Psicomotricista e educatrice Mariachiara

Psicomotricista e educatrice Mariachiara Ciao a tutti!!! Sono Mariachiara e nella vita sono psicomotricista e educatrice professionale.

✈️ Modalità ferie attivata!Da domani fino al 29 giugno sarò in ferie: il mio corpo, la mia mente e il mio cuore si prend...
21/06/2026

✈️ Modalità ferie attivata!
Da domani fino al 29 giugno sarò in ferie: il mio corpo, la mia mente e il mio cuore si prendono qualche giorno di pausa, sole e respiro.
Come ricordo spesso anche ai bambini — e agli adulti — fermarsi non è perdere tempo: è ritrovare energia, presenza e disponibilità.
Tornerò operativa da martedì 30 giugno, pronta a riprendere colloqui, percorsi e nuovi appuntamenti con la cura di sempre.
In questi giorni potrei rispondere ai messaggi con tempi più lenti.
Per richieste non urgenti vi leggerò al mio rientro.
A presto, Mariachiara🌿

Rallentare in un mondo che corre ad una velocità forsennata è un atto rivoluzionario.
12/06/2026

Rallentare in un mondo che corre ad una velocità forsennata è un atto rivoluzionario.

La psicomotricista consiglia:Alla fine mangerò anche te (Ed. Il castoro)Trovo che questo albo risponda in modo ironico m...
11/06/2026

La psicomotricista consiglia:

Alla fine mangerò anche te (Ed. Il castoro)

Trovo che questo albo risponda in modo ironico ma profondo, simpatico, leggero, efficace ed esaustivo, alla necessità di tutti i bambini e le bambine di ogni cultura di sapere cosa succede quando moriamo e come funziona il ciclo della vita.

I bambini percepiscono la vita e la morte attraverso il corpo, le emozioni, le separazioni, le piccole perdite che possono subire (perdere un gioco o il rompersi di un oggetto prezioso). Hanno bisogno di adulti in grado di attraversare questi argomenti senza farsi travolgere e questo albo ci aiuta particolarmente.

Perché anche temi difficili come questi se trattati con la giusta cura ci danno la possibilità di farci vicini gli uni agli altri nell'ascolto e nel pensiero condiviso.

Buona lettura

Mariachiara

2 giugno 1946 - 2 giugno 2026Una festa che parla di nascita, di scelta, di voce.Ottant’anni fa, per la prima volta, anch...
02/06/2026

2 giugno 1946 - 2 giugno 2026

Una festa che parla di nascita, di scelta, di voce.

Ottant’anni fa, per la prima volta, anche le donne entrarono nelle urne della storia italiana.
Non solo come presenze silenziose, non solo come madri, figlie, mogli, sorelle.
Ma come cittadine.

Con un pensiero, un diritto, una voce.

Oggi vorrei pensare soprattutto alle bambine.
Alle bambine che corrono, che inciampano, che si rialzano.
Alle bambine che devono poter occupare spazio senza chiedere scusa.
Alle bambine che hanno bisogno di adulti capaci di dire:
“La tua voce conta. Il tuo corpo conta. Il tuo desiderio conta.”

In psicomotricità lo vedo ogni giorno:
una bambina che prende spazio con il corpo, piano piano, sta imparando anche a prendere spazio nel mondo.
Molto è stato conquistato.
Molto resta ancora da costruire.

E allora oggi l’augurio è questo:
cresciamo bambine libere,
capaci di scegliere,
di nominare ciò che sentono,
di abitare il proprio corpo con fiducia,
di non farsi piccole per stare comode agli altri.

Perché la Repubblica è anche questo:
un futuro in cui ogni bambina possa sentire, fin da piccola,
che la sua presenza è preziosa.

Buona Festa della Repubblica. 🇮🇹

Di cosa ha bisogno una psicomotricista?Di solito la psicomotricista si occupa degli altri.Dei bambini, degli adulti che ...
18/05/2026

Di cosa ha bisogno una psicomotricista?

Di solito la psicomotricista si occupa degli altri.

Dei bambini, degli adulti che fanno parte della vita di questi bambini, delle loro emozioni, dei loro movimenti, delle loro fatiche, dei loro tempi.
Si occupa delle relazioni, degli sguardi, dei silenzi, dei piccoli passi che spesso agli occhi degli altri sembrano invisibili.

Lo fa con il corpo, con la voce, con l’ascolto.
E, inevitabilmente, anche con tutta se stessa.

Ma anche la psicomotricista ha bisogno di CURA.

Ha bisogno di accettare la stanchezza.
Di riconoscere che non tutte le persone potranno davvero comprendere fino in fondo questo lavoro.
Di accogliere il fatto che non sempre si riesce ad aiutare tutti i bambini come si vorrebbe.
Di individuare i propri limiti e imparare a non superarli continuamente.
Di validare le proprie emozioni senza giudicarle — e questo, per me, è ancora un obiettivo in cammino.
Di prendersi carico delle storie degli altri senza esserne travolta.

Dietro ogni incontro, ogni proposta, ogni setting preparato e ogni relazione costruita, ci sono pensieri, presenza, responsabilità, energia emotiva.

La psicomotricità è un lavoro meraviglioso, ma è anche un lavoro che assorbe tanto.
Richiede presenza costante, ascolto profondo e una disponibilità autentica all’incontro.

E, a lungo andare, anche le energie più generose possono calare.

Allora forse è importante ricordarlo:
anche chi si prende cura, ha bisogno di cura.

Se avete a che fare con una psicomotricista, provate a guardarla anche da qui.
Non solo per ciò che fa, ma per ciò che porta, contiene, attraversa e restituisce ogni giorno.

