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Il cardamomo. Conosco l'olio essenziale del cardamomo e la sua chimica (che vi riporto tra poco) ma ho voluto cercare qu...
23/06/2026

Il cardamomo.
Conosco l'olio essenziale del cardamomo e la sua chimica (che vi riporto tra poco) ma ho voluto cercare qualche informazione in più sulla sua storia millenaria. Come sempre la natura stupisce per la sua complessità e per il suo supporto al nostro benessere.

L'uso medicinale del cardamomo è documentato almeno tremila anni fa nei testi vedici. Pensate, prima è arrivato come medicina poi come spezia usata in cucina.

I testi ayurvedici in sanscrito lo citano con il nome "ela" come rimedio per i disturbi digestivi, per bilanciare il dosha pitta ( il principio di fuoco e digestione nella medicina tradizionale indiana) Il re di Babilonia lo coltivava nei suoi giardini reali tra le erbe medicinali più preziose. Gli antichi Egizi lo usavano per rinfrescare il respiro e come ingrediente nei rituali di imbalsamazione; Greci e Romani lo importavano a caro prezzo per la cucina e come medicina, apprezzandone l'effetto stimolante sulla digestione. Si racconta che siano stati i Vichinghi a portarlo in Scandinavia durante i loro viaggi, dove è rimasto una spezia fondamentale fino ad oggi, basta pensare ai dolci natalizi nordici o al caffè cardamomato arabo.

Ma che pianta è il cardamomo? il suo nome scientifico è Elettaria cardamomum e appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae, la stessa famiglia dello zenzero e della curcuma, ed è originaria delle foreste pluviali dei Ghati Occidentali, nel sud dell'India. I componenti principali dell'olio essenziale sono l'α-terpinyl acetate, l'1,8-cineolo e il linalolo.

La composizione fitochimica comprende monoterpeni ossigenati come l'1,8-cineolo e l'α-terpinyl acetate, sesquiterpeni, flavonoidi e acidi fenolici tra cui gli acidi protocatecuico, caffeico e siringico (se riuscite a dirli in sequenza senza che si incastri la lingua vi do un premio) La combinazione di tutte queste molecole che lavorano in sinergia, conferisce pronunciate attività antiossidanti e antinfiammatorie attraverso la neutralizzazione dei radicali liberi e la modulazione di vie di segnalazione cellulare chiave.

L'1,8-cineolo è per altro la stessa molecola presente nell'eucalipto e nel rosmarino: un composto antinfiammatorio, espettorante, e attivo sulla motilità gastrointestinale. Nel cardamomo è presente in concentrazioni elevate, il che spiega in parte perché questa spezia abbia effetti sia digestivi che respiratori.

Gli oli essenziali del cardamomo stimolano la produzione di enzimi digestivi, promuovendo processi digestivi efficienti. In medicina tradizionale è usato come carminativo, stomachico, digestivo e antiemetico nel trattamento dei disturbi gastrointestinali. Gli studi su modelli animali hanno mostrato proprietà antiossidanti, antipertensive, gastroprotettive, antispasmodiche e antibatteriche.

Uno studio comparativo sull'olio essenziale di Elettaria cardamomum coltivato in India e Guatemala ha dimostrato attività antispasmodica e antidiarroica in modelli in vivo, con differenze di potenza tra le due provenienze geografiche legate alla diversa composizione in monoterpeni e sesquiterpeni. Non è un dettaglio trascurabile: la provenienza geografica e le condizioni di coltivazione modificano la chimica dell'olio, e quindi la sua attività biologica.

Il suo profumo è complesso, caldo e leggermente dolce, con una nota balsamica data dall'1,8-cineolo. Questa complessità aromatica non è solo estetica. Ho letto che nell'aromaterapia ayurvedica e nella medicina cinese tradizionale, il cardamomo è usato per "muovere il qi stagnante"e per aprire il flusso del prana attraverso il corpo. In Ayurveda calma la mente agitata e dissolve la nebbia mentale legata allo stress prolungato.

