Studio Esperia Psicologia e Riabilitazione dott.ssa Loredana Nave

Studio Esperia Psicologia e Riabilitazione dott.ssa Loredana Nave Psicologia, logopedia, pedagogia

Diagnosi e Intervento PRECOCE:

Sindromi a Spettro Autistico e patologie correlate
Sindromi da Deficit di Attenzione e Iperattività
Ritardi semplici del linguaggio
Ritardi della comunicazione
Disturbi Specifici dell'Apprendimento
Disturbi della condotta


Intervento Foniatrico-logopedico Integrato “ Massimo Borghes

e”:

- Logopedia:

interventi a 360° per interviene contemporaneamente su tutte le aeree del profilo comunicativo (espressiva, motoria, percettiva, relazionale)

Omeopatia Naturopatia
Consulenza nutrizionale:

o alimentazione personalizzata priva di glutine, caseina, soia e mais nell’autismo e nella sindrome con deficit attentivo e iperattività

04/09/2026

🌟 UNA NUOVA E PRESTIGIOSA COLLABORAZIONE PER LO STUDIO ESPERIA 🌟

Siamo lieti e orgogliosi di annunciare l’avvio della collaborazione con il prof. Francesco Di Salle, professore ordinario presso il Dipartimento di Medicina, Chirurgia e “Scuola Medica Salernitana” dell’Università degli Studi di Salerno.

Medico specialista in Diagnostica per Immagini, neuroscienziato e analista del comportamento, il prof. Di Salle si occupa da molti anni dello studio funzionale del cervello e dei disturbi dello spettro autistico, con una prestigiosa esperienza accademica e scientifica maturata anche in ambito internazionale.

La sua collaborazione rappresenta per il nostro studio un’importante opportunità di crescita e arricchimento e ci consentirà di rendere ancora più qualificato il lavoro di équipe rivolto ai bambini e ai ragazzi con disturbi del neurosviluppo, attraverso il confronto interdisciplinare, l’approfondimento dei casi e la definizione di percorsi di intervento sempre più attenti, individualizzati e fondati su solide conoscenze scientifiche.

Abbiamo sempre creduto che nessun professionista possa lavorare da solo e che la qualità della presa in carico nasca dal dialogo tra competenze diverse, dalla condivisione degli obiettivi e dalla costruzione di una vera rete intorno al bambino e alla sua famiglia.

Per questo siamo particolarmente felici di accogliere il prof. Francesco Di Salle tra i professionisti di riferimento dello Studio Esperia.

Un nuovo passo nel percorso di crescita del nostro studio, con l’impegno di offrire alle famiglie competenza, ascolto e una visione realmente globale della persona.

📍 Studio Esperia – Psiche, Logos e Ars Educandi
Lago Patria

11/07/2026
28/06/2026

"Il più grave dei miei errori è stato non aver amato abbastanza me stessa.
Non ho capito che non è necessario piacersi per amarsi, amarsi è amare la vita.
Ma è tempo che io conosca le più banali delle verità: tra gli altri ci sono anche io...
È tempo che io sorrida, che rida."

Oggi nasceva Oriana Fallaci ❤🌹

28/06/2026

Quando la relazione si spegne: il trauma della non-risposta emotiva

Nella pratica clinica si tende spesso ad attribuire la crisi di coppia alla perdita del desiderio, ai conflitti o all’incompatibilità caratteriale. Più raramente si osserva un fenomeno psicologico molto più sottile: la progressiva erosione della fiducia relazionale determinata dalla ripetuta esperienza di non sentirsi emotivamente raggiunti.
Ciò che compromette profondamente un legame non è sempre ciò che il partner fa, ma ciò che continua a non fare nonostante le richieste esplicite dell’altro.
Quando una persona comunica in modo chiaro i propri bisogni affettivi, le proprie vulnerabilità e le ferite provenienti dalle relazioni precedenti, si espone in una posizione di particolare fiducia. Non sta semplicemente chiedendo un comportamento diverso: sta consegnando all’altro una sorta di “mappa” del proprio mondo interno.
Se quella mappa viene ignorata, minimizzata o non utilizzata per modificare il modo di stare nella relazione, si produce una frattura che va oltre la delusione.
Si incrina la convinzione che l’altro possa rappresentare una base sicura.
Dal punto di vista psicologico, il problema non è l’assenza di comunicazione.

È l’assenza di risposta trasformativa.

Molte coppie parlano molto.
Poche riescono a lasciare che ciò che ascoltano produca un cambiamento stabile nel proprio funzionamento relazionale.
È qui che diventa fondamentale distinguere due processi profondamente diversi: sentire e ascoltare.

Sentire significa ricevere un’informazione.

Ascoltare significa integrarla, attribuirle significato e permettere che influenzi il proprio comportamento.
In assenza di questo processo, il partner può avere la
percezione di essere riconosciuto cognitivamente ma non emotivamente.
È una condizione che, nel tempo, produce un accumulo di frustrazione, senso di solitudine e progressiva disconnessione affettiva.
Per questo motivo, quando il partner modifica improvvisamente il proprio atteggiamento — diventando più presente, più disponibile o più affettuoso — la risposta dell’altro non è necessariamente il sollievo.

