Dott. ssa Giulia Segurini NeuroPsy

Dott. ssa Giulia Segurini NeuroPsy Biohacking your Stimulus response mechanism wherever you live

03/09/2026

Non tutte le emozioni che proviamo le esprimiamo. Alcune le blocchiamo sul nascere, perché non è il momento, perché non ...
31/08/2026

Non tutte le emozioni che proviamo le esprimiamo. Alcune le blocchiamo sul nascere, perché non è il momento, perché non sta bene, perché hai imparato presto che certe cose è meglio non dirle.

Ma quel blocco non è neutro.

Quando il cervello percepisce una minaccia o un'ingiustizia e attiva la risposta emotiva, il sistema nervoso autonomo si mobilita: frequenza cardiaca in aumento, muscoli in tensione, respiro che si modifica. Tutto il corpo si prepara a reagire. Questa è la fisiologia della rabbia, è automatica, non la scegli tu.

Quello che puoi fare, in apparenza, è non esprimerla. Tenerla dentro. E lì inizia il problema.

La soppressione emotiva, quella consapevole e ripetuta, mantiene attivo il sistema nervoso in uno stato di allerta prolungata. La risposta di mobilizzazione non si scarica, rimane sospesa. Studi di psicofisiologia mostrano che chi sopprime regolarmente le emozioni presenta livelli di attivazione del sistema simpatico più alti anche a riposo, non solo nel momento della provocazione.

Quindi nel tempo quella rabbia che non hai detto si trasforma in rigidità alle spalle, in una mascella sempre contratta, in un senso di stanchezza che non passa neanche dormendo.

Non perché sei rancorosa. Perché il corpo ha ancora in memoria qualcosa che la mente ha cercato di dimenticare. 🧠

Se vuoi ricevere un approfondimento su questo meccanismo e su cosa significa davvero 'elaborare' un'emozione invece di sopprimerla, commenta RABBIA qui sotto. Ti scrivo in DM.

Hai mai dimenticato qualcosa di banale, una parola, un nome, dove hai messo le chiavi, proprio nel momento in cui ne ave...
31/08/2026

Hai mai dimenticato qualcosa di banale, una parola, un nome, dove hai messo le chiavi, proprio nel momento in cui ne avevi più bisogno? E poi ti sei sentita stupida per questo.

Non è stupidità. È fisiologia.

Quando sei sotto stress acuto, il tuo corpo rilascia cortisolo. Fin qui lo sai. Ma quello che forse non sai è che il cortisolo a dosi elevate colpisce in modo diretto la corteccia prefrontale dorsolaterale, quella stessa area che regola la memoria di lavoro, la capacità del cervello di tenere attive le informazioni mentre stai pensando o facendo qualcosa.

In pratica: più sei sotto pressione, meno quella regione riesce a funzionare in modo efficiente. Non perché sei fragile. Perché è esattamente così che il cervello gestisce le priorità in un momento di minaccia percepita: sposta risorse verso le aree che servono a sopravvivere, e toglie energia a quelle che servono a ragionare con precisione.

Il problema è che viviamo in un tipo di stress che non finisce mai. Non è la tigre che scappa dopo cinque minuti. È il lavoro, il figlio, la lista di cose da fare, il messaggio a cui non hai risposto. E il cortisolo rimane alto. Cronicamente.

Quindi la memoria peggiora. L'attenzione si spezza. E tu pensi di essere cambiata, quando invece stai solo pagando il prezzo di un sistema nervoso che non ha spazio per respirare. 🧠

Se vuoi capire come funziona questo meccanismo e cosa puoi fare concretamente per proteggere la tua memoria sotto stress, commenta MEMORIA qui sotto. Ti mando tutto in DM.

30/08/2026

POV: devi sistemare la lavatrice… ma improvvisamente quel piccolo oggetto lì diventa la cosa più interessante del mondo. 😂🧠

Se hai l’ADHD, probabilmente conosci benissimo questa scena:

🧺 inizi a mettere a posto una cosa
👀 trovi un oggetto
🤔 inizi a chiederti come funziona
👐 lo prendi in mano
🎮 inizi a giocarci / esplorarlo
⏰ passano 20 minuti
🧺 la lavatrice è ancora lì.

Non è semplicemente “distrazione” o mancanza di volontà.

Nel fenotipo ADHD, l’attenzione non è necessariamente assente: può essere molto difficile regolarla e spostarla intenzionalmente. Una novità, un dettaglio curioso o qualcosa di particolarmente stimolante può catturare il sistema attentivo molto più facilmente di un compito ripetitivo e poco gratificante.

È il classico:
“Ero venuta a fare una cosa… e adesso sto facendo QUEST’ALTRA.” 😂

E no, non significa che una persona con ADHD non sappia concentrarsi. Anzi: può concentrarsi moltissimo quando qualcosa aggancia interesse, novità o ricompensa.

💬 Commenta “ADHD” e ti mando la mia guida sul cervello ADHD. 🧠

📌 Salva il post per quando ti ritroverai a giocare con un oggetto mentre hai 17 cose da finire.
📲 Invia questo reel alla persona che dice sempre: “Aspetta, prima finisco questa cosa…” 😂

Neurodivergente Neurodiversità ADHDAwareness ADHDTips FunzioniEsecutive Attenzione Iperfocus Dopamina Neuroscienze Psicologia Neuroplasticità NeuroplasticityTraining

28/08/2026

casiclinici

28/08/2026

Quando sei già sovrastimolata e tua figlia inizia a cantare a squarciagola 🎤😅 Il sistema nervoso: “ok ci risiamo”

Livello sovrastimolazione: già a 100.
Lei: “MAMMA GUARDA CANTO” 🎶
Io: sorriso a denti stretti da manuale di autoregolazione 😂

Quando il tuo sistema nervoso è già saturo e arriva il concertino spontaneo delle 18:00 🎵 Chi altra mamma neurodivergente si riconosce?