Questo ha senso anche alla luce della chimica moderna: l'1,8-cineolo inalato attraversa rapidamente la barriera ematoencefalica e ha mostrato effetti sulla modulazione del sistema nervoso centrale in studi su modelli animali. La via olfattiva è reale, e nel cardamomo è particolarmente ricca di molecole attive.

Come usarlo possiamo usarlo quindi?? Anche qui ho trovato diverse suggestioni interessanti
Le bacche intere o i semi aggiunti alla fine della cottura mantengono meglio i composti volatili rispetto alla cottura prolungata. Il tè al cardamomo (bacche schiacciate in acqua calda) è la forma tisana più classica, usata dall'India al Medio Oriente. Nel sud dell'India, il "elakkai tea" con cardamomo schiacciato viene usato tradizionalmente per alleviare la stanchezza da stress e la depressione.

Per quanto invece riguarda l'olio essenziale si può utilizzare per esempio per uso topico, diluito in un olio vettore e massaggiato sull'addome in senso orario, combinando l'effetto meccanico del massaggio con i composti attivi che attraversano la cute. Per via aromatica, in diffusione, è tra le spezie più piacevoli e versatili e funziona bene sia da solo che in blend con zenzero, fi*****io e agrumi per un'azione digestiva sinergica.
Oppure cardamomo, fi*****io e limone in diffusore serale creano un ambiente che supporta il sistema parasimpatico in un momento della giornata in cui il corpo è già naturalmente in fase di rallentamento. Utile soprattutto d'estate quando si mangia tardi e si va a letto presto dopo cena.

E infine possiamo anche dedicarci una tisana fredda digestiva
Il tè al cardamomo funziona benissimo anche freddo. Bacche schiacciate in acqua calda, lasciato raffreddare, eventualmente con un po' di zenzero fresco e limone. Da bere lontano dai pasti principali. In estate è particolarmente utile perché il caldo rallenta la motilità intestinale e favorisce la fermentazione dei carboidrati indigeriti.

Una spezia che mi ha affascinato, che vale tremila anni di attenzione e che la ricerca moderna sta ancora esplorando!!!

🍷 D'estate si beve di più. Aperitivi, cene all'aperto, vacanze. Ma il vino (o la birra, o il sidro) fa bene o fa male? L...
18/06/2026

🍷 D'estate si beve di più. Aperitivi, cene all'aperto, vacanze. Ma il vino (o la birra, o il sidro) fa bene o fa male? La risposta è che la questione è più complessa di quanto pensiamo!!!

Ho ascoltato un podcast molto interessante del Prof. Tim Spector (fondatore di un progetto nutrizionale), in cui si discute proprio di questo, con dati alla mano. Ve lo riassumo con alcune riflessioni.

🔬 Non tutto l'alcol è uguale: conta la matrice
Uno dei punti più interessanti emersi dalla discussione scientifica è che non tutte le bevande alcoliche hanno lo stesso impatto biologico. E il motivo non è l'alcol in sé, che resta etanolo, una molecola che il nostro organismo deve detossificare ( e che quindi NON ci fa bene) ma ciò che accompagna l'alcol nella bevanda.

🍇 Vino rosso: è ricco di polifenoli (resveratrolo, quercetina, antocianine, tannini), composti bioattivi con proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e potenzialmente cardioprotettive. Alcuni studi suggeriscono anche un effetto positivo sulla diversità del microbiota intestinale, un parametro associato a migliore salute metabolica e immunitaria.

🍎 Sidro tradizionale (non industriale): contiene polifenoli derivati dalla mela e prodotti della fermentazione naturale, che possono avere effetti prebiotici e favorire la crescita di batteri intestinali benefici.

🍺 Birre artigianali non filtrate e non pastorizzate: conservano lieviti vivi, fibre solubili e composti fenolici che nelle birre industriali vengono in gran parte eliminati. Anche in questo caso, alcuni studi preliminari suggeriscono possibili effetti favorevoli sul microbiota.

