Fisioterapia Sport Gorizia Grazzina

Fisioterapia Sport Gorizia Grazzina Fisioterapista a Gorizia. Il tuo recupero è il nostro obiettivo.

Mi occupo di riabilitazione ortopedica e sportiva, aiutando atleti e pazienti a superare il dolore e migliorare le performance con trattamenti evidence-based. Fisioterapia a Gorizia
una risposta completa, efficace e sicura alle tue esigenze di riabilitazione e di recupero della forma fisica. Affidabilità, efficacia, comfort e assistenza costante
Tutto il necessario per garantirti la risposta scien

tificamente più corretta per il tuo percorso riabilitativo atto a minimizzare i tempi di recupero e a “farti stare bene” mentre ci prendiamo cura del tuo benessere.

Il padrino dei carboidrati:quando la paziente cuoca ti porta grissini fatti in casa non puoi che assaggiarli subito :-)
15/06/2026

Il padrino dei carboidrati:

quando la paziente cuoca ti porta grissini fatti in casa non puoi che assaggiarli subito :-)

"Nuovo tassello fondamentale per la mia formazione: concluso il corso di neurofisiologia su rimodellamento e sovraccaric...
14/06/2026

"Nuovo tassello fondamentale per la mia formazione: concluso il corso di neurofisiologia su rimodellamento e sovraccarico!" 🧩📚
Docente Saad Youssef

🏆 Due anni, due titoli mondiali: un traguardo storico! 🌍⛵️Complimenti immensi a Elisa Boschin per essersi confermata Wor...
11/06/2026

🏆 Due anni, due titoli mondiali: un traguardo storico! 🌍⛵️

Complimenti immensi a Elisa Boschin per essersi confermata World Champion all'ILCA 6 Women’s Master World Championship! Dopo lo splendido trionfo del 2025, Elisa si è ripetuta quest'anno, dominando la classifica e conquistando un magnifico oro nelle complesse e tattiche acque di Atene per l'edizione 2026. 🥇🇮🇹🇬🇷

Dietro a una doppietta mondiale di questa portata non c'è solo un immenso talento in acqua, ma anche un grandissimo lavoro a terra. Come suo fisioterapista, affiancarla in questo biennio d'oro è stato un privilegio. Nel percorso di preparazione portato avanti insieme in studio a Gorizia, abbiamo lavorato intensamente per ottimizzare la sua condizione atletica, curare il recupero muscolare e far sì che il suo corpo rispondesse al 100% allo stress di regate lunghe e fisicamente logoranti.

La fisioterapia moderna assomiglia a questa finestra.​Da una parte ci siamo noi, con i nostri protocolli. Dall’altra il ...
10/06/2026

La fisioterapia moderna assomiglia a questa finestra.
​Da una parte ci siamo noi, con i nostri protocolli. Dall’altra il corpo umano: un mare vasto, complesso e mai scontato. Per molto tempo abbiamo creduto che la riabilitazione fosse rigidamente meccanica: a un danno tissutale corrisponde un dolore, come in un ingranaggio da aggiustare.
​Poi abbiamo allargato lo sguardo sul sistema nervoso e scoperto qualcosa di spiazzante: il dolore può persistere anche quando il danno è guarito, i compensi motori prendono vie inaspettate, e il recupero non segue quasi mai linee rette. Il nostro corpo non ha alcun dovere di essere "intuitivo". Possiamo testarlo, misurarlo e trattarlo con estrema precisione, ma non possiamo ridurlo a una semplice macchina.
​L'insegnamento più profondo della fisioterapia di oggi è questo: curare non significa solo rimettere i pezzi al loro posto. Significa accettare che la biologia della persona è più ampia di qualsiasi rigido modello anatomico. Ogni volta che un sintomo ci sembra illogico, è il segnale che siamo arrivati al bordo della stanza. Oltre quel limite inizia la meravigliosa, e a volte inafferrabile, complessità del corpo umano.

