Dott.ssa Rosy Cortese

Dott.ssa Rosy Cortese 🌿“I sintomi raccontano storie che le parole non osano, parlano di relazioni sospese.

🌿Ascoltare il corpo prima che parli la mente.

Accompagno chi vuole capire, dare senso e ritrovare chiarezza dentro di sé.

🌿Spazio di ascolto e consapevolezza

CI SONO DUBBI CHE NON NASCONO DALLA MANCANZA DI VALORE.Nascono dalle ferite che ci hanno portato a dimenticare il nostro...
19/06/2026

CI SONO DUBBI CHE NON NASCONO DALLA MANCANZA DI VALORE.

Nascono dalle ferite che ci hanno portato a dimenticare il nostro valore.

Così iniziamo a confrontarci, a sentirci indietro, a guardare gli altri come se possedessero qualcosa che a noi manca.

Cerchiamo conferme, approvazione, riconoscimento.
E più li cerchiamo fuori, più rischiamo di allontanarci da noi stessi.

Eppure ogni persona è il risultato di una storia unica.

Di radici, incontri, ferite, perdite e rinascite che non si ripeteranno mai nello stesso modo.

Forse il compito della vita non è diventare qualcun altro.

Forse il compito è ricordare chi siamo.

Ricordare che il nostro valore non dipende da quanto produciamo, da quanto piacciamo o da quanto veniamo scelti.

Dipende dalla capacità di occupare il nostro posto nella vita con dignità.

Come un fiore che cresce sul proprio ramo, non abbiamo bisogno di assomigliare agli altri per essere preziosi.

Abbiamo bisogno di imparare a prenderci cura della nostra unicità.

Con rispetto per le nostre radici.
Con gratitudine per il cammino che ci ha portati fin qui.
E con il coraggio di fiorire nella forma che appartiene soltanto a noi.🌺

QUANDO L'AMORE FA PAURASembra un paradosso.Passiamo la vita a cercare amore.E poi, quando finalmente qualcuno si avvicin...
18/06/2026

QUANDO L'AMORE FA PAURA

Sembra un paradosso.

Passiamo la vita a cercare amore.

E poi, quando finalmente qualcuno si avvicina davvero, qualcosa dentro di noi si agita.

Ci sentiamo vulnerabili.

Inquieti.

A volte perfino spaventati.

Perché?

Perché l'amore non attiva soltanto il desiderio.

Attiva anche le ferite.

Se da bambino non ti sei sentito visto, l'intimità può fare paura.

Se sei stato rifiutato, l'amore può riaccendere il terrore di essere abbandonato.

Se hai imparato che per essere amato dovevi adattarti, potresti avere paura di mostrarti per ciò che sei davvero.

E così accade qualcosa di strano.

Desideriamo profondamente la vicinanza.

Ma quando arriva, una parte di noi vorrebbe scappare.

Non perché non ami.

Ma perché essere amati significa esporsi.

Lasciare che qualcuno ci veda.

Davvero.

Con le nostre fragilità.

Con i nostri bisogni.

Con le nostre imperfezioni.

Per molte persone questa non è una sensazione familiare.

È una sensazione nuova.

E il sistema nervoso tende a diffidare di ciò che non conosce.

Anche quando è bello.

Anche quando è amore.

Per questo alcune persone si allontanano proprio quando la relazione diventa importante.

Altre diventano ipercontrollanti.

Altre ancora chiedono continue conferme.

Non stanno cercando di complicare l'amore.

Stanno cercando di sentirsi al sicuro dentro qualcosa che le espone profondamente.

Forse l'amore maturo non nasce quando smettiamo di avere paura.

Forse nasce quando impariamo a restare.

A restare presenti.

A restare aperti.

A restare in contatto con noi stessi e con l'altro.

Anche quando una parte di noi vorrebbe fuggire.

Perché a volte il contrario dell'amore non è il rifiuto.

È la paura di lasciarsi amare.

— Rosy Cortese

A VOLTE PASSIAMO ANNI CERCANDO DI CAMBIARE ciò che è accaduto.Ci chiediamo perché.Ripercorriamo i ricordi.Cerchiamo spie...
17/06/2026

A VOLTE PASSIAMO ANNI CERCANDO DI CAMBIARE ciò che è accaduto.
Ci chiediamo perché.
Ripercorriamo i ricordi.
Cerchiamo spiegazioni.
Ma il passato non può essere riscritto.
Possiamo però scegliere il significato che continuiamo a dargli.
Possiamo imparare a guardare le nostre ferite con occhi diversi.
Possiamo smettere di identificarci con ciò che ci è accaduto.
Non possiamo cambiare la nostra storia.
Ma possiamo decidere che non sarà lei a scrivere il nostro futuro. 💫

TUO FIGLIO NON È IL SUO VOTO...TEMPO DI PAGELLE. E SE STESSIMO GUARDANDO LA COSA SBAGLIATA?In questi giorni molte famigl...
16/06/2026

TUO FIGLIO NON È IL SUO VOTO...
TEMPO DI PAGELLE. E SE STESSIMO GUARDANDO LA COSA SBAGLIATA?