Forse la guarderete con occhi un po’ diversi.

Mariachiara

08/05/2026

Si stanno concludendo i progetti di psicomotricità nelle scuole, e come accade ogni volta che un percorso vero arriva alla sua fine, sento insieme gratitudine, tenerezza e quella lieve nostalgia che lasciano le esperienze capaci di toccare in profondità.

In questi mesi, io e i bambini, abbiamo lavorato con il corpo e attraverso il corpo: nello spazio, nel movimento, nell’equilibrio, nel gioco, nello sguardo, nell’incontro. Abbiamo attraversato confini, cercato posture, costruito fiducia, dato forma a emozioni che a volte non avevano ancora parole, ma che nel gesto, nel ritmo e nella relazione hanno trovato il loro modo di esistere.

Ogni incontro è stato un piccolo viaggio.
Un tempo in cui i bambini hanno potuto sperimentarsi, mettersi alla prova, riconoscere i propri limiti e le proprie risorse, sentire il piacere del movimento e insieme la sicurezza di un contesto pensato per accoglierli davvero.

Da psicomotricista, ciò che porto via con me non è solo ciò che ho proposto, ma soprattutto ciò che ho ricevuto.
Perché i bambini sanno restituire verità con una precisione disarmante.
Sanno ricordarti che crescere non è solo imparare a fare, ma imparare ad abitare sé stessi.
E sanno mostrare, con infinita naturalezza, che il corpo non è mai soltanto corpo: è presenza, storia, emozione, relazione.

Chiudo questi progetti con il cuore pieno.
Pieno dei loro slanci, delle loro esitazioni, delle risate, dei momenti di calma, degli sguardi cercati e trovati, dei piccoli grandi passaggi che spesso non fanno rumore, ma che raccontano una crescita autentica.

Grazie ai bambini, per essersi affidati con tutta la loro meravigliosa intensità.
Grazie agli insegnanti, per la presenza attenta e la collaborazione.
Grazie a queste scuole, per aver dato spazio a un lavoro che mette al centro la persona nella sua interezza.

Ogni volta che un percorso finisce, non finisce davvero.
Rimane nel corpo, nella memoria, nei gesti che hanno lasciato traccia.
E anche questa volta porto con me la bellezza di aver camminato, per un tratto, accanto a loro.

Mariachiara

(video realizzato con Canva)

Quando lo sport smette di educare?🤷‍♀️Sempre più bambini, e oggi anche molte bambine, vengono avviati ai giochi di squad...
16/04/2026

Quando lo sport smette di educare?🤷‍♀️

Sempre più bambini, e oggi anche molte bambine, vengono avviati ai giochi di squadra prestissimo, già a 3 anni.
Ma più di tutti sento parlare di bimbi nelle squadre di calcio.

Da psicomotricista, non dissento dal calcio in sé. Dissento da come troppo spesso viene proposto ai più piccoli: un contesto in cui la competizione prende il posto del vero valore educativo che lo sport dovrebbe trasmettere, cioè fare squadra, sentirsi parte di un gruppo, cooperare per un obiettivo comune.

E invece, troppo spesso, arriva prima altro:
la vittoria a ogni costo,
il superare l’altro,
il doversi mostrare sempre forti, duri, invincibili.

Anche a scapito delle emozioni.

Così, le emozioni che trovano più spazio diventano spesso l’invidia, la rabbia, il disgusto. Talvolta la gioia. E, in alcuni casi, persino la violenza fisica.

C’è qualcosa che non va.
E non possiamo far finta di non vederlo.

Genitori e allenatori hanno una grande responsabilità. Non nascondiamoci dietro un dito.

Perché un bambino non nasce invidioso:
impara dall’adulto che ha accanto.

Un bambino non nasce arrabbiato con l’idea che la rabbia sia lo strumento per comunicare o per farsi rispettare:
lo apprende da chi per primo glielo mostra.

Un bambino non nasce pensando che essere forti e duri valga più che ascoltarsi, sentire, attraversare le emozioni:
lo interiorizza dai suoi adulti di riferimento.

E potremmo continuare ancora a lungo.

Ma oggi non voglio lasciare una risposta.
Voglio lasciare una domanda:

è davvero questo che vogliamo per i nostri bambini?

Oggi, alla scuola primaria, abbiamo lavorato sullo schema corporeo e sul confine del corpo attraverso giochi con le cord...
15/04/2026

Oggi, alla scuola primaria, abbiamo lavorato sullo schema corporeo e sul confine del corpo attraverso giochi con le corde, esercitando l'equilibrio e scambi di sguardi in movimento.
Nel momento finale, più quieto, del rilassamento, ho tracciato su un foglio grande il contorno del corpo dei bambini.

Alla fine, una bambina mi ha guardata e mi ha detto: “Ma ci sei anche tu con noi… posso tracciare il tuo contorno?”

In quella frase semplice e luminosa c’era tutto. C’era il riconoscimento. C’era la relazione. C’era la verità che a volte i bambini sanno dire meglio di chiunque altro: che non siamo solo ruoli, non siamo solo funzioni, ma corpi presenti, persone tra persone.
Io ero lì come conduttrice, sì. Ma ero anche io dentro quel cerchio umano, con un mio confine, un mio contorno, una mia fragile e bellissima presenza.

Non mi stancherò mai di lavorare con i bambini. Ogni giorno mi restituiscono un’immagine di me più vera, più nuda, più essenziale.

E, senza saperlo, mi insegnano ad abitare con più dolcezza il mio posto nel mondo.

28/03/2026

Indirizzo

Via Tomba, 29
Luzzara
42045

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 14:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 14:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 12:00

Sito Web

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