09/10/2026
𝐈𝐥 𝐠𝐫𝐢𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚𝐫𝐦𝐞𝐧 𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐭à 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐟𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐢
Il 7 ottobre ci ha lasciati Maria del Carmen Abascal, la donna che ha combattuto contro la speculazione abitativa per 7 lunghi anni, non riuscendo comunque a impedire che la sfrattassero. Se n’è andata in ospedale, appena due settimane dopo essere stata trascinata a forza fuori da casa sua sua, su una barella.
Maricarmen, questo il nome con cui la chiamavano tutti, aveva 87 anni e uno stato di salute precario, abitava quella casa da quando ne aveva 17. Il primo contratto per l’affitto di quell’appartamento - al civico 46 di calle Alcalde Sainz de Baranda, a Madrid - lo aveva firmato suo padre nel 1956, poi era passato alla madre e infine a Maricarmen.
I problemi iniziano nel 2018, quando la famiglia proprietaria dell'edificio decide di vendere a una società immobiliare che, due anni dopo, propone all'inquilina di riscattare l'abitazione per 247.000 euro. Ma Maricarmen non può permetterselo, riceve una pensione di 1.400 euro e quei soldi non ce li ha.
Dopo il suo rifiuto, la proprietà passa a un'altra società immobiliare, la Urbagestión che secondo El Pais lo compra «a un prezzo irrisorio» proprio perché occupato dall'anziana. Il fondo aumenta dal primo momento l’affitto: 2.650 euro, poi scende a 1.650 euro, ma la sua pensione rimane sempre la stessa, inferiore al canone che le richiedono.
Il 23 settembre Maricarmen è stata portata via dalla sua casa e ricoverata in un ospedale di Madrid: «Non sono riuscita a difendere la mia casa, ma ho lottato per insegnare agli altri a lottare per la loro», sono state le sue ultime parole dal letto d'ospedale. Ieri è arrivata la notizia del decesso. Con l'accordo raggiunto tra la società immobiliare e il Comune l'anziana avrebbe potuto tornare nella casa in cui ha vissuto per 71 anni pagando un canone pari al 30% della sua pensione. Poco meno di 500 euro al mese.
La storia di Maricarmen non è una notizia che viene da lontano, da un paese straniero, ma lo specchio di ciò che potrebbe accadere o accade già accanto alla nostra porta.
La sua voce è stata un grido inascoltato, la stessa di voce di milioni di anziani che oggi rischiano di essere sfrattati quando l’unica cosa che chiedono è di morire in pace tra le quattro mura in cui hanno vissuto per tutta la vita o quasi.
Anche in Italia la speculazione edilizia avanza ed essere anziani non blocca automaticamente uno sfratto, anche se la legge prevede alcune tutele. A Roma, per esempio, tre mesi fa un’anziana di 100 anni è stata sfrattata dalla sua casa, dopo che la proprietaria Cassa Forense ha dato a Fabrica Immobiliare Sgr la completa gestione dell’immobile.
Pina, fortunatamente, è andata via prima che la cacciassero, perché i suoi familiari l’hanno trasferita in una residenza per anziani.
Ma in In Italia, quasi 1 milione di anziani - over 65 - vivono in condizioni di povertà assoluta, colpendo oltre il 6% di questa fascia di popolazione. Secondo Caritas i soggetti in difficoltà in questa fascia d’età sono aumentati del 191% in un decennio. L'incidenza della povertà è particolarmente alta tra gli anziani che vivono da soli (circa il 6,6%) rispetto alle coppie di anziani (3,7%).
Ecco perché è sempre più necessario che le politiche pubbliche investano nella tutela degli anziani, della loro sicurezza e del loro benessere, mentre invece oltre a diminuire il potere d’acquisto delle pensioni diminuiscono pericolosamente anche i servizi di assistenza. Perché come dice un vecchio proverbio africano: «Il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma è l’anziano che conosce la strada».