Integralia Bio

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Integralia Bio ho bisogno di conoscere la storia del mio alimento. devo sapere da dove viene. devo immaginare le ma

Siamo produttori e distributori di alimenti biologici e per alcune famiglie di prodotto anche di produzioni tipiche e autentiche della nostra regione. Il nostro impegno è volto a garantire ai nostri clienti consumatori il massimo profilo qualitativo e di sicurezza dei prodotti da noi distribuiti. Le azioni della nostra organizzazione per la Qualità si sviluppano secondo procedure che variano in funzione dei rischi specifici del prodotto e del fornitore:

• ricerca e selezione di produttori qualificati, caratterizzati da strutture conformi alle vigenti normative sulla sicurezza alimentare(HACCP), assoggettati al metodo di produzione biologica (Reg. CE 834/2007) e che adottano controlli sulle materie prime impiegate e sui processi di lavorazione;

• un piano di autocontrollo aziendale che prevede anche visite ispettive presso i siti produttivi, controlli analitici sui prodotti finiti nonché procedure di controllo sulle attività di stoccaggio e distribuzione;

• formazione ed addestramento del nostro personale, al fine di garantire una efficace implementazione delle procedure di Qualità e Informazione;

• stretta collaborazione con alcuni tra i migliori consulenti nel campo legale e tecnico-scientifico e nutrizionistico. Una particolare attenzione è posta ad evitare l'immissione sul mercato di prodotti contenenti OGM. Vengono infatti adottati rigorosi di scelta, che si sviluppano a seconda dei casi dalla materia prima al prodotto finito.

09/10/2026

𝐈𝐥 𝐠𝐫𝐢𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚𝐫𝐦𝐞𝐧 𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐭à 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐟𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐢

Il 7 ottobre ci ha lasciati Maria del Carmen Abascal, la donna che ha combattuto contro la speculazione abitativa per 7 lunghi anni, non riuscendo comunque a impedire che la sfrattassero. Se n’è andata in ospedale, appena due settimane dopo essere stata trascinata a forza fuori da casa sua sua, su una barella.

Maricarmen, questo il nome con cui la chiamavano tutti, aveva 87 anni e uno stato di salute precario, abitava quella casa da quando ne aveva 17. Il primo contratto per l’affitto di quell’appartamento - al civico 46 di calle Alcalde Sainz de Baranda, a Madrid - lo aveva firmato suo padre nel 1956, poi era passato alla madre e infine a Maricarmen.

I problemi iniziano nel 2018, quando la famiglia proprietaria dell'edificio decide di vendere a una società immobiliare che, due anni dopo, propone all'inquilina di riscattare l'abitazione per 247.000 euro. Ma Maricarmen non può permetterselo, riceve una pensione di 1.400 euro e quei soldi non ce li ha.

Dopo il suo rifiuto, la proprietà passa a un'altra società immobiliare, la Urbagestión che secondo El Pais lo compra «a un prezzo irrisorio» proprio perché occupato dall'anziana. Il fondo aumenta dal primo momento l’affitto: 2.650 euro, poi scende a 1.650 euro, ma la sua pensione rimane sempre la stessa, inferiore al canone che le richiedono.

Il 23 settembre Maricarmen è stata portata via dalla sua casa e ricoverata in un ospedale di Madrid: «Non sono riuscita a difendere la mia casa, ma ho lottato per insegnare agli altri a lottare per la loro», sono state le sue ultime parole dal letto d'ospedale. Ieri è arrivata la notizia del decesso. Con l'accordo raggiunto tra la società immobiliare e il Comune l'anziana avrebbe potuto tornare nella casa in cui ha vissuto per 71 anni pagando un canone pari al 30% della sua pensione. Poco meno di 500 euro al mese.

La storia di Maricarmen non è una notizia che viene da lontano, da un paese straniero, ma lo specchio di ciò che potrebbe accadere o accade già accanto alla nostra porta.

La sua voce è stata un grido inascoltato, la stessa di voce di milioni di anziani che oggi rischiano di essere sfrattati quando l’unica cosa che chiedono è di morire in pace tra le quattro mura in cui hanno vissuto per tutta la vita o quasi.

Anche in Italia la speculazione edilizia avanza ed essere anziani non blocca automaticamente uno sfratto, anche se la legge prevede alcune tutele. A Roma, per esempio, tre mesi fa un’anziana di 100 anni è stata sfrattata dalla sua casa, dopo che la proprietaria Cassa Forense ha dato a Fabrica Immobiliare Sgr la completa gestione dell’immobile.

