22/08/2026
Nell’ultimo mese ho incontrato in studio diverse donne che avevano appena ricevuto un’indicazione inattesa: l’ovodonazione.
Per alcune è stato un vero shock.
Erano convinte di avere ancora buone probabilità di ottenere una gravidanza con i propri ovociti, anche in età materna avanzata. Una convinzione alimentata anche da una comunicazione mediatica incompleta.
Vediamo donne diventare madri a 45, 48 o 50 anni, ma quasi mai ci viene spiegato come sia iniziata quella gravidanza: spontaneamente, con ovociti propri prelevati in quel momento, con ovociti congelati anni prima oppure attraverso ovodonazione?
Sono situazioni biologicamente molto diverse.
La PMA può superare numerosi ostacoli riproduttivi, ma non può ringiovanire gli ovociti. Anche la crioconservazione non è un’assicurazione sulla maternità: le probabilità dipendono soprattutto dall’età al congelamento e dal numero di ovociti conservati.
Salute metabolica, infiammazione, stile di vita ed esposizioni ambientali possono influenzare la salute riproduttiva e rappresentano fattori sui quali, quando necessario, possiamo intervenire.
Ma non compensano il declino ovocitario legato all’età.
Una gravidanza spontanea a 45 anni può avvenire. Tuttavia, raccontare un evento possibile come se fosse altamente probabile produce aspettative irrealistiche e può ritardare decisioni importanti.
Informare non significa togliere speranza.
Significa permettere alle donne di distinguere una possibilità biologica da una probabilità reale e di compiere scelte consapevoli quando hanno ancora il tempo per farlo.
Salva il post e condividilo con una donna che dovrebbe ricevere oggi questa informazione, non quando le possibilità si saranno già ridotte.