12/06/2026
In qualsiasi relazione umana, il ricorso alle urla è segno di debolezza e fragilità emotiva: segnala la perdita di controllo, induce nella controparte paura e senso di intimidazione.
Quando le grida provengono dal papà e dalla mamma, i figli avvertono una sensazione di pericolo, sentono che l’adulto sta perdendo il controllo della situazione. Non solo: avvertono la sua debolezza, la fatica a mantenersi tranquillo, nella pienezza delle funzioni psicologiche adulte. E quindi scatta in loro un senso di mortificazione che spegne la possibilità di vedere altri punti di vista, di capire qualcosa in più, di vivere meglio le esperienze della vita.
L’“urlata” una tantum può anche essere la classica eccezione che conferma la regola e che crea un’attenzione particolare nei bambini, ma in generale strilli e minacce non fanno che indebolire il rapporto educativo tra figli e genitori, che è anzitutto un rapporto di fiducia reciproca.