27/08/2026
Grazie a Lorenzo Bonaiuti per l'impegno nello studio e nella ricerca. E grazie per le condivisioni 👐
PARTE PRIMA
La caratteristica principale dello shiatsu, al di là delle differenze legate agli stili, è la pressione, a partire dalla traduzione del nome stesso della disciplina dal giapponese. Shiatsu significa infatti pressione con le dita, come è noto.
Vorrei portare un po' più in là questo discorso, aprendo la riflessione ad una vertigine difficile da accogliere, grazie ad alcune contemporanee considerazioni scientifiche.
Dove riverbera la pressione? Su cosa arriva ad influire?
La cellula con il citoscheletro si stabilizza attraverso pressione e trazione secondo un principio chiamato tensegrita'. Le fibre collagene della matrice extracellulare si connettono con le integrine (proteine della membrana cellulare). La pressione e la trazione vengono propagate fino al nucleo della cellula attraverso la membrana e si trasferiscono fino alla cromatina, cioè fino al dna. La cromatina risponde a queste sollecitazioni aprendosi e chiudendosi e questo determina la lettura o meno dei geni codificati e quindi la loro espressione. Le modificazioni avvengono per via:
- meccanica, secondo il meccanismo appena descritto
- biochimica, perché le integrine di membrana sottoposte alla pressione e alla trazione che si trasmette fino alla membrana rilasciano molecole che influenzano il dna
Quindi possiamo concludere che UNA FORZA MECCANICA produce UNA STIMOLAZIONE EPIGENETICA.
Le cellule attraverso le integrine di membrana convertono i segnali meccanici dell' ambiente esterno in segnali intracellulari che possono modificare l'espressione genica.
Cosa avviene in condizioni di disarmonia quali ad esempio quelle dovute ad uno stress prolungato?
Accade che le terminazioni nervose ortosimpatiche rilasciano molecole come tgf-b1 che stimolano i fibroblasti. Questo determina un ispessimento della fascia, la fascia irrigidendosi e ispessendosi finisce per "spremere" ancora di più le terminazioni nervose in un vero e proprio circolo vizioso.
Vengono rilasciate molecole infiammatorie ed il sistema linfatico e quello immunitario, anche per la modificazione della fascia, non riescono a lavorare al meglio.
Un esempio concreto è quello del cuore: le cellule cardiache se c'è una condizione di infiammazione generale, una iper ortosimpaticotonia magari associata ad uno stato di inattività, vanno incontro ad una fibrosi, la parete del cuore si ispessisce, si va in un quadro di ipertensione, cardiopatia congestizia, ipertrofia,... l' ispessimento della fascia influisce sulla conduzione elettrica.
Un altro esempio comune è l' enfisema polmonare, in cui la matrice extracellulare perde la funzione di supporto, comunicazione e riparazione e vengono meno le funzioni immunitarie. Nell' enfisema addirittura questo quadro porta alla perdita degli attacchi degli alveoli.
I trattamenti manuali (tutti i trattamenti manuali) come documentato ampiamente (ad esempio in SCARR 2014) non hanno soltanto lo scopo di cambiare le tensioni del tessuto corporeo, "riparare" la struttura o ampliare la mobilità articolare, i trattamenti possono influire modificando la geometria profonda dei tessuti, la qualità della fascia, contribuendo a migliorare le funzioni di tutto l' organismo (addirittura, come detto, arrivando fino al dna delle singole cellule). Inoltre il trattamento promuovendo il rilassamento può contribuire a rimodulare l' equilibrio del sistema nervoso autonomo favorendo un profilo antinfiammatorio sistemico (al di là della zona trattata) e migliorando la funzionalità linfatica ed immunitaria.
È una vertigine prospettica che sposta la relazione operatore-ricevente verso un piano di profondità e di trasformazione che soltanto la poesia della visione orientale aveva accarezzato. Questa consapevolezza ci racconta che siamo sistemi aperti, in continua trasformazione e relazione. Il contatto , la pressione e la trazione ci modificano ad un livello di profondità difficile da immaginare.
Lorenzo Bonaiuti