31/08/2026
Non tutte le emozioni che proviamo le esprimiamo. Alcune le blocchiamo sul nascere, perché non è il momento, perché non sta bene, perché hai imparato presto che certe cose è meglio non dirle.
Ma quel blocco non è neutro.
Quando il cervello percepisce una minaccia o un'ingiustizia e attiva la risposta emotiva, il sistema nervoso autonomo si mobilita: frequenza cardiaca in aumento, muscoli in tensione, respiro che si modifica. Tutto il corpo si prepara a reagire. Questa è la fisiologia della rabbia, è automatica, non la scegli tu.
Quello che puoi fare, in apparenza, è non esprimerla. Tenerla dentro. E lì inizia il problema.
La soppressione emotiva, quella consapevole e ripetuta, mantiene attivo il sistema nervoso in uno stato di allerta prolungata. La risposta di mobilizzazione non si scarica, rimane sospesa. Studi di psicofisiologia mostrano che chi sopprime regolarmente le emozioni presenta livelli di attivazione del sistema simpatico più alti anche a riposo, non solo nel momento della provocazione.
Quindi nel tempo quella rabbia che non hai detto si trasforma in rigidità alle spalle, in una mascella sempre contratta, in un senso di stanchezza che non passa neanche dormendo.
Non perché sei rancorosa. Perché il corpo ha ancora in memoria qualcosa che la mente ha cercato di dimenticare. 🧠
Se vuoi ricevere un approfondimento su questo meccanismo e su cosa significa davvero 'elaborare' un'emozione invece di sopprimerla, commenta RABBIA qui sotto. Ti scrivo in DM.