30/08/2026
POSTURA, VISCERI E CICATRICI: QUANDO IL CORPO COMPENSA IN SILENZIO
Dopo un intervento chirurgico addominale, il corpo non si limita a “riparare” un tessuto. Attiva un processo complesso di guarigione che coinvolge il sistema connettivo, la fascia e la relazione tra gli organi interni. In questo contesto, è piuttosto comune che si formino aderenze, cioè aree in cui i tessuti perdono la loro naturale capacità di scorrimento e iniziano a muoversi in modo meno libero.
Queste restrizioni non sono necessariamente dolorose nell’immediato, ed è proprio questo il punto critico: possono restare silenziose per mesi o anni, mentre il corpo si adatta progressivamente. La riduzione della mobilità viscerale e fasciale modifica le dinamiche di tensione interna e costringe il sistema a trovare nuovi equilibri, spesso attraverso compensazioni che coinvolgono la postura, il bacino, la colonna e, in alcuni casi, anche l’appoggio plantare.
È in questa fase che iniziano a comparire sintomi che raramente vengono collegati alla loro origine: dolori muscolo-articolari persistenti, rigidità che tendono a ripresentarsi, squilibri posturali difficili da stabilizzare. Il trattamento si concentra allora sulla zona sintomatica, ma senza considerare che il problema potrebbe avere una componente più profonda, legata proprio a una perdita di mobilità interna.
Lavorare sul tessuto cicatriziale, sul sistema fasciale e sulla dinamica viscerale non significa adottare un approccio “alternativo”, ma piuttosto ampliare la lettura del corpo in chiave funzionale. Attraverso tecniche manuali mirate e un intervento integrato, è possibile favorire un recupero più completo della mobilità e ridurre quelle compensazioni che, nel tempo, diventano fonte di sovraccarico.
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