14/06/2026
Siamo così abituati a dover "funzionare" che spesso applichiamo le logiche della performance anche al nostro mondo interno. Se proviamo ansia, dobbiamo cancellarla. Se sentiamo stanchezza, ci colpevolizziamo. Trattiamo i nostri stati emotivi come un intralcio da eliminare il prima possibile, come se fossimo macchine da ottimizzare o computer da riparare.
Ma quanto costa, a livello profondo e corporeo, stringere i denti e sembrare sempre così forte?
L'irrequietezza, la vulnerabilità, quel senso di vuoto o di affaticamento che cerchi di nascondere non sono errori del sistema. Spesso sono solo parti di te che stanno urlando per ricevere attenzione, ma che non hanno ancora trovato un luogo abbastanza sicuro in cui essere semplicemente ascoltate, senza il peso del giudizio.
Per una clinica relazionale della presenza incarnata