Health and Comfort

Health and Comfort "Health and Comfort for Human Indoor Life" è un evento transettoriale interdisciplinare dedicato al

La Fondazione habitat umano, Ente morale riconosciuto giuridicamente ai sensi del Decreto Presidente della Repubblica 316/2000, promuove ed attua il secondo
Meeting interdisciplinare - transettoriale “Salute e
Comfort negli Ambienti di Vita Confinati”. Il primo Meeting è avvenuto il 4 e 5 ottobre 2019 a Taormina e Lipari, proponendo, secondo gli indirizzi del proprio Statuto e con un certo grado

di tempismo se non addirittura anticipatamente, il tema scottante della prevenzione, del monitoraggio e del risanamento ove spesso necessario, sia dell’inquinamento indoor sia della cosiddetta sindrome da edificio malato SBS., definita così della OMS. In quella occasione, mettendo a confronto esperti, tecnici, decisori dei diversi livelli istituzionali e settoriali, si potè rilevare come in ambito territoriale la questione della salubrità indoor, della relativa sicurezza e del benessere psicofisico in generale, ed in particolare dell’impatto di una cattiva regimentazione dell’aria al chiuso sulla salute umana e sulla vivibilità delle famiglie con disabilità, fosse in atto del tutto trascurato. L’incontro, quale tavolo per il dibattito e servizio informativo di comunità, ebbe modo di ricondurre all’attenzione della filiera socio-sanitaria la latente emergenza prima ancora di quella in corso relativa alla pandemia di Covid-19, grazie anche all’adesione di strutture accreditate del sistema sociosanitario regionale ed il sostegno dell’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, oltre alla partecipazione degli organi tecnico- amministrativi degli enti locali coinvolti. A Taormina e Lipari, si mise in risalto l’esigenza per le amministrazioni locali di riprendere il cammino virtuoso abbandonato negli anni, come indicato dalla legge sulla disabilità e dalle disposizioni normative sull’abbattimento delle barriere architettoniche, oltre che dai piani di accessibilità urbana. Il Meeting pose l’accento altresì sulla obsolescenza dei settori tecnici delle amministrazioni nel poter affrontare, in sinergia con le aziende sanitarie provinciali, i temi della cosiddetta igiene ambientale sia essa applicata agli ambienti di vita domestica che di pubblica fruizione (come le scuole), ma in quel momento storico ancora distanti dalla attuale ribalta data dalla emergenza. Se è vero che gli studi in atto di esperti e ricercatori pubblici e privati tendono a verificare come il virus si propaghi nell’aria legandosi al particolato atmosferico, acuendone la virulenza nelle aree del Paese ove l’inquinamento e lo smog è maggiore, è altrettanto vero che l’OMS ha dedicato particolare attenzione agli effetti sanitari dovuti ai livelli di inquinamento degli ambienti indoor, determinati principalmente dall’uso di combustibili di bassa qualità per il riscaldamento degli ambienti e dalla preparazione dei cibi, ma anche dall’uso di sostanze chimiche per l’igiene personale e per la pulizia degli ambienti, aromi per la profumazione indoor, pitture, vernici, ecc. Questa componente riveste un ruolo rilevante se si considera che la popolazione trascorre la maggior parte del tempo in ambienti chiusi (abitazione, scuola, lavoro, solo per citarne alcuni). Allora sarebbe altrettanto importante verificare come lo stesso virus oltre agli altri elementi patogeni e sostanze volatili presenti all’interno degli spazi chiusi, possa incidere più o meno nel propagarsi e quindi in grado di debilitare la salute umana a seconda del coefficiente di salubrità propria di ogni ambiente confinato, cosa che è oggetto della Ricerca COVID-habitatumano promossa dalla Fondazione. E ancora; se è vero che l’organizzazione più o meno razionale dell’accoglienza dei casi positivi conclamati, necessita di reparti o aree specializzate, vere e proprie zone anti-contagio, con i relativi dispositivi di protezione individuale, allora è altrettanto vero che allo stesso modo devono essere riqualificati interi stabili dove soggetti positivi o anche portatori sani, dato l’alto indice di contagiosità accertata del virus, come le scuole, saranno a contatto con i nostri figli e intere generazioni e strati di popolazione. È chiaro, quindi, che i temi suscitati dal Meeting di Taormina e Lipari del 2019, oggi diventano urgenti e ancor più decisivi, dovendo puntare l’attenzione più che sul comfort, soglia di qualificazione dello spazio vitale a questo punto quasi elitaria di fronte all’emergenza, piuttosto sulla sicurezza ed igiene delle nostre abitazioni come dei luoghi deputati alla cura e tutela della Persona. Per queste ragioni, prima che in ossequio al mandato istituzionale della Fondazione, la vision della “habitat umano” si rinnova nel 2020 con maggiore impulso rispetto a quanto già emerso nella fase 1 della propria Azione, consapevoli che il tragitto da percorrere tracciato nella prima fase istitutiva recente, oggi è ancor più necessaria. Lungo il solco delle vicissitudini umane in corso, risalta come lo scopo a cui si è votata l’istituzione morale a tutela dell’habitat umano fosse di grande importanza per la comunità e ... (art. 2 Statuto) “in favore dei soggetti svantaggiati per la salute e sicurezza nel loro ambiente di vita”. Scopo della Fondazione, attraverso il Meeting che si vuole riproporre per il secondo anno consecutivo con l’edizione 2020, sarà mettere a frutto le considerazioni emerse già nella prima edizione, individuando i fattori di crisi che condizionano la piena applicazione delle direttive internazionali sulla salubrità indoor e l’accessibilità fisica e immateriale per le persone fragili. Attraverso il CTS, la Fondazione sviluppa le nuove Tesi ed i paradigmi per un'abitabilità del Nostro domicilio, in grado di superare gli schemi funzionali consolidati ma obsoleti. Grazie alla cooperazione del partenariato e dopo le analisi evidenziate dal Primo rapporto nazionale della Fondazione, Dis-Human Habitat 2020, si intende sottoporre al decisore pubblico un vero e proprio Progetto faro che sperimenti la fattibilità di un sostegno alle famiglie con disabilità e quindi all’utenza meno abbiente, di portare loro assistenza domiciliare per la prevenzione del rischio Covid, e a regime la programmazione della tutela della salute, attraverso un nuovo paradigma e modello di abitazione: ecologico, biocompatibile, ergonomico, accessibile. Prima l’OMS con le raccomandazioni per un’aria salubre nei locali confinati e oggi l’UE, attraverso la Direttiva sui requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi, rilevano come cruciali i temi del Meeting: si può e si deve individuare nel Nostro domicilio il cuore delle politiche per la salubrità e della vivibilità, oltre che per la prevenzione del rischio. Anche la cura della malattia cronica nelle diverse forme che “disabilitano” l’uomo del XXI secolo, può essere programmata in un ambiente domestico che metta al centro il paradigma dell’accessibilità come fulcro per una dimensione accettabile, dignitosa e sicura del Nostro habitat umano.

09/12/2022
08/12/2022

Meeting transettoriale - interdisciplinare

14/10/2022

Carta di Intenti per una BioAccessibilità Multisensoriale

Indirizzo

Lipari

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