Pina, fortunatamente, è andata via prima che la cacciassero, perché i suoi familiari l’hanno trasferita in una residenza per anziani.

Ma in In Italia, quasi 1 milione di anziani - over 65 - vivono in condizioni di povertà assoluta, colpendo oltre il 6% di questa fascia di popolazione. Secondo Caritas i soggetti in difficoltà in questa fascia d’età sono aumentati del 191% in un decennio. L'incidenza della povertà è particolarmente alta tra gli anziani che vivono da soli (circa il 6,6%) rispetto alle coppie di anziani (3,7%).

Ecco perché è sempre più necessario che le politiche pubbliche investano nella tutela degli anziani, della loro sicurezza e del loro benessere, mentre invece oltre a diminuire il potere d’acquisto delle pensioni diminuiscono pericolosamente anche i servizi di assistenza. Perché come dice un vecchio proverbio africano: «Il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma è l’anziano che conosce la strada».

03/10/2026
21/07/2026

In un tempo in cui le aree marginali d’Europa sembrano rassegnate a un destino di inevitabile svuotamento il Quaderno di economia sociale interviene con una proposta.

30/05/2026

𝐋𝐮𝐨𝐠𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐫𝐚, 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐫𝐢𝐠𝐢𝐨𝐧𝐢. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡è 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐑𝐒𝐀, 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢
Sono luoghi di cura, non prigioni, le RSA. Come abbiamo visto nella scorsa puntata del blog, la popolazione italiana è sempre più anziana e il numero di persone anziane non autosufficienti è in costante aumento. Ciononostante, nel sentire comune, si resiste a vedere queste strutture sanitarie come parte integrante delle nostre vite e della nostra società.

Non è solo una questione economica (seppur importantissima) ma anche una questione culturale. Nell’immaginario collettivo, specie dopo la pandemia Covid, le RSA sono state etichettate addirittura come luoghi di morte e segregazione.

Ma le RSA non sono delle prigioni, sono residenze attrezzate e preparate per assistere al meglio i tuoi cari. Fare questa scelta non interrompe il legame tra di voi ma, anzi, è spesso il miglior modo per garantire sicurezza, cure adeguate e restituire dignità. Come piace a dire a noi per aggiungere vita agli anni e non anni alla vita.

Il dottor Davide Bertelloni è un giovane psicologo che si impegna per costruire una società amica delle demenze. Oltre ad affiancare le persone che vivono con una demenza, sostiene i caregiver guidandoli nell’assistenza e, soprattutto, nella condivisione del carico emotivo che spesso diventa troppo pesante da portare da soli.

Ogni giorno sui suoi canali social, impartisce consigli e incoraggiamenti per sensibilizzare su questo tema. Tra i tanti contenuti, che vi consigliamo di ascoltare, ce n’è uno che ci ha fatto molto riflettere sui pregiudizi da smontare rispetto alla scelta di una RSA. (Trovate il link al primo commento).

«“Se lo metti in RSA sei un cattivo figlio!”. Quante volte abbiamo sentito questa frase?», si domanda lo psicologo. E poi elenca e smonta i 4 pregiudizi più comuni:

1. L’abbandono: Perché scegliere una cura professionale è, in realtà, una garanzia di sicurezza.

2. Il mito della “figlia devota”: Il rischio del burnout e il sacrificio della salute mentale del caregiver.

3. La RSA come “parcheggio”: La differenza tra l’isolamento domestico e le terapie stimolanti in struttura.

4. Il giudizio degli altri: Perché chi non vive la fatica quotidiana della demenza non può comprendere la scelta del distacco.

Scegliere una Residenza Sanitaria Assistenziale per i propri cari è una decisione assai sofferta per le famiglie, perché scatena una serie di pregiudizi e sensi di colpa. E invece, i più delle volte, è la scelta migliore per tutti.

Per informazioni sulla nostra RSA:
📞 0966 96 71 08
📧 [email protected]

Indirizzo

Via Francesco Ferlaino, 2
Lamézia
88046

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 14:00
16:00 - 20:00
Martedì 08:30 - 14:00
16:00 - 20:00
Mercoledì 08:30 - 14:00
16:00 - 20:00
Giovedì 08:30 - 14:00
16:00 - 20:00
Venerdì 08:30 - 14:00
16:00 - 20:00
Sabato 08:30 - 13:30

Telefono

+393312445080

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