Dott.ssa Roberta Saba

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Dott.ssa Roberta Saba Roberta Saba
Psicologa, psicoterapeuta
Riceve su appuntamento in studio (a Guspini e Cagliari), online e a domicilio. www.robertasaba.it

Sostegno e supporto psicologico
Psicoterapia
Formazione e orientamento
Psicoeducazione

La Dott.ssa Roberta Saba riceve su appuntamento a Guspini, Cagliari e ONLINE in videochiamata, telefonata e videoconferenza. Tel. 3516688011 [email protected]

25/09/2026

Scopri di più sui disturbi sessuali: quali sono e come è possibile affrontarli.

24/09/2026

Dal 5 al 10 ottobre la seconda edizione. Il programma è dedicato ai temi della prevenzione, dell'inclusione e del contrasto allo stigma

informazione: Dott.ssa Saba sarà in ferie dal 10 al 15 Ottobre 2026
24/09/2026

informazione: Dott.ssa Saba sarà in ferie dal 10 al 15 Ottobre 2026

La bellezza di fare la/lo* psicoterapeuta
19/09/2026

La bellezza di fare la/lo* psicoterapeuta

Ci sono sere in cui chiudo lo studio e resto fermo sulla sedia ancora qualche minuto, come se il corpo non avesse capito che la stanza si è svuotata. L’aria è ancora piena. Le parole degli altri restano appese, calde, incompiute. E io, che per un’ora intera sono stato il luogo in cui qualcuno poteva cadere senza farsi troppo male, torno a essere soltanto un uomo che deve rimettere insieme i pezzi di sé.
Nessuno ti prepara a questo.
Ti insegnano le tecniche, i setting, i confini, le teorie sull’alleanza. Non ti dicono che imparerai a riconoscere il momento esatto in cui una persona sta per dirti la cosa che non ha mai detto a nessuno. Non ti dicono che quella cosa ti entrerà sotto la pelle e ci resterà. Non ti dicono che ci saranno pomeriggi in cui ascolterai un dolore così antico da farti ve**re voglia di alzarti, uscire, e camminare fino a dimenticare il mestiere.
Io l’ho fatto, qualche volta. Solo nella testa.
Perché poi resti.
Resti perché sai che se te ne vai in quel momento, qualcosa di prezioso si rompe. Non la terapia. Qualcosa di più fragile: la possibilità che un essere umano, per la prima volta, non venga lasciato solo con la propria verità.
C’è una fatica che non si vede.
Non è lo stare seduti. È lo stare aperti.
È tenere lo sguardo quando l’altro distoglie il suo. È non riempire i silenzi troppo in fretta. È sentire arrivarti addosso rabbia, vergogna, disperazione, e non difenderti. È capire, a un certo punto della vita, che la tua forza non sta nel sapere cosa dire, ma nel sopportare di non sapere e restare comunque lì.
Ho amato persone che non conoscevo.
Nel senso più rigoroso e più bello della parola.
Ho amato la loro lotta. La loro resistenza improvvisata. Il modo in cui tornavano ogni settimana anche quando avrebbero voluto sparire. Ho amato i loro tentativi maldestri di sopravvivere a se stessi. E ogni tanto, in silenzio, ho pensato: anch’io sto sopravvivendo a qualcosa, mentre ti ascolto.
Perché è questo il punto che quasi non si ha il coraggio di confessare.
Che il terapeuta non è immune.
Che mentre l’altro parla della madre, del padre, del vuoto, del corpo che non sente più suo, qualcosa in te si muove. Un ricordo. Una ferita vecchia. Un dubbio sul tipo di uomo o di donna che sei stato. E devi fare i conti con tutto questo senza farne un peso per chi hai di fronte. Devi diventare abbastanza grande da contenere due vite nello stesso istante: la sua e, in un angolo più discreto, la tua.
Ci sono stati periodi in cui questo lavoro mi ha reso migliore.
Altri in cui mi ha svuotato.
Sere in cui tornavo a casa e non riuscivo a stare nella leggerezza del mio respiro. Mi sentivo in accumulo sulla vita normale. Come se avessi visto troppo. Come se una parte di me fosse rimasta nella stanza, ancora piegata verso qualcuno che non c’era più.
E poi, piano, ho capito una cosa che mi ha cambiato.
Che questo mestiere non mi ha chiesto di essere invincibile.
Mi ha chiesto di essere vero.
Di accettare che anche io ho zone d’ombra, contraddizioni, giorni in cui non sono all’altezza del ruolo che gli altri mi attribuiscono. Che la mia umanità non è un incidente di percorso: è lo strumento. L’unico che ho davvero.
Oggi, quando qualcuno si siede di fronte a me, non penso più di doverlo salvare.
Penso: restiamo qui. Vediamo fino a dove riusciamo ad andare insieme senza mentire.
E in quel restare c’è tutto.
C’è la mia fatica. C’è la mia gratitudine. C’è quella strana forma di amore che non chiede niente in cambio, se non il permesso di essere testimoni.
A volte, alla fine di una seduta, una persona mi guarda e dice “grazie”.
Io sorrido e dentro so che il grazie è reciproco.
Perché ogni volta che qualcuno ha il coraggio di mostrarsi, mi ricorda perché vale la pena rimanere umano in un lavoro che potrebbe facilmente indurirti.
E io, nonostante tutto, ho scelto di non indurirmi.
Questa è la mia confessione.
Non sono un guarito che aiuta i feriti.
Sono un ferito che ha imparato a stare accanto ad altri feriti senza voltarsi dall’altra parte.
E in questo stare accanto, ogni tanto, succede qualcosa di silenzioso e enorme:
due persone smettono, per un’ora, di essere sole.

