12/12/2025
Sto cedendo Tattoo Island.
E scriverlo fa tremare un po’ le mani e le gambe.
Sì, per qualche giorno ho pensato di venderlo… ho parlato con colleghi, l’ho proposto a persone che stimo, perché quando devi prendere decisioni grandi cerchi una logica, un numero, una strategia.
Ma una notte, a Taipei, una voce non mi ha lasciato dormire:
“Lo studio non puoi venderlo.
Perché non si può vendere un amore.
Si può solo tramandare.”
E lì ho capito che Tattoo Island doveva rimanere a chi con me ha condiviso emozioni, sacrifici, visioni e rispetto.
E dopo aver parlato con mio fratello Massimiliano, con Giuseppe, con Vania, con Andrea, Orazio, Federico e Oksana… la strada si è illuminata da sola.
Ho scelto di affidarlo per sempre — non venderlo — ad Andrea, Orazio, Federico e Roksana, ragazzi che in questi anni hanno dimostrato un cuore vero per il tatuaggio.
Una passione rara, speciale.
A loro ho chiesto solo una cosa: prendersene cura.
Tenerlo così com’è o stravolgerlo non importa: importa custodirlo.
Perché se lo faranno, lo studio farà per loro ciò che ha fatto per me.
Non cedo Tattoo Island per soldi.
Abbiamo fatto un accordo semplice: il subentro nei contratti e la promessa che, ogni volta che rientrerò dai miei viaggi, potrò tornare a “casa”, come sempre.
Perché questo studio mi ha cresciuto, mi ha sfamato, ha accompagnato la mia famiglia dal primo giorno.
Ha creato amicizie vere, indelebili, legami invisibili che dureranno per sempre.
Molti pensano che un padre debba lasciare lo studio ai figli.
Io invece ho scelto di lasciare ai miei figli la libertà.
Libertà di vivere i loro sogni, non i miei.
Io e mia moglie siamo sposati da 29 anni. Abbiamo lavorato una vita per non arrivare alla pensione a 70 anni senza aver vissuto.
Abbiamo perso persone giovani, troppo giovani.
E questo ti sveglia.
Ti cambia.
Ti fa capire che la vita non è eterna, che domani non è garantito, che il tempo non torna.
E allora: o ami la vita… o la rimandi.
Io l’ho rimandata per tanti anni.
Per i figli, per i sacrifici, per responsabilità che ho sempre portato con orgoglio.
Ho rinunciato a momenti in cui un padre ci sarebbe stato, perché io ero altrove a lavorare.
E questo lo so io, e lo sanno loro.
Adesso è il nostro tempo.
Il tempo mio e della mia famiglia.
Il tempo per viaggiare, scoprire, tatuare nel mondo come ho sempre sognato fin da ragazzo.
Il tempo di vivere di nuovo come un ragazzo: curioso, libero, con la voglia di conoscere culture nuove.
Dal 1° gennaio 2026 Tattoo Island passerà ufficialmente nelle loro mani.
E io continuerò a tornare, a tatuare, a respirare quella casa che mi ha dato tutto.
Sarò in studio fino a fine dicembre.
E il mio regalo di Natale sarà un abbraccio: quello di Andrea, Orazio, Federico, Roksana, Vania, Cinzia, Peiwand, Mele, Silvia, Bruno… e di tutti voi.
Molti diranno:
“Guarda che scemo.”
“Fallito.”
“Si è rimbambito.”
No.
Ho semplicemente scelto me stesso.
Ho scelto più tempo, più vita, più famiglia.
Ho scelto di vivere davvero il tatuaggio nel modo in cui l’ho sempre sentito.
Grazie, dal profondo, a ogni cliente, amico e lodigiano che in questi anni ha creduto in me e nel mio studio.
Avete riempito un sogno, non un negozio.
E ogni volta che tornerò, se vorrete… sarò sempre qui.
Con un sorriso, e una nuova storia da trasformare — come sempre.