Spesso chi entra nel mio studio porta con sé dolori o tensioni da risolvere, e il mio compito è aiutarli a stare meglio....
09/06/2026

Spesso chi entra nel mio studio porta con sé dolori o tensioni da risolvere, e il mio compito è aiutarli a stare meglio. Ma oggi i ruoli si sono invertiti: una mia cara paziente ha deciso di prendersi cura di me portandomi questa buonissima torta di mele.

La riabilitazione è un percorso fatto di fiducia, impegno e, soprattutto, relazione umana. Ricevere regali fatti col cuore (e con le proprie mani!) è la soddisfazione più grande. Ora ricarico le batterie con una bella fetta e torno ai lettini!

Grazie di cuore per questo pensiero dolcissimo. ❤️

08/06/2026

"Pronti per una nuova sfida !
Inizia un percorso di collaborazione e lavoro fisioterapico con la campionessa assoluta di scherma in Slovenia Francesca Parmesani.

L'obiettivo? Ottimizzare le performance e raggiungere insieme nuovi traguardi. 🤺💪"

Fisioterapista a Gorizia. Mi occupo di riabilitazione ortopedica e sportiva, aiutando atleti e pazienti a superare il dolore e migliorare le performance con trattamenti evidence-based. Il tuo recupero è il nostro obiettivo.

Dolore cronico della colonna: cosa dicono i trial sulle procedure interventistiche?Una revisione sistematica con network...
08/06/2026

Dolore cronico della colonna: cosa dicono i trial sulle procedure interventistiche?

Una revisione sistematica con network meta-analysis pubblicata sul BMJ nel 2025 ha valutato le procedure interventistiche comunemente utilizzate per il dolore cronico non oncologico della colonna, sia assiale sia radicolare. Gli autori hanno incluso studi randomizzati controllati in cui le procedure venivano confrontate con procedure sham/placebo, usual care o altre procedure interventistiche.

Sono stati identificati 132 studi eleggibili; nelle meta-analisi sono entrati 81 trial, per un totale di 7977 pazienti, valutando 13 procedure o combinazioni di procedure.

Le procedure considerate comprendevano:

• iniezioni epidurali con anestetico locale, steroide o combinazione;
• iniezioni articolari mirate nelle faccette cervicali/lombari o nell’articolazione sacroiliaca;
• iniezioni intramuscolari paravertebrali con anestetico locale, steroide o combinazione;
• radiofrequenza del ganglio della radice dorsale;
• denervazione con radiofrequenza delle faccette cervicali/lombari o dell’articolazione sacroiliaca.

Per il dolore assiale cronico, rispetto alle procedure sham, gli autori riportano che l’iniezione epidurale con anestetico locale, l’iniezione epidurale con anestetico locale + steroide e l’iniezione articolare mirata con steroide probabilmente producono poca o nessuna differenza nel sollievo dal dolore, con evidenza di certezza moderata. Le iniezioni intramuscolari con anestetico locale, le iniezioni articolari con anestetico locale con o senza steroide e l’iniezione epidurale con solo steroide possono produrre poca o nessuna differenza, con evidenza di bassa certezza.

Per il dolore radicolare cronico, l’iniezione epidurale con anestetico locale + steroide e la radiofrequenza del ganglio della radice dorsale probabilmente producono poca o nessuna differenza nel sollievo dal dolore, con evidenza di certezza moderata. L’iniezione epidurale con solo anestetico locale o con solo steroide può produrre poca o nessuna differenza, con evidenza di bassa certezza.

Gli autori hanno valutato anche la funzione fisica. Per diverse procedure, sia nel dolore assiale sia nel dolore radicolare, i risultati riportati indicano poca o nessuna differenza rispetto alle procedure sham. Alcuni confronti avevano evidenza di certezza molto bassa.

Per gli eventi avversi, 72 trial su 81 riportavano informazioni. Due trial riportavano eventi avversi seri: un caso di sanguinamento gastrointestinale dopo iniezione intramuscolare con anestetico locale + steroide; e ospedalizzazione, chirurgia o entrambe in alcuni pazienti trattati con iniezione epidurale con anestetico locale, con o senza steroide.

La conclusione degli autori è che, rispetto alle procedure sham, le procedure interventistiche comunemente eseguite per dolore cronico non oncologico assiale o radicolare della colonna possono fornire poco o nessun sollievo dal dolore, con evidenza da bassa a moderata.