Oscar Travino

10/09/2026

🟡 𝟏𝟎 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 | 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐢𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨

Ogni anno nel mondo più di 720.000 persone muoiono per suicidio (dati OMS). Il 56% ha meno di 50 anni e, nella fascia tra i 15 e i 29 anni il suicidio rappresenta la terza causa di morte a livello mondiale. In Italia, stando ai dati ISTAT, nel 2022 sono stati registrati 3.874 decessi per suicidio, più di 10 al giorno: il 13,6% ha riguardato giovani tra i 15 e i 34 anni.

Il suicidio è un fenomeno complesso e, secondo l’OMS, un precedente tentativo rappresenta un importante fattore di rischio. Depressione e disturbi legati all’uso di alcol, ma anche perdita, solitudine, discriminazione, conflitti relazionali, difficoltà economiche, dolore o malattie croniche, violenza e abusi possono aumentare la vulnerabilità delle persone.

🌍 “Changing the Narrative on Suicide”, Cambiare la narrazione sul suicidio, è il tema scelto per il triennio 2024-2026, accompagnato dall’invito “Start the Conversation”, Iniziare la conversazione.

Cambiare la narrazione è un passo per rompere il silenzio che ancora circonda il suicidio e contrastare stigma e pregiudizi, creando le condizioni affinché chi sta attraversando un momento di profonda sofferenza possa parlarne e chiedere aiuto senza sentirsi giudicato.

Ma non basta dire alle persone di chiedere aiuto. Bisogna fare in modo che possano trovarlo.

La prevenzione passa anche da una maggiore attenzione alla salute mentale, tema richiamato anche dall’OMS per farne una priorità delle politiche pubbliche, investendo nella prevenzione e nell’accesso a servizi e cure di qualità.
Riconoscere precocemente le situazioni di sofferenza, favorire la presa in carico e garantire continuità nel supporto può fare la differenza.

Come professioniste e professionisti della salute psicologica abbiamo anche questa responsabilità: contribuire a creare una cultura nella quale si possa parlare della sofferenza, chiedere aiuto e sapere dove trovarlo.

🆘 𝐒𝐞 𝐭𝐮 𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐬𝐨𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞.
È possibile rivolgersi a un professionista della salute mentale, ai servizi sanitari del territorio, o al Pronto Soccorso. In una situazione di emergenza o di pericolo, chiama il 112.

06/09/2026

La disabilità modifica radicalmente la vita di una famiglia. L'amore e la dedizione non possono sostituirsi a un adeguato sistema di supporto.

Le parole lasciate dai genitori Luca e Valentina prima della tragedia di Pietralata, "da soli non ce la facciamo", riguardano molte famiglie italiane che convivono con la non autosufficienza.

Non è corretto ricondurre un evento così grave a un'unica causa: il rispetto viene prima di ogni interpretazione.

Resta però una domanda che le istituzioni non possono eludere: quali strumenti concreti di sostegno sono oggi disponibili per chi si prende cura, spesso da solo, di un familiare con disabilità?

Nessuna famiglia dovrebbe affrontare da sola, per sempre, un carico di cura di questa entità.

Per approfondire👇
https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/09/03/news/quelle_parole_disperate_da_soli_non_ce_la_facciamo-22635026/

La dottoressa Saba sarà in ferie dal 01 al 05 settembre 🍀A presto
31/08/2026

La dottoressa Saba sarà in ferie dal 01 al 05 settembre 🍀A presto

29/08/2026

Il nuovo servizio AscoltaMI offre agli studenti delle scuole secondarie un prezioso voucher per cinque colloqui psicologici gratuiti totalmente online

28/08/2026

EVENTO GRATUITO IN PRESENZA - 12 CREDITI ECM

L'Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Sardegna in collaborazione con SIPLO, Società Italiana di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, organizza un corso ECM in presenza a Cagliari, presso la Sala Castello dell'Hotel Regina Margherita, giovedì 17 settembre 2026 dalle 14:30 alle 19:00 e venerdì 18 settembre 2026 dalle 9 alle 18:00, dal titolo "Le nuove sfide del benessere organizzativo".

L'evento è accreditato con 12 crediti ECM e ha 100 posti riservati per le Iscritte e gli Iscritti all'Ordine degli Psicologi della Sardegna che dovranno obbligatoriamente iscriversi con apposita richiesta accessibile nell'home page dell'area riservata del sito www.psicosardegna.it (per assistenza accesso all'area riservata scrivere alla mail [email protected]).

Info: [email protected] - 070 655 591 - 334 360 6666 - 0706400015

La Dott.ssa Roberta Saba ha aderito al Bonus psicologico. Se sei destinatario di Bonus potrai utilizzarlo per il pagamen...
18/08/2026

La Dott.ssa Roberta Saba ha aderito al Bonus psicologico. Se sei destinatario di Bonus potrai utilizzarlo per il pagamento delle sedute di psicoterapia con la dottoressa Saba

Indirizzo

Via Renzo Laconi, 41
Guspini
09036

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 14:00
15:30 - 20:30
Martedì 15:00 - 21:00
Mercoledì 15:00 - 21:00
Giovedì 09:00 - 14:00
15:00 - 21:00
Venerdì 15:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 13:00
Domenica 15:00 - 20:00

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