⚠️ Attenzione: questi potenziali benefici sono legati alla complessità della bevanda fermentata, non all'etanolo. Anzi, l'alcol stesso può danneggiare la mucosa intestinale e alterare negativamente il microbiota se consumato in eccesso (anche qui il discorso è ampio perchè la capacità di metabolizzare l'alcool dipende da moltissimo fattori, quindi ogni persona è un caso a sè)

❤️ Il "paradosso francese" e i limiti degli studi osservazionali
Per anni si è parlato del cosiddetto "paradosso francese": i francesi, pur consumando grassi saturi, avevano tassi relativamente bassi di malattie cardiovascolari, e il merito veniva attribuito al consumo moderato di vino rosso.

Oggi sappiamo che la realtà è più sfumata, molti degli studi che associavano consumo moderato di alcol a benefici cardiovascolari erano osservazionali, quindi soggetti a bias di confondimento: chi beve moderatamente tende anche ad avere uno stile di vita complessivamente più sano, un livello socioeconomico più alto, una vita sociale più attiva.

Studi più recenti e metodologicamente rigorosi (tra cui alcune meta-analisi con randomizzazione mendeliana) hanno ridimensionato significativamente i presunti benefici cardiovascolari, suggerendo che non esiste una dose di alcol priva di rischio in termini assoluti.

Il rischio oncologico associato all'alcol (in particolare per tumori di cavo orale, faringe, esofago, fegato, colon-retto e mammella) è dose-dipendente e non ha una soglia sicura secondo l'OMS e lo IARC, che classificano l'etanolo come cancerogeno di gruppo 1.

🧠 L'aspetto che sottovalutiamo è invece la dimensione sociale.
Ed ecco un punto che nel podcast viene giustamente sottolineato e che trovo molto importante dal punto di vista della salute globale della persona: quando beviamo un bicchiere di vino a cena con amici, in realtà stiamo facendo molto di più che assumere polifenoli o etanolo. Stiamo:

🤝 condividendo un momento di connessione sociale
😌 attivando il sistema parasimpatico (rilassamento, distensione)
🧘 riducendo il cortisolo attraverso il piacere della convivialità
💬 comunicando, ridendo, raccontandoci

La ricerca scientifica è sempre più chiara: le relazioni sociali significative sono uno dei più potenti predittori di longevità e salute. Gli studi sulle Blue Zones (le aree del mondo con la più alta concentrazione di centenari) mostrano che il fattore comune non è il vino in sé, ma il contesto: pasti condivisi, comunità, senso di appartenenza, lentezza.

Quindi, quando pensiamo che "quel bicchiere di vino a cena mi fa stare bene", probabilmente ciò che ci fa davvero bene è la cena stessa: le persone, la conversazione, il rituale, il rallentare.

L'alcol è spesso il veicolo, ma il principio attivo è la relazione.

⚖️ Pro e contro

Possibili aspetti favorevoli (a dosi moderate, in contesto alimentare, cioè MAI a stomaco vuoto ma sempre durante un pasto e preferibilmente non di sera):

-Apporto di polifenoli e composti bioattivi (vino rosso, sidro, birre artigianali)
-Possibile effetto positivo sulla diversità del microbiota
-Componente conviviale e psicosociale

Rischi documentati (dose-dipendenti, ma senza soglia completamente sicura):

-Epatotossicità (steatosi, epatite alcolica, cirrosi)
-Aumento del rischio oncologico (cancerogeno gruppo 1 IARC)
-Alterazione del sonno (riduce il sonno REM)
-Disidratazione e squilibri elettrolitici (particolarmente rilevante d'estate)
-Effetti sul comportamento alimentare (disinibizione, fame reattiva)
-Rischio di dipendenza
-Interazione con farmaci e condizioni cliniche

📌 Il mio messaggio come professionista
Se non bevi, non hai alcun motivo di iniziare per ragioni di salute. I polifenoli li trovi in uva, frutti di bosco, melograno, cacao amaro, tè verde, olio EVO, senza i rischi dell'etanolo.

Se bevi, la qualità e il contesto contano. Un calice di buon vino rosso a cena, con calma, in compagnia, è cosa molto diversa da bere da soli, in fretta, in quantità.

La dose fa il veleno, ma per l'alcol, anche le "piccole dosi" non sono biologicamente neutre. La consapevolezza è tutto.

