08/05/2026
ALIMENTAZIONE E MALATTIE AUTOIMMUNI
Una malattia autoimmune è caratterizzata da una disfunzione del sistema immunitario che induce l’organismo ad attaccare i propri organi e tessuti. Esistono numerose malattie autoimmuni.
Fra le più diffuse, ricordiamo la malattia di Graves, l’artrite reumatoide, la tiroidite di Hashimoto, il diabete mellito di tipo 1, il lupus eritematoso sistemico (lupus) e la vasculite. Altri disturbi ritenuti di origine autoimmune sono il morbo di Addison, la polimiosite, la sindrome di Sjögren, la sclerosi sistemica progressiva e molti casi di glomerulonefrite (infiammazione dei reni).
Al momento, le precise ragioni per cui il sistema immunitario, in una malattia autoimmune, si rivolta contro l’organismo sono sconosciute e oggetto di dibattito scientifico. Su molte di queste patologie, l’intervento nutrizionale, coadiuvato da una nutrizionista, può essere fondamentale nella riduzione della sintomatologia e quindi nel miglioramento della qualità della vita.
Controllo delle infiammazioni
Nonostante ogni malattia sia un caso a sé stante, con manifestazioni diverse che vanno di volta in volta valutate, il minimo comune denominatore è l’infiammazione organica, che spesso impedisce la regressione dei sintomi, accentuando stanchezza, gonfiore, dolori articolari e alterazioni dei valori negli esami ematici.
Proprio il controllo dell’infiammazione è uno dei cardini dell’approccio nutrizionale alle malattie autoimmuni, svolto dal nutrizionista, solitamente articolato come segue:
• Il controllo del carico glicemico dei pasti, per ridurre gli sbalzi di glicemia e quindi la produzione di insulina
• L’eliminazione di alimenti proinfiammatori.
• L’introduzione di alimenti antiinfiammatori
Controllo del carico glicemico
Per evitare picchi glicemici e conseguenti picchi di insulina, che stimolano il perpetuare di stati infiammatori, è necessario che i pasti siano ben bilanciati.
Oltre a scegliere carboidrati a basso carico glicemico, come ad esempio i cereali integrali in chicchi, è opportuno abbinarli a fonti proteiche (animali di buona qualità o vegetali e/o di grassi buoni, come olio extravergine di oliva o frutta secca) attenzione però alle quantità, perché anche un eccesso di carboidrati, può essere coinvolto in meccanismi proinfiammatori.
L’indice glicemico di un pasto dipende soprattutto dalla composizione degli alimenti: aumenta se un pasto è composto solo da cibi ricchi di carboidrati. Diminuisce invece se il pasto contiene anche grassi, proteine e fibre.
Alimenti pro-infiammatori
Gli alimenti pro-infiammatori sono quelli che per le loro caratteristiche hanno la possibilità di peggiorare lo stato d’infiammazione. In genere si tratta di alimenti industriali molto elaborati che contengono tra gli ingredienti oltre a grassi saturi e colesterolo, anche additivi, coloranti, dolcificanti ed esaltatori di sapidità. All’interno di un’alimentazione equilibrata può essere utile prediligere alimenti antinfiammatori, in particolare per le persone a cui sono state già diagnosticate o quando c’è il rischio di sviluppare patologie autoimmuni.
L’invito del nutrizionista è sempre quello di consumare più cereali, meglio se integrali, prediligere l’olio d’oliva extravergine, mangiare cinque porzioni di frutta e verdura fresca al giorno, l’utilità del consumo, anche se moderato, di frutta secca (mandorle, noci) e la limitazione di tutti gli alimenti industriali.
Alimenti anti-infiammatori
Attraverso un’alimentazione corretta, supportati da un nutrizionista, è possibile modificare il decorso delle malattie autoimmunitarie, ridurre l’intensità ed il numero dei disturbi fisici ad esse correlate, allungare i periodi di benessere, diminuire le fasi di riacutizzazione e migliorare la prognosi.
Le indicazioni alimentari in corso di patologie autoimmunitarie, consistono nel basare la propria dieta su cibi di origine vegetale (cereali, legumi, verdura, frutta, semi, noci), preferire preparazioni semplici, scegliere alimenti non conservati o troppo elaborati, consumare in abbondanza cibi ricchi di vitamine ed acidi grassi polinsaturi.
Attenzione però che alcuni vegetali possono non essere adatti in alcune patologie, è il caso delle solanacee (pomodori, melanzane, peperoni, patate ecc ) e, nel caso specifico delle tiroiditi, delle brassicacee (cavoli, cavoletti, cavolfiore ecc).
Se anche tu soffri di una patologia autoimmune e vuoi imparare a gestire meglio l'infiammazione anche attraverso l'approccio nutrizionale contattami e prenota una consulenza nutrizionale. Elaborerò il piano alimentare fatto apposta per te 😉