Bibliografia
Wang X, Martin G, Sadeghirad B, Chang Y, Florez ID, Couban RJ, et al. Common interventional procedures for chronic non-cancer spine pain: a systematic review and network meta-analysis of randomised trials. BMJ. 2025;388:e079971. doi:10.1136/bmj-2024-079971. PMID: 39971346.

🏃‍♂️ Vuoi correre consumando meno energia? Allena la forza.Quando si parla di corsa, non conta solo “avere fiato”. Conta...
07/06/2026

🏃‍♂️ Vuoi correre consumando meno energia? Allena la forza.

Quando si parla di corsa, non conta solo “avere fiato”. Conta anche la running economy, cioè quanta energia/ossigeno consumi per mantenere una certa velocità. In pratica: due persone possono correre allo stesso ritmo, ma una “spende” meno dell’altra.

Le revisioni più recenti indicano che alcuni lavori di forza possono migliorare l’economia di corsa, soprattutto nei runner di media e lunga distanza. Non parliamo di circuiti leggeri fatti a caso, ma soprattutto di:

✅ forza con carichi alti
✅ pliometria ben dosata
✅ combinazione forza + salti
✅ intervalli ad alta intensità, come stimolo specifico di corsa

Perché funziona?

La forza pesante può rendere ogni appoggio meno “costoso”: se un muscolo è più forte, lo stesso gesto di corsa rappresenta una percentuale minore della sua capacità massima. In parole semplici: a parità di ritmo, il corpo può lavorare con meno richiesta relativa. Le revisioni riportano che il lavoro con carichi elevati, anche vicini al massimale, sembra più efficace rispetto a carichi leggeri quando l’obiettivo è migliorare l’economia di corsa.

La pliometria, invece, lavora sulla capacità di usare meglio il ciclo stiramento-accorciamento: tendini e muscoli immagazzinano e restituiscono energia elastica. È un po’ come rendere l’appoggio più “reattivo”, ma va inserita con gradualità, perché salti e balzi sono molto più impegnativi di quanto sembrino.

Esempi pratici?

🔹 Squat o leg press pesante
🔹 Romanian deadlift / stacco rumeno
🔹 Hip thrust
🔹 Calf raise pesante
🔹 Affondi o Bulgarian squat
🔹 Pogo jump
🔹 Squat jump
🔹 Balzi alternati
🔹 Hurdle jump o piccoli salti reattivi

La logica migliore sembra essere: prima costruire forza, poi aggiungere reattività. Non serve fare tutto subito. Per molti runner, già 2 sedute settimanali ben programmate per 8–12 settimane possono essere un buon punto di partenza.

Attenzione però: “fare palestra” non significa automaticamente migliorare la corsa. La letteratura recente non mette al primo posto stretching o circuiti leggeri ad alte ripetizioni per migliorare la running economy. Lo stretching, in particolare, non mostra un effetto chiaro di miglioramento dell’economia di corsa nelle revisioni più recenti.

📌 Messaggio pratico:
correre meglio non significa solo correre di più. A volte significa insegnare al corpo a usare meglio la forza, l’elasticità e l’appoggio.

Bibliografia essenziale
Llanos-Lagos C, Ramirez-Campillo R, Moran J, Sáez de Villarreal E. Effect of Strength Training Programs in Middle- and Long-Distance Runners’ Economy at Different Running Speeds: A Systematic Review with Meta-analysis. Sports Medicine. 2024;54:895–932. DOI: 10.1007/s40279-023-01978-y.
Eihara Y, et al. Heavy Resistance Training Versus Plyometric Training for Improving Running Economy and Running Time Trial Performance: A Systematic Review and Meta-analysis. Sports Medicine - Open. 2022.

06/06/2026
👣 CORE FOOT: il “core” del piedeQuando parliamo di core, pensiamo subito ad addominali e colonna.Ma anche il piede ha un...
05/06/2026

👣 CORE FOOT: il “core” del piede

Quando parliamo di core, pensiamo subito ad addominali e colonna.
Ma anche il piede ha un suo sistema di stabilizzazione: piccoli muscoli profondi, muscoli estrinseci, fascia plantare, articolazioni e controllo sensoriale.