D'estate in particolare: il caldo amplifica gli effetti dell'alcol (vasodilatazione, disidratazione, ipotensione). Alternare sempre con acqua, mai a stomaco vuoto, mai prima di guidare.

Investite nelle relazioni, non nel bicchiere. Quello che fa davvero bene alla salute è stare bene con le persone che amate.

Fonti e spunti: ZOE Science & Nutrition Podcast (Prof. Tim Spector, Dr. Sarah Berry); WHO/IARC monographs on alcohol; meta-analisi su consumo moderato e mortalità (GBD 2018, Lancet); studi sul microbiota e polifenoli del vino (Le Roy et al., Gastroenterology 2020); ricerca sulle Blue Zones (Dan Buettner).

Federica Volpato

La menta piperita. La pianta più antica nelle farmacie del mondoIl papiro di Ebers, un testo medico egizio datato intorn...
15/06/2026

La menta piperita. La pianta più antica nelle farmacie del mondo
Il papiro di Ebers, un testo medico egizio datato intorno al 1550 avanti Cristo (una vera scoperta!!), cita la menta come rimedio per i dolori di stomaco. Era così preziosa nell'antichità che veniva usata anche come moneta di scambio. I Romani la portavano a tavola dopo i banchetti come digestivo, Plinio il Vecchio la descrive nei suoi scritti con una considerazione che quasi sorprende per la sua modernità. I medici ayurvedici medievali la prescrivevano come "Pudina" per calmare il calore estivo e la nausea, e la medicina tradizionale cinese e giapponese la usava per i disturbi digestivi.
Cosa c'è dentro la menta piperita
La Mentha x piperita è tecnicamente un ibrido, un incrocio naturale tra la menta acquatica e la menta verde. L'olio essenziale ottenuto per distillazione in corrente di vapore dalle foglie fresche contiene oltre quaranta composti diversi, con il mentolo come costituente principale, presente tra il 30 e il 55% della composizione totale, seguito da mentone, acetato di mentile e 1,8-cineolo.
Il mentolo è la molecola che dà alla menta la sua sensazione caratteristica di fresco, ma non è solo una questione sensoriale. Ha un'azione farmacologica precisa e ben documentata.
Come il trans-anetolo del fi*****io, il mentolo agisce sulla muscolatura liscia intestinale bloccando i canali del calcio nelle cellule muscolari. Questo produce un effetto antispasmodico sul tratto gastrointestinale, carminativo (favorisce cioè l'eliminazione dei gas intestinali) e stimola il flusso biliare.
Ma la menta ha anche una via in più: il recettore TRPM8. Il mentolo è l'agonista principale di questo recettore, che risulta altamente espresso nelle cellule dendritiche del tessuto del colon nelle persone con sindrome dell'intestino irritabile. La sua stimolazione riduce il rilascio di citochine infiammatorie come l'interleuchina-1β, l'interleuchina-6 e il TNF-α nei campioni bioptici di questi pazienti. In altre parole, agisce anche sull'infiammazione locale, non solo sugli spasmi.
Una revisione di sedici studi clinici ha mostrato un tasso di risposta medio del 58% per la menta piperita contro il 29% del placebo nel trattamento della sindrome dell'intestino irritabile, portando gli autori a concludere che rappresenta una buona scelta di prima linea per questa condizione, per l'efficacia e il basso profilo di effetti avversi.
Una meta-analisi di dodici studi randomizzati su 835 pazienti ha confermato un beneficio significativo sia sui sintomi globali che sul dolore addominale. Non è medicina alternativa: le linee guida cliniche europea, canadese e giapponese raccomandano oggi l'olio essenziale di menta piperita per alleviare i sintomi della sindrome dell'intestino irritabile.
Le tre forme e le loro differenze
Le foglie fresche in tisana sono la forma più mite e accessibile, calde o fredde, a fine pasto. Hanno un effetto digestivo reale, anche se i dati clinici robusti riguardano prevalentemente l'olio essenziale.
L'olio essenziale per uso topico (qualche goccia diluita in un olio vettore, massaggiata sull'addome in senso orario) agisce localmente sulla muscolatura. Questa è la forma che integra perfettamente il gesto del massaggio addominale di cui ho parlato nel post precedente: il movimento meccanico e il composto attivo che parlano allo stesso organo nello stesso momento.
L'olio essenziale per via interna esiste, ma richiede attenzione: il mentolo rilassa anche lo sfintere esofageo inferiore, quindi in chi soffre di reflusso può peggiorare i sintomi. Le capsule gastroprotette a rilascio enterico, che bypassano l'esofago e si sciolgono direttamente nell'intestino tenue, sono la formulazione studiata negli studi clinici e quella che evita questo effetto collaterale.
La menta piperita è sicura, ampiamente studiata e con un profilo di efficacia tra i più documentati nel panorama delle piante digestive. Ma come tutte le piante con attività farmacologica reale, non è priva di controindicazioni. È sconsigliata in gravidanza, nelle forme severe di reflusso gastroesofageo, e nelle capsule intere nei bambini piccoli.
Giovedì 18 giugno, alle 21.00, allo Studio EVOLution di Livorno Ferraris, parleremo anche di questo — di come gli oli essenziali agiscono sulla digestione, e come usarli in modo consapevole e fondato.
Per il tuo posto: 349 783 0125