In questi giorni molte famiglie stanno vivendo la stessa scena.

Genitori che aprono il registro con il cuore in gola.
Ragazzi che aspettano un giudizio.
Confronti.
Delusioni.
Sollievi.
Premi.
Punizioni.

Come se un numero potesse raccontare il valore di una persona.

Eppure mi chiedo...

quando abbiamo deciso che un 5, un 7 o un 10 potessero dire qualcosa sulla dignità, sull'intelligenza o sul futuro di un essere umano?

Le pagelle misurano alcune competenze.
Non misurano la sensibilità.
Non misurano il coraggio.
Non misurano la creatività.
Non misurano la capacità di amare, di rialzarsi dopo una caduta o di attraversare un dolore.

Non misurano chi siamo.

Eppure molti di noi portano ancora addosso le ferite di vecchie pagelle.

Perché non ricordiamo il voto.
Ricordiamo come ci siamo sentiti.

Ricordiamo lo sguardo di chi era orgoglioso di noi.
O il silenzio di chi era deluso.

Abbiamo imparato che valevamo quando andavamo bene.
Che eravamo degni di approvazione quando portavamo risultati.
Che deludevamo qualcuno quando non riuscivamo ad essere all'altezza.

E così il voto è uscito dalla scuola ed è entrato nella vita.

Ci diamo voti come genitori.
Come partner.
Come professionisti.
Come esseri umani.

Forse il punto non è smettere di guardare le pagelle.

Forse il punto è ricordare che dietro ogni pagella c'è una storia.
C'è un bambino.
C'è una bambina.
C'è un ragazzo che sta cercando il proprio posto nel mondo.

E forse, davanti a quel foglio, possiamo fare qualcosa di diverso.

Possiamo scegliere di vedere la loro luce prima dei loro risultati.
La loro unicità prima delle loro mancanze.
La persona prima della prestazione.

Possiamo diventare quell'adulto che avremmo voluto incontrare quando eravamo bambini.

Quello che, guardando un voto, non dimentica mai di guardare anche gli occhi.

Quello che sa dire:

"Il tuo valore non è scritto qui dentro.
Io continuo a vederti.
E la cosa più bella di te non entrerà mai in una pagella."

-Rosy Cortese

VOGLIAMO IL PORTO E IL MARE NELLA STESSA PERSONAUna delle intuizioni più profonde di Esther Perel è questa:"Vogliamo la ...
16/06/2026

VOGLIAMO IL PORTO E IL MARE NELLA STESSA PERSONA

Una delle intuizioni più profonde di Esther Perel è questa:

"Vogliamo la sicurezza di un porto e il mistero del mare nella stessa persona."

Ci fermiamo un attimo a sentirla davvero.

Vogliamo qualcuno che ci scelga ogni giorno.

Che ci faccia sentire al sicuro.

Che ci accolga quando siamo fragili.

Che resti.

Ma allo stesso tempo desideriamo sentirci vivi.

Desiderati.

Sorprendersi ancora.

Scoprire qualcosa di nuovo nell'altro.

Respirare libertà.

E qui nasce uno dei grandi paradossi dell'amore.

Più qualcosa diventa familiare, più ci sentiamo al sicuro.

Ma spesso ciò che è completamente prevedibile smette di farci vibrare.

E allora iniziamo a soffrire.

Perché desideriamo contemporaneamente due bisogni apparentemente opposti:

appartenenza e libertà.

Radici e ali.

Casa e avventura.

Molte crisi di coppia nascono proprio qui.

Non perché l'amore sia finito.

Ma perché una parte di noi sta chiedendo più spazio, più vitalità, più autenticità.

E spesso interpretiamo questo movimento come un problema della relazione.

Quando invece potrebbe essere una richiesta della nostra anima.

La verità è che nessuno può essere tutto per un altro essere umano.

Nessuno può incarnare perfettamente ogni bisogno, ogni sogno, ogni mancanza.

Forse l'amore maturo non consiste nel trovare qualcuno che ci completi.

Ma qualcuno con cui possiamo continuare a crescere.

Qualcuno che sia casa senza diventare prigione.

E libertà senza diventare distanza.

Perché amare non significa trattenere.

Significa creare uno spazio in cui due persone possano continuare a incontrarsi senza smettere di essere se stesse.

E forse la domanda più importante non è:
"Mi ama ancora?"

Ma:

"Dentro questa relazione posso continuare a sentirmi e vivo?"

