13/06/2026
L'ultimo incontro dell'anno vive di un'atmosfera particolare. È simile all'ultimo giorno di scuola. Si ride, ci si saluta, rimane attaccata un po' di malinconia.
Io provo a cercare parole che non siano banali ma non mi sembrano mai appropriate. Vorrei esprimere soprattutto la gratitudine di essere parte di un circolo di lettura interessato, aperto, accogliente, mai stanco di confrontarsi, cercare e trovare. Ogni singolo Teabooker è un tassello fondamentale che va a formare il gruppo e che lo rende vivo e vitale.
Quest'anno dedicato alla comicità chiude con "Il più grande uomo scimmia del pleistocene" di Roy Lewis, giornalista britannico del secolo scorso. Un romanzo del 1960, coevo dei Flintstones, fantascientifico in un passato surreale, una parodia divertita e divertente.
La preistoria narrata con irriverenza attraverso le vicissitudini di un clan familiare che si trova a delineare l'evoluzione umana. Tra immaginifiche prove e scoperte fortunate, come il fuoco (ma non sempre finisce bene!), come la ricerca di mogli al di fuori della propria cerchia per non indebolirsi geneticamente (ma colpendole con la clava per farle innamorare), come la nascita delle forme artistiche o la speculazione filosofica. Possiamo considerare l'evoluzione umana davvero come un progresso senza un coinvolgimento di tutti? È eticamente corretto lasciare indietro qualcuno per mantenere un privilegio?
Al termine un finale inatteso e tutto da leggere in cui il progresso cede all'ala conservatrice.
C'è chi ha deciso di non leggerlo (ché come dice Pennac è uno dei diritti incontestabili del lettore) ma in maggioranza è risultata una lettura piacevole e fluida. Abbiamo riso davvero in molti passaggi ed è stato un bel modo per salutarci e salutare questo tema.