C'è una sola funzione del tuo corpo che è insieme automatica e volontaria. Il cuore batte senza che tu lo decida. La pre...
11/06/2026

C'è una sola funzione del tuo corpo che è insieme automatica e volontaria.

Il cuore batte senza che tu lo decida. La pressione si regola, gli ormoni si rilasciano, la digestione avanza, tutto senza che tu debba pensarci. Il sistema nervoso autonomo gestisce tutto questo fuori dalla tua portata consapevole.

Il respiro invece è l'unica funzione autonoma che puoi prendere in mano deliberatamente. Puoi rallentarlo, approfondirlo, trattenerlo, modificarne il ritmo. E quando lo fai, non stai solo spostando aria: stai inviando un segnale diretto al sistema nervoso. Stai letteralmente parlando al nervo vago, quella struttura che collega il cervello all'intestino e che regola lo stato di attivazione o calma dell'intero organismo.

Le tradizioni indo-vediche lo sapevano già. Il pranayama, le tecniche di controllo del respiro codificate nei testi yogici migliaia di anni fa, non nasce come pratica spirituale generica. Nasce da un'osservazione precisa e ripetuta: modificare il respiro modifica lo stato del corpo e della mente in modo riproducibile. I taoisti cinesi, i monaci tibetani, le tradizioni contemplative di culture lontanissime tra loro sono arrivati alla stessa conclusione indipendentemente. Qualcosa di così coerente, su scala così ampia e in epoche così distanti, merita attenzione.

Oggi la neuroscienza sta semplicemente trovando le parole per spiegare quello che quelle tradizioni avevano già mappato attraverso l'esperienza. Una respirazione lenta e consapevole cambia la variabilità della frequenza cardiaca, abbassa i livelli di cortisolo, riattiva il sistema parasimpatico. E quando il sistema parasimpatico si riattiva, la digestione riparte. Non è misticismo. È anatomia confermata da millenni di osservazione e da decenni di ricerca.

Mercoledì 18 giugno alle 21.00, presso Studio EVOLution di Livorno Ferraris, chiuderemo la serata "Mangia l'estate" con una pratica di respirazione consapevole guidata, costruita esattamente su questi meccanismi. Perché capire come funziona cambia completamente l'esperienza di farlo.

Per il tuo posto: 349 783 0125.

con Federica Volpato

🌞 SOLSTIZIO D’ESTATE – MEDITAZIONE GUIDATA 🌞Domenica 21 giugno alle ore 21:00 ti aspetto presso Evolution Studio per una...
10/06/2026

🌞 SOLSTIZIO D’ESTATE – MEDITAZIONE GUIDATA 🌞

Domenica 21 giugno alle ore 21:00 ti aspetto presso Evolution Studio per una meditazione guidata gratuita.

Un incontro semplice e accessibile a tutti, anche a chi non ha mai meditato.

