20/05/2026
Vengo da te con le mani vuote,
non per riempirmi di te,
ma per lasciare che il silenzio tra noi
parli di ciò che le parole non sanno dire.
Vengo da te con le mie crepe,
quelle che ho imparato a chiamare storia.
Non per essere aggiustato,
ma per vedere se alla luce della tua presenza
anche le mie ombre cambiano forma.
Divento con te,
come due fiumi che si incontrano
senza smettere di essere acqua.
Non ci perdiamo l’uno nell’altro:
ci riconosciamo.
E nel riconoscersi,
entrambi diventiamo più grandi.
Non ti chiedo di restare identico,
né io prometto di restare lo stesso.
Chiedo solo di crescere nella stessa terra,
anche se i rami prenderanno direzioni diverse.
Perché l’amore non è fermarsi uguali.
È il coraggio di cambiare insieme,
senza smettere di riconoscersi quando ci si guarda.