15/08/2026
Le notizie degli ultimi giorni mi stanno turbando non poco:
Il mondo in fiamme e chi non vuole vedere (che mondo lasceremo?), alberi abbattuti, allevamenti intensivi...(e molto molto altro) ma il mondo è di tutte le creature
e qui in pochissimi anni stiamo rompendo equilibri di migliaia di anni.
Questo video è stato fatto a 3000mt di altezza, tutto sciolto, pochissima acqua.
Ma non solo:
Altri esseri umani visti come nemici, deturpatori di risorse, sacrificabili... Persone!
Ritorno alla follia dell'annientamento della libertà della donna, come se la soluzione alle fatiche sociali fosse un ritorno alle gabbie culturali.
Al pensare che si possa risolvere la diminuzione di natalità lasciando le donne a casa e non costruendo un sistema in cui non si deve scegliere se essere madre o lavoratrici (nidi, welfare, aperture scolastiche congrue, sostegni economici, parco giochi pensati, aree fresche in estate...).
Immaginare che l'educazione devi il pensiero, significa non sapere cosa implichi quella stessa educazione: "portare fuori" letteralmente, ovvero permettere di esprimersi, dare nome a ciò che non sempre possiamo o sappiamo nominare, legittimare.
Torniamo a restringere le libertà, a non riconoscere la diversità, a pensare l'Altro come problema.
Tener dentro ciò che si è, nasconderlo, il proprio equilibrio, avere paura perché non conforme, non auspicabile,non possibile o addirittura non pensabile, non può che incentivare fatiche emotive, limitare la salute mentale, il benessere, a discapito di dolori, paure e rabbie che si cuciono nelle più profonde intersezioni di ciò che siamo.
Possiamo scegliere, ancora.
E io scelgo di usare la mia voce per raccontare la bellezza della diversità e la sensazione di libertà e appagamento che si prova quando si può scegliere chi si vuole essere.
Carla Pantaleone
psicologa psicoterapeuta relazionale