La meditazione non è qualcosa di esoterico: oggi la ricerca scientifica ne conferma gli effetti positivi su stress, concentrazione, benessere e qualità del riposo.

📍 Evolution Studio
Via Cavour 52A, Livorno Ferraris (VC)

🎁 Evento gratuito

Per informazioni:
📞 Dr.ssa Federica Volpato
349 7830125

Ti aspetto per condividere insieme il tramonto del giorno più lungo dell'anno e un momento di calma e presenza.

Il tuo intestino cambia con le stagioni. E l'estate è il momento migliore per ascoltarlo.La ricerca sul microbiota intes...
08/06/2026

Il tuo intestino cambia con le stagioni. E l'estate è il momento migliore per ascoltarlo.

La ricerca sul microbiota intestinale lo conferma: la composizione batterica del nostro intestino non è fissa. Cambia con la dieta, con la luce, con i ritmi del corpo e cambia in modo significativo tra inverno ed estate. Quando mangiamo più verdure fresche, più fibre, più varietà vegetale, il microbiota risponde. Alcune popolazioni batteriche proliferano, la diversità aumenta, la digestione funziona meglio.
È quello che emerge dagli studi longitudinali sulle popolazioni che seguono ancora un'alimentazione stagionale reale: il loro intestino si riconfigura ciclicamente, stagione dopo stagione, come se si aspettasse esattamente quel cibo in quel momento dell'anno.
Il problema è che noi spesso non sfruttiamo questa finestra. Mangiamo più leggero d'estate in modo istintivo, ma continuiamo a sentirci gonfi, pesanti, a disagio dopo i pasti. Perché non basta mangiare fresco a caso: bisogna capire cosa favorisce la leggerezza intestinale e cosa invece fermenta, quale ruolo hanno gli oli essenziali digestivi, e come il sistema nervoso, attraverso il respiro, può attivare o bloccare l'intera digestione.

Di tutto questo vi parlerò il 18 giugno, dalle 21.00, allo Studio Evolution
Una serata pratica, con informazioni che puoi portare subito nella tua quotidianità e nel tuo piatto.

📅 18 giugno 2026
🕘 Ore 21.00
📍 Studio Evolution
Via Cavour 52A - Livorno Ferraris (VC)
📲 Per informazioni e prenotazioni:
Dr.ssa Federica Volpato
349 7830125

07/06/2026
07/06/2026

Cosa succede quando 20 anni di esperienza nel massaggio incontrano l'innovazione per la cura dei capelli? ✨💆‍♂️

Sono felicissimo di annunciarvi la mia nuova collaborazione con il salone ! Abbiamo unito le forze per creare un vero e proprio "Percorso Salute" per i vostri capelli.
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Vi aspetto per questa Promozione Lancio!

📅 Quando? ESCLUSIVAMENTE IL MERCOLEDÌ

📍 Dove? Salone
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Chiama subito lo 015 352863 (i posti del mercoledì sono limitati, non aspettate l'ultimo minuto!)

Condividete questo post con quell'amica che ha proprio bisogno di staccare la spina e farsi un regalo. Vi aspetto! 👇

Ti senti gonfia soprattutto in estate?Caldo, digestione lenta, pesantezza dopo i pasti e quella sensazione di non sentir...
02/06/2026

Ti senti gonfia soprattutto in estate?

Caldo, digestione lenta, pesantezza dopo i pasti e quella sensazione di non sentirsi mai davvero leggera...

Durante questa serata scoprirai come alimentazione, respirazione e benessere intestinale possano aiutarti a vivere l'estate con più energia e leggerezza.

🌿 Consigli pratici e semplici da applicare subito

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🌿 Una breve esperienza di respirazione consapevole

📍 Studio Evolution
Via Cavour 52A – Livorno Ferraris (VC)

📅 18 Giugno
🕘 Ore 21.00

💶 Contributo di partecipazione: 10 €

📲 Posti limitati – gradita conferma di presenza
Dr.ssa Federica Volpato
349 7830125

Indirizzo

Via Cavour 52A
Livorno Ferraris
13046

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