In letteratura questo viene spesso chiamato foot core system.

Negli ultimi anni gli studi si sono concentrati soprattutto sui muscoli intrinseci del piede, cioè quei muscoli che originano e terminano nel piede e contribuiscono al controllo dell’arco plantare, dell’appoggio e della stabilità.

L’esercizio più studiato è lo Short Foot Exercise, o “doming”.
Consiste nel cercare di “accorciare” il piede sollevando l’arco mediale, senza arricciare le dita. Le revisioni recenti riportano effetti positivi su forza delle dita, equilibrio, navicular drop, Foot Posture Index e disabilità percepita.

Però il dato più interessante è che il piede non lavora mai da solo.

Nel piede piatto flessibile adulto, una network meta-analysis del 2024 ha incluso 11 studi randomizzati e ha osservato che diversi approcci possono migliorare forma dell’arco e funzione del piede: short-foot, rinforzo del tibiale posteriore, esercizi dell’anca, esercizi dell’arto inferiore e programmi combinati. Gli autori concludono che, per il piede piatto flessibile, il lavoro su anca e arto inferiore ha un ruolo importante insieme al piede.

Nei runner, uno studio randomizzato del 2022 ha valutato un programma di foot-core training di 8 settimane, eseguito 3 volte a settimana. Il programma ha modificato alcuni aspetti della cinematica piede-caviglia durante la corsa: minore escursione dell’arco longitudinale mediale e maggiore inversione del retropiede. Non ha invece modificato in modo significativo le forze d’impatto, le braking forces o il vertical loading rate.

Questo significa che il core foot non va presentato come “cura miracolosa”, ma come un lavoro specifico che può migliorare alcuni parametri di funzione, controllo e biomeccanica del piede.

Gli esercizi più presenti negli studi sono:

✅ Short Foot Exercise
controllo dell’arco senza arricciare le dita.

✅ Short foot in carico
prima in piedi, poi su una gamba.

✅ Esercizi di equilibrio con arco attivo
appoggio monopodalico, controllo del piede, progressioni dinamiche.

✅ Toe curl / towel curl
arricciamento delle dita o presa dell’asciugamano, presente in diversi protocolli, ma meno specifico dello short-foot per il controllo dell’arco.

✅ Calf raise con controllo dell’arco
salita sulle punte mantenendo allineamento del piede.

✅ Rinforzo del tibiale posteriore
soprattutto nei lavori sul piede piatto flessibile e sul sostegno dell’arco mediale.

✅ Esercizi integrati con arto inferiore
squat, single-leg squat, controllo dell’anca e della stabilità globale.

Anche negli adulti più anziani sono stati studiati programmi sui muscoli intrinseci del piede. Uno studio del 2024 su persone sopra i 60 anni ha usato un programma integrato di 4 settimane con esercizi come estensione dell’alluce, toe crunch, abduzione delle dita, calf raise, eversione e dorsiflessione contro elastico; sono stati osservati miglioramenti in alcune misure di controllo posturale, ma lo studio era preliminare e senza gruppo di controllo.

📌 Messaggio pratico:
il piede è una struttura attiva, non solo una base d’appoggio.
Allenare il core foot significa lavorare su controllo dell’arco, muscoli intrinseci, equilibrio e integrazione con caviglia, ginocchio e anca.

La letteratura recente supporta soprattutto un concetto:
non basta muovere le dita; bisogna insegnare al piede a controllare l’appoggio dentro movimenti reali.

📚 Riferimenti principali:
Jaffri et al., Journal of Athletic Training, 2023.
Hara et al., Journal of Back and Musculoskeletal Rehabilitation, 2023.
Matias et al., Frontiers in Bioengineering and Biotechnology, 2022.
Utsahachant et al., Gait & Posture, 2023.
Jia et al., Scientific Reports, 2024.
Peters-Dickie et al., Clinical Biomechanics, 2025.
Kao et al., BMC Geriatrics, 2024.

Indirizzo

Via Morelli 19/C
Gorizia
34170

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