31/08/2026
Perché ho voluto pubblicare un video sul decreto legislativo 62/2024, che è un video sintetico, troppo sintetico?
I concetti medici, psicologici, sociali e amministrativi non sono nuovi, così come i paradigmi di riferimento non sono nuovi.
Già,mentre ero studentessa universitaria, si parlava di rete dei servizi, di collaborazioni e concertazioni di Enti pubblici e Associazioni del Terzo settore per operare nell’ambito delle disabilità.
Nel 2001 è stato introdotto l’ICF per la valutazione del funzionamento, della disabilità e della salute nell’ottica bio-psicosociale per valutare la salute della persona.
Quindi nell’ambito del funzionamento globale della persona erano interconnesse le componenti biologiche, psiche e sociali che incidevano sulla qualità della vita e sulla possibilità di sviluppo e di realizzazione individuale.
La disabilità era dovuta all’interazione negativa tra le menomazioni, le patologie e i limiti in relazione all’ambiente in cui vive la persona.
Se nell’ambiente sono presenti barriere (che non si intendono solo quelle architettoniche, ma anche barriere culturali, sociali, lavorative, scolastiche, normative, amministrative, logistiche e tecnologiche; oggi si è introdotto anche il concetto di barriere digitali), la persona vive uno svantaggio nelle possibilità di una vita che tuteli la sua dignità, le pari opportunità e lo sviluppo delle sue potenzialità.
Nel 2000 lavoravo in centro residenziale per persone con disabilità, già si utilizzavano la diagnosi funzionale, il profilo dinamico funzionale e il piano educativo individualizzato ( Il Pei non era utilizzato solo nella scuola ma anche nelle strutture riabilitative).
Quindi i servizi del terzo settore in concertazione con l’ASL, con i servizi sociali, con la scuola operavano per il raggiungimento degli obiettivi del Progetto di Vita.
Il tema del Progetto di vita già esisteva all’interno della legge quadro 328/2000, in cui si dava valore all’interdisciplinarietà, alla cooperazione di tutti i servizi per la realizzazione del Progetto di vita globale della persona.
Il problema era che ancora i diversi Enti avevano le proprie criticità economiche, organizzative e burocratiche, quindi la persona con disabilità si trovava in un’odissea di attese di riconoscimento dei suoi diritti.
Ogni persona con disabilità e la rispettiva famiglia dovevano fare “spola” tra gli Enti per richiedere il riconoscimento dei propri diritti e dovevano fare battaglie legali.
Nel 2016 ( quindi parliamo di 10 anni fa) uscì la sentenza n. 275 del 2016 della Corte Costituzionale, in cui il Giudice ha sancito il principio fondamentale secondo cui «è la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l'equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione».
Vale a dire che l’Ente pubblico non può dichiarare che non ha risorse economiche per erogare i servizi, ma deve organizzare il bilancio garantendo i diritti incomprimibili della persona.
Riguardo al concetto di Accomodamento ragionevole si collega al concetto di Inclusione che già si inseriva in ambito legislativo negli anni 2000. ( quindi 26 anni fa).
Si diffondeva il paradigma che non è la persona che deve adattarsi in un ambiente, ma è l’ambiente che deve essere dotato di accessibilità, di interventi e strumenti per tutte le disabilità.
L’accessibilità e le pari opportunità devono già essere strutturati in tutti gli ambienti a prescindere che sia presente la persona con disabilità.
Ad esempio non si deve aspettare che entri in un ambiente una persona con ridotta mobilità fisica per accorgersi delle barriere; tale situazione lede la dignità della persona che deve dichiarare la propria patologia per ottenere un diritto.
Gli ambienti tutti (pubblici e privati) devono essere già strutturati e organizzati affinché sia garantita l’accessibilità per tutti. Quindi oltre all' abbattimento delle barriere architettoniche, devono essere presenti segnali visivi per i non udenti, segnali tattili per i non vedenti, materiale semplificato per le persone con difficoltà intellettive, mediatori culturali e linguistici per le persone straniere etc.
Su questo punto vorrei aggiungere anche un parere professionale, in tutti gli ambienti proporrei la presenza di un mediatore psicologo, in quanto spesso gli operatori di una struttura pubblica, oppure di aziende e imprese private si trovano a dovere interagire con persone con problematiche psicologiche ed emotive. Non è raro riscontrare e osservare modalità aggressive e derisorie nei confronti di persone con fragilità psichiche. Anche in contesti di vita quotidiana quali negozi, ristoranti etc.
L’Accomodamento ragionevole riguarda invece l’adattamento ulteriore di nuovi interventi per casi specifici non compresi nell’accessibilità generale.
Un altro punto importante riguarda l’ottica per cui solo con diagnosi accertata ai sensi della legge 104/1992 si ha diritto ad interventi di inclusione sociale, scolastica, educativa e lavorativa.
Nella scuola la direttiva ministeriale del 2012 introduceva la terminologia Bisogni educativi speciali, secondo cui gli alunni possono presentare difficoltà e ostacoli nel percorso scolastico, pur non presentando una diagnosi accertata ai sensi della legge 104.
Quindi già nella scuola è implementata l’ottica dell’inclusione per tutti, senza aspettare l’iter della visita specialistica, della commissione di valutazione dell’Inps e così via.
Nel decreto legislativo 62/2024 intravedo un movimento che vada oltre l’accertabilità diagnostica e dell’invalidità.
Ancora in questo senso non è chiaro perché l’Inps e l’Asl valuteranno in base alle diagnosi accertate.
Però intravedo delle possibilità di inclusione per tutti anche in ambito sanitario e sociale.
Ho iniziato a lavorare nel 2000, ho lavorato con le disabilità, a volte direttamente a volte indirettamente, per 26 anni.
Nel decreto legislativo 62/2024 ho percepito, in qualità di operatore sanitario privato, che ci saranno possibilità di cambiamenti concreti e soprattutto ho rilevato una direttiva di semplificazione burocratica per contrastare gli ostacoli dovuti alla burocrazia attuale italiana che considero farraginosa, dispendiosa, lenta e parcellizzata.