27/08/2026

POV: vivi in una famiglia neurodivergente e una frase normalissima si trasforma in un concerto improvvisato 😂🎶

Una frase → una melodia.
Una parola → ecolalia.
Un suono → vocal stimming.
E improvvisamente… tutti stanno cantando. 😂

Nelle persone neurodivergenti, giocare con suoni, parole e ritmi può essere una forma spontanea di autoregolazione, espressione e divertimento. Non è semplicemente “non riuscire a stare seri”: è un modo diverso di vivere e modulare gli stimoli. 🧠✨

E chi vive in una casa neurodivergente probabilmente sa perfettamente di cosa sto parlando. 😂

💬 Commenta “ADHD” e ti mando la mia guida per comprendere meglio il cervello ADHD e la neurodivergenza. 🧠

📌 Salva il post per rivederlo quando ti servirà.
📲 Condividilo con quella persona con cui una frase diventa sempre una canzone.

CervelloADHD ADHDTips Autismo Ecolalia VocalStimming Stimming AutismoItalia Neuroscienze Psicologia Neuroplasticità NeuroplasticityTraining ADHDAwareness ADHDCommunity Neurodivergent NeurodivergentAdults

audhd neurodivengente adhd crescitapersonale neuropsicologia

Alzi la voce per qualcosa che non lo meriterebbe. Senti una frustrazione sproporzionata per una cosa banale, un commento...
27/08/2026

Alzi la voce per qualcosa che non lo meriterebbe. Senti una frustrazione sproporzionata per una cosa banale, un commento, un rumore, un messaggio letto male. E poi ti senti in colpa, perché "non è da te", perché hai reagito in modo che non ti piace.

Quello che sta succedendo ha un nome neurobiologico abbastanza preciso.

La corteccia prefrontale, la parte del cervello che regola le reazioni impulsive, contestualizza le situazioni e ti permette di rispondere invece di reagire, funziona a piena capacità solo quando hai risorse sufficienti: sonno, energia metabolica, carico cognitivo gestibile. Quando una di queste manca, e spesso mancano tutte e tre insieme, la sua capacità regolatoria si riduce in modo misurabile.

In quel momento l'amigdala, che lavora molto più velocemente e non fa valutazioni complesse, prende spazio. Non perché sia difettosa, ma perché il sistema di controllo che normalmente la bilancia è troppo affaticato per farlo.

L'irritabilità cronica non è un tratto caratteriale che è emerso con l'età. È quasi sempre un segnale che il tuo sistema nervoso sta lavorando con un deficit di risorse da troppo tempo.

La differenza conta, perché cambia completamente da dove inizi a lavorarci. 🧠

Se vuoi capire come funziona questo meccanismo e da dove si comincia a lavorarci davvero, commenta IRRITABILE qui sotto. Ti mando il materiale in DM.

Hai riletto quella mail trenta volte. Hai fatto liste di pro e contro. Hai chiesto opinioni a persone diverse, che ti ha...
27/08/2026

Hai riletto quella mail trenta volte. Hai fatto liste di pro e contro. Hai chiesto opinioni a persone diverse, che ti hanno dato risposte diverse, e ora sei più confusa di prima. Eppure da qualche parte sai già cosa vuoi fare.

Questo è uno dei blocchi più frustranti che esistano, e ha una spiegazione che non riguarda la forza di volontà.

Quando una decisione porta con sé incertezza alta, la corteccia prefrontale dorsolaterale, quella che ci serve per pianificare e ragionare, entra in competizione con il sistema limbico, che invece spinge verso la riduzione immediata dell'ansia. Il risultato concreto è un loop: il cervello genera scenari, li valuta, avverte disagio, genera altri scenari per ridurlo, e così via. Senza mai uscire.

La ricerca sulla tolleranza all'incertezza mostra che non è la difficoltà oggettiva della scelta a creare paralisi. È quanto il sistema nervoso riesce a reggere lo stato di 'non sapere ancora'. Chi ha una tolleranza all'incertezza bassa (spesso costruita in ambienti familiari imprevedibili) attiva prima e più intensamente questa spirale, indipendentemente da quanto sia razionale o intelligente.

In pratica: più cerchi certezza raccogliendo informazioni, più il cervello interpreta quella ricerca come conferma che la situazione è pericolosa. Il loop si autoalimenta. 🧠

Non sei indecisa per carattere.

Se vuoi capire come uscire da questo meccanismo, scrivi SCELTA nei commenti: ti mando una guida pratica in DM.

21,700 volte grazie a ognuno di Noi ❤️❤️❤️🚀🚀🚀✨🏹
26/08/2026

21,700 volte grazie a ognuno di Noi ❤️❤️❤️🚀🚀🚀✨🏹

Indirizzo

Via Milano 22
Lerici
19032

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott. ssa Giulia Segurini NeuroPsy pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Dott. ssa Giulia Segurini NeuroPsy:

Scelte rapide

Condividi