Può essere il fastidio.

Da un punto di vista clinico, il fastidio rappresenta spesso un’emozione di confine. Segnala che il sistema relazionale è passato da una posizione di ricerca dell’altro a una posizione di protezione di sé.

Non è un rifiuto dell’amore.

È un tentativo dell’apparato emotivo di evitare un’ulteriore esposizione a una sofferenza già sperimentata.
In questi casi emerge frequentemente una domanda che sintetizza l’intero vissuto della persona:

“Dove eri quando avevo bisogno che tu fossi così?”

Questa domanda non riguarda il presente.
Riguarda la memoria emotiva della relazione.
Ogni tentativo di riparazione rischia quindi di scontrarsi con un elemento fondamentale: il tempo.
Il cervello emotivo non valuta soltanto che cosa il partner fa, ma anche quando lo fa.
Un cambiamento percepito come tardivo può essere vissuto con diffidenza non perché sia necessariamente inautentico, ma perché arriva dopo che il sistema di fiducia ha già subito un progressivo deterioramento.
Un ulteriore elemento clinicamente rilevante riguarda la conoscenza reciproca.
Quando il partner è pienamente consapevole delle ferite relazionali pregresse dell’altro e, nonostante ciò, mette in atto dinamiche percepite come analoghe a quelle già vissute, il dolore assume caratteristiche particolari.

Non viene sperimentata soltanto una delusione.

Viene vissuta una violazione del senso di sicurezza.
Il partner diventa, paradossalmente, il luogo in cui si ripropongono proprio quelle esperienze che aveva promesso — esplicitamente o implicitamente — di non far rivivere.

In queste condizioni la crisi non nasce necessariamente dalla mancanza di amore.

Nasce dalla perdita della fiducia nella capacità dell’altro di comprendere, contenere e trasformare il legame.

La connessione emotiva, infatti, non dipende esclusivamente dall’intensità dei sentimenti, ma dalla possibilità di sentirsi profondamente compresi.

Per questo motivo, nella terapia di coppia, il cambiamento non può limitarsi all’aumento dei comportamenti affettuosi.

La vera riparazione richiede lo sviluppo della mentalizzazione, dell’empatia riflessiva e della capacità di lasciarsi modificare dall’esperienza soggettiva del partner.

Solo quando una persona non si limita più a sentire l’altro, ma inizia realmente ad ascoltarlo, può ricostruirsi quella sicurezza affettiva senza la quale nessuna relazione, per quanto animata da buone intenzioni, riesce a mantenersi viva.

23/06/2026

Loro sono veri 💗

22/06/2026
22/06/2026

Ornella Vanoni

22/06/2026

IL GATTINO CHE HA SFIDATO L’IMPOSSIBILE

Quando Otter è venuto al mondo, le sue possibilità di sopravvivenza sembravano praticamente nulle. Nato con una grave malformazione e senza una parte completa del cranio, il piccolo gattino aveva il cervello esposto e necessitava di cure straordinarie per continuare a vivere.

Grazie all’impegno dei veterinari e alla determinazione di chi non ha mai smesso di credere in lui, è stato progettato un casco protettivo su misura e successivamente impiantata una speciale rete in titanio per proteggere la parte mancante del cranio.

Contro ogni previsione, Otter è riuscito a crescere, a giocare e a vivere una vita felice, diventando un simbolo di speranza e della straordinaria evoluzione della medicina veterinaria.

La sua incredibile storia ha commosso migliaia di persone in tutto il mondo e dimostra che, a volte, anche i casi più difficili possono trasformarsi in veri e propri miracoli. 🐱❤️🩺

22/06/2026

Dopo aver perso il suo piccolo durante il parto, una giumenta sembrava destinata a vivere quel dolore in silenzio.

Pochi giorni dopo, però, i suoi custodi decisero di farle conoscere un puledro rimasto senza mamma, anche lui bisognoso di protezione, calore e sicurezza.

All’inizio l’incontro fu seguito con molta attenzione. Nessuno poteva sapere come avrebbe reagito la giumenta, ancora provata dalla perdita appena vissuta.

Ma qualcosa, poco a poco, cambiò.

Il puledro si avvicinò con delicatezza e lei non lo respinse. Anzi, iniziò ad accoglierlo, a lasciarlo stare vicino, a proteggerlo come se in quel piccolo avesse riconosciuto una nuova possibilità.

Con il passare dei giorni, tra i due nacque un legame sempre più forte. Il puledro trovò finalmente una figura materna, mentre la giumenta sembrò ritrovare un nuovo motivo per andare avanti.

Una storia semplice, ma profondamente commovente, che ricorda quanto anche gli animali possano vivere emozioni intense, creare legami e trovare conforto l’uno nell’altro.

A volte due cuori feriti riescono a guarire insieme.

Indirizzo

Lago Patria

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00
Mercoledì 15:00 - 17:00
Venerdì 15:00 - 17:00

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