— Rosy Cortese

A VOLTE NON È LA REALTÀ A CAMBIARE..Siamo noi.E quando cambiamo dentro, iniziamo a vedere cose che prima ci sfuggivano.R...
15/06/2026

A VOLTE NON È LA REALTÀ A CAMBIARE..
Siamo noi.
E quando cambiamo dentro, iniziamo a vedere cose che prima ci sfuggivano.
Riconosciamo dinamiche che ci facevano soffrire.
Comprendiamo ciò che un tempo ci feriva.
Lasciamo andare ciò che prima trattenevamo.
La consapevolezza non cambia il passato.
Ma cambia il modo in cui lo guardiamo.
E da lì, spesso, cambia anche il futuro.
Ciò che oggi riesci a vedere, forse è il segno che sei pronta per il passo successivo.💫

QUANDO PERDI IL CONTATTO CON CIÒ CHE TI RENDE VIVONon sempre ci allontaniamo da noi stessi in modo evidente.A volte cont...
14/06/2026

QUANDO PERDI IL CONTATTO CON CIÒ CHE TI RENDE VIVO

Non sempre ci allontaniamo da noi stessi in modo evidente.

A volte continuiamo a fare tutto ciò che abbiamo sempre fatto.

Lavoriamo.
Ci prendiamo cura degli altri.
Portiamo avanti relazioni, progetti, responsabilità.

Da fuori sembra che vada tutto bene.

Eppure dentro qualcosa si spegne.

Si spegne lentamente il desiderio.
La curiosità.
L'entusiasmo.

Si spegne l'eros.

L'eros è quella forza interiore che ci spinge verso la vita.

È ciò che ci fa sentire attratti da qualcosa.
È il movimento che ci porta verso ciò che amiamo, che desideriamo creare, conoscere, esplorare.

L'eros è ciò che ci fa sentire vivi.

Quando siamo in contatto con il nostro eros sentiamo che la vita ci attraversa.

Abbiamo energia.

Non perché tutto sia facile.

Ma perché esiste una direzione interiore che ci muove.

Molte persone arrivano a perdere questo contatto.

Non perché siano sbagliate.

Ma perché hanno imparato troppo presto a rinunciare a sé.

Hanno imparato a essere ciò che gli altri si aspettavano.
A essere forti quando avrebbero avuto bisogno di essere accolte.
A essere disponibili quando avrebbero avuto bisogno di proteggersi.
A essere ciò che garantiva appartenenza, amore o approvazione.

E così, poco alla volta, si sono allontanate da quella scintilla autentica che le rendeva uniche.

Quando questo accade la vita non smette necessariamente di funzionare.

Ma smette di vibrare.

Ed è allora che compaiono quel senso di vuoto, quella stanchezza profonda, quella sensazione difficile da spiegare di essere presenti ovunque tranne che dentro se stessi.

Forse il lavoro più importante non è diventare una versione migliore di sé.

Forse è tornare ad abitare la propria vita.

Tornare ad ascoltare ciò che ci accende.

Tornare a sentire ciò che ci chiama.

Tornare, lentamente, verso il nostro eros.

Perché ogni volta che ritroviamo quella forza vitale, ritroviamo anche una parte di noi che stavamo aspettando da troppo tempo.🔥

-Rosy Cortese

QUANDO NON RIESCI A VEDERE LA LUCE DELL'ALTRO, SPESSO HAI SMESSO DI VEDERE LA TUA.Se non riesci a vedere la grandezza de...
13/06/2026

QUANDO NON RIESCI A VEDERE LA LUCE DELL'ALTRO, SPESSO HAI SMESSO DI VEDERE LA TUA.

Se non riesci a vedere la grandezza dell'altro, spesso finisci per criticarlo, sminuirlo o giudicarlo.

E questo accade perché è difficile riconoscere negli altri ciò che non abbiamo ancora riconosciuto dentro di noi.

Succede nelle coppie.

Succede nelle amicizie.

E molto spesso succede anche tra genitori e figli.

Questo non significa che non ci sia amore.

L'amore può esserci.

Ma tra una persona e l'altra si crea una frattura.

Perché quando guardiamo l'altro attraverso le nostre ferite, non vediamo davvero chi abbiamo davanti.

Vediamo ciò che quella persona riattiva dentro di noi.

Chi critica continuamente, molto spesso è stato a sua volta criticato.

Chi svaluta, spesso è cresciuto sentendosi svalutato.

Chi pretende perfezione, spesso ha imparato che per essere amato doveva meritarselo.

E così ogni relazione diventa uno specchio.

Ogni volta che il giudizio emerge, una ferita chiede di essere vista.

Anche i figli possono diventare potenti ponti verso la consapevolezza.

Non perché siano il problema.

Ma perché, attraverso le difficoltà che incontriamo con loro, ci offrono l'occasione di rivolgere lo sguardo verso noi stessi.

Di chiederci:

"Che cosa sta toccando dentro di me questa situazione?"

"Quale parte della mia storia sta tornando a chiedere attenzione?"

Quando iniziamo a ritrovare la nostra luce, il nostro valore e la nostra direzione, qualcosa cambia.

L'altro smette di essere il bersaglio delle nostre ferite.

E torna ad apparire per ciò che è:

Un essere umano, con le sue ombre, le sue fragilità, i suoi talenti e la sua bellezza.

Imparare a riconoscere la luce dell'altro è, in fondo, imparare a riconoscere la propria.

- Rosy Cortese

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12/06/2026

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