21/07/2026
💥Quando il "tavolino" diventa difficile: una storia di pairing.
Vi è mai capitato di proporre un’attività e vedere il bambino allontanarsi di corsa?
Chiudere il quaderno? Buttarsi per terra?
A volte non è "capriccio". A volte è il corpo che ci sta dicendo: "questo posto, per me, è diventato faticoso".
È quello che è successo a M., 5 anni, quando è arrivato nel mio studio.
🔎Cosa era successo prima:
M. aveva vissuto nel lavoro a tavolino una lunga storia di _pairing negativo_.
In parole semplici: per lui il tavolo = richieste. Le schede = richieste. La voce che dava un’istruzione = richiesta.
E quando tutto diventa "richiesta", il cervello si difende.
Risultato: appena vedeva una card o sentiva "sediamoci", partiva la crisi. Si colpiva e scappava via dal tavolo.
Non era lui a "non voler collaborare". Era il tavolo ad essere diventato avversivo.
📌Cosa abbiamo fatto insieme:
In ABA non si forza. Si riparte. E si riparte dal piacere.
Questo lavoro si chiama pairing.
👣Passo 1: Riconquistare il tavolo.
Per un bel po’ il tavolo non è stato più il posto del "dovere".
Lì abbiamo fatto solo le cose che a M. piacevano: macchinine, bolle, costruzioni. Zero richieste.
Obiettivo: far tornare a dire al suo cervello "qui sto bene".
👣Passo 2: Riconquistare la relazione.
Anche io ero "quella delle richieste".
Quindi prima sono diventata "quella dei giochi". Solo quando la fiducia è tornata, ho iniziato a inserire istruzioni piccolissime... sempre dentro al gioco.
👣Passo 3: Cambiare gli strumenti.
Non siamo tornati subito alle solite card. Avrebbero riattivato subito il ricordo negativo.
Abbiamo lavorato su attenzione, imitazione e cognizione con materiali nuovi: libri, giochi da tavolo, schede diverse. Stessi obiettivi, strada diversa.
👣Passo 4: Tornare al lavoro strutturato.
Solo quando il tavolo e io siamo tornati ad essere "sicuri", abbiamo reintrodotto a piccoli passi il lavoro più strutturato.
❤️Cosa mi porto a casa da questa storia?
Che prima di insegnare un’abilità, dobbiamo chiederci: "Com’è il clima emotivo in cui sto chiedendo di imparare?"
Se uno strumento diventa pesante, il nostro compito è cambiare l’associazione. Non insistere di più.
Il comportamento è sempre comunicazione.
E il nostro lavoro, prima di tutto, è ascoltare.
A voi genitori è mai successo con i compiti, con il quaderno, con un’attività?
Raccontatemelo nei commenti. Trovare insieme il "perché" è il primo passo per cambiare il "come".