09/09/2026
FAI COME LORO.
MENTRE LAVORI SU DI TE, RILASSATI.
Perché ultimamente “lavorare su di sé” sembra essere diventato il nuovo CrossFit dell’anima.
Tutti lavorano su di sé.
“Sto facendo un grande lavoro su di me.”
“Da quando ho iniziato il mio percorso…”
“Io ormai certe dinamiche le riconosco.”
E fin qui, benissimo.
Il problema comincia quando il lavoro su di sé diventa una qualifica professionale per diagnosticare quelli che, evidentemente, non hanno lavorato abbastanza su di loro.
Tu non mi hai mancato di rispetto:
sei inconsapevole.
Tu non mi hai fatto arrabbiare:
hai attivato una mia ferita.
Tu non sei semplicemente in disaccordo con me:
stai proiettando.
Io invece no.
Io ho lavorato su di me.
Ho fatto percorsi.
Letto libri.
Meditato.
Compreso i miei schemi.
Incontrato la bambina interiore, gli antenati e, se serviva, pure qualcuno delle vite precedenti.
Praticamente manca solo il diploma da essere umano evoluto. 😂
Eppure c'è una cosa curiosa.
Più lavori davvero su di te, meno ti senti arrivato.
Perché prima o poi, se scendi abbastanza in profondità, non incontri l'illuminazione.
Incontri l'umiltà.
Quella di accorgerti che puoi conoscere perfettamente i tuoi meccanismi e cascarci ancora.
Che puoi parlare di proiezioni e continuare a proiettare.
Che puoi insegnare i confini e qualche volta alzare muri.
Che puoi essere consapevole e comportarti da perfetto id**ta.
E soprattutto scopri una cosa abbastanza scomoda:
non sei migliore di chi non ha fatto il tuo stesso percorso.
Hai semplicemente avuto esperienze, strumenti e possibilità diverse.
Il lavoro su di sé, quando è autentico, non ti mette sopra gli altri.
Ti toglie lentamente dal piedistallo.
Ti rende un po' meno sicuro delle tue interpretazioni.
Un po' più curioso.
Un po' più capace di dire:
“Potrei sbagliarmi.”
E forse anche un po' più capace di ridere di te stesso.
Perciò sì, lavoriamo su di noi.
Ma ogni tanto facciamo come questi due.
Rilassiamoci.
Che l'ego riesce benissimo a sentirsi superiore anche mentre medita.😊
Rosy Cortese