e hai subito cercato un probiotico?

Prima di decidere cosa assumere, bisogna capire che cosa significhi realmente quel risultato nella tua storia clinica e riproduttiva.

Un referto non deve essere “riempito” di batteri: deve essere interpretato.

Puoi ascoltare il podcast completo su Substack.

Puoi leggere l’approfondimento scientifico sul mio blog.

Trovi entrambi i link nelle storie

Contenuto divulgativo: non sostituisce la valutazione del ginecologo o del centro PMA

29/08/2026

LA DOMANDA GIUSTA
Ep. 1 • Parte 5

Per iniziare una gravidanza non basta ovulare e non basta nemmeno che avvenga la fecondazione.

Ma cosa succede dopo?

Non tutti gli ovociti fecondati riescono a svilupparsi fino allo stadio di blastocisti.

Questo può dipendere da diversi fattori, tra cui:
• alterazioni cromosomiche dell’embrione;
• competenza biologica dell’ovocita;
• competenza biologica dello spermatozoo;
• altri fattori che possono compromettere le prime divisioni cellulari.

Anche quando si forma un embrione competente, la gravidanza non è ancora garantita.

Perché l’impianto richiede l’incontro tra due condizioni fondamentali:

- un embrione biologicamente competente;
- un endometrio realmente recettivo nel momento giusto.

Se questa sincronia viene meno, l’impianto può non avvenire.

Tra i fattori che possono interferire con questa fase ci sono, ad esempio:

• alterazioni della cavità uterina;
• infiammazione cronica dell’endometrio;
• alterazioni del microbiota;
• altri fattori biologici che meritano un’attenta valutazione clinica.

È proprio per questo che, soprattutto dopo transfer negativi ripetuti non basta chiedersi se l’embrione fosse “bello”.

È necessario capire se esistevano davvero tutte le condizioni biologiche perché quell’embrione potesse impiantarsi.

È questo il tipo di ragionamento che guida il mio lavoro: analizzare la storia clinica e i fattori biologici modificabili che possono ancora essere valutati e ottimizzati, collaborando con ginecologi, embriologi, andrologi e gli altri specialisti coinvolti nel percorso.

Segui la serie “La domanda giusta”: nel prossimo episodio parleremo di cosa accade quando l’embrione raggiunge l’utero e inizia la fase dell’impianto.

24/08/2026

La terapia è terminata. Ma che cosa è successo al microbiota?

Quando viene identificato un patogeno associato all’endometrite cronica, la terapia antibiotica può essere necessaria.

Tuttavia, gli antibiotici non agiscono esclusivamente sul microrganismo da eliminare: possono modificare anche gli equilibri microbici, soprattutto a livello intestinale e potenzialmente nel tratto riproduttivo.

Per questo, dopo il trattamento, il ragionamento non dovrebbe fermarsi a:

“Ho preso l’antibiotico.”

Bisogna valutare:

• se l’infezione è stata effettivamente risolta;
• se persistono sintomi compatibili con una disbiosi;
• come sostenere il microbiota intestinale dopo la terapia;
• se siano necessari ulteriori controlli indicati dal ginecologo;
• quale supporto nutrizionale sia appropriato per quello specifico caso.

Il ruolo del microbiota endometriale e della predominanza dei lattobacilli negli esiti riproduttivi è un campo promettente, ma ancora in evoluzione.

Non esiste quindi un probiotico adatto a tutte né un protocollo universale.

Il mio lavoro non consiste nel prescrivere l’antibiotico, ma nel ricostruire ciò che è accaduto prima, durante e dopo la terapia, integrando storia clinica, sintomi, esami e percorso riproduttivo.

Perché eliminare un patogeno e recuperare un equilibrio biologico non sono la stessa cosa.

Seguimi: nei prossimi contenuti approfondiremo gli altri passaggi da valutare dopo un’endometrite e prima di ripartire con un nuovo tentativo di PMA.

Nell’ultimo mese ho incontrato in studio diverse donne che avevano appena ricevuto un’indicazione inattesa: l’ovodonazio...
22/08/2026

Nell’ultimo mese ho incontrato in studio diverse donne che avevano appena ricevuto un’indicazione inattesa: l’ovodonazione.

Per alcune è stato un vero shock.

Erano convinte di avere ancora buone probabilità di ottenere una gravidanza con i propri ovociti, anche in età materna avanzata. Una convinzione alimentata anche da una comunicazione mediatica incompleta.

Vediamo donne diventare madri a 45, 48 o 50 anni, ma quasi mai ci viene spiegato come sia iniziata quella gravidanza: spontaneamente, con ovociti propri prelevati in quel momento, con ovociti congelati anni prima oppure attraverso ovodonazione?

Sono situazioni biologicamente molto diverse.

La PMA può superare numerosi ostacoli riproduttivi, ma non può ringiovanire gli ovociti. Anche la crioconservazione non è un’assicurazione sulla maternità: le probabilità dipendono soprattutto dall’età al congelamento e dal numero di ovociti conservati.

Salute metabolica, infiammazione, stile di vita ed esposizioni ambientali possono influenzare la salute riproduttiva e rappresentano fattori sui quali, quando necessario, possiamo intervenire.

Ma non compensano il declino ovocitario legato all’età.

Una gravidanza spontanea a 45 anni può avvenire. Tuttavia, raccontare un evento possibile come se fosse altamente probabile produce aspettative irrealistiche e può ritardare decisioni importanti.

Informare non significa togliere speranza.

Significa permettere alle donne di distinguere una possibilità biologica da una probabilità reale e di compiere scelte consapevoli quando hanno ancora il tempo per farlo.

Salva il post e condividilo con una donna che dovrebbe ricevere oggi questa informazione, non quando le possibilità si saranno già ridotte.

20/08/2026

La letteratura scientifica suggerisce che, per la salute dell’endometrio, non sia sufficiente eliminare il patogeno: è importante considerare anche il recupero di un ecosistema microbico compatibile con la fisiologia endometriale.

È un ambito ancora in evoluzione, ma la fase successiva alla terapia merita attenzione: non significa assumere un probiotico qualsiasi, bensì valutare ciò che è realmente cambiato e ciò che deve ancora essere riequilibrato.

Nei prossimi contenuti vedremo come valutare il recupero del microbiota dopo la terapia e quali altri fattori biologici modificabili considerare prima di un nuovo tentativo di PMA.

Dopo una terapia finalizzata a eradicare un patogeno, in Pma il lavoro sul microbiota non è necessariamente concluso.  R...
18/08/2026

Dopo una terapia finalizzata a eradicare un patogeno, in Pma il lavoro sul microbiota non è necessariamente concluso.


Riequilibrarlo non significa assumere un probiotico qualsiasi, ma partire dalla storia clinica, dagli esami eseguiti e dalle terapie ricevute, integrando la valutazione con quella degli specialisti di riferimento.

Il microbiota è solo uno dei fattori biologici modificabili da considerare. Nei prossimi post vedremo quali altri passaggi valutare dopo un transfer negativo e prima di affrontare un nuovo tentativo.

Salva questo post e seguimi per non perdere i prossimi passaggi!

Indirizzo

Via Matteotti
Ginosa
74032

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