08/05/2026
Si stanno concludendo i progetti di psicomotricità nelle scuole, e come accade ogni volta che un percorso vero arriva alla sua fine, sento insieme gratitudine, tenerezza e quella lieve nostalgia che lasciano le esperienze capaci di toccare in profondità.
In questi mesi, io e i bambini, abbiamo lavorato con il corpo e attraverso il corpo: nello spazio, nel movimento, nell’equilibrio, nel gioco, nello sguardo, nell’incontro. Abbiamo attraversato confini, cercato posture, costruito fiducia, dato forma a emozioni che a volte non avevano ancora parole, ma che nel gesto, nel ritmo e nella relazione hanno trovato il loro modo di esistere.
Ogni incontro è stato un piccolo viaggio.
Un tempo in cui i bambini hanno potuto sperimentarsi, mettersi alla prova, riconoscere i propri limiti e le proprie risorse, sentire il piacere del movimento e insieme la sicurezza di un contesto pensato per accoglierli davvero.
Da psicomotricista, ciò che porto via con me non è solo ciò che ho proposto, ma soprattutto ciò che ho ricevuto.
Perché i bambini sanno restituire verità con una precisione disarmante.
Sanno ricordarti che crescere non è solo imparare a fare, ma imparare ad abitare sé stessi.
E sanno mostrare, con infinita naturalezza, che il corpo non è mai soltanto corpo: è presenza, storia, emozione, relazione.
Chiudo questi progetti con il cuore pieno.
Pieno dei loro slanci, delle loro esitazioni, delle risate, dei momenti di calma, degli sguardi cercati e trovati, dei piccoli grandi passaggi che spesso non fanno rumore, ma che raccontano una crescita autentica.
Grazie ai bambini, per essersi affidati con tutta la loro meravigliosa intensità.
Grazie agli insegnanti, per la presenza attenta e la collaborazione.
Grazie a queste scuole, per aver dato spazio a un lavoro che mette al centro la persona nella sua interezza.
Ogni volta che un percorso finisce, non finisce davvero.
Rimane nel corpo, nella memoria, nei gesti che hanno lasciato traccia.
E anche questa volta porto con me la bellezza di aver camminato, per un tratto, accanto a loro.
Mariachiara
(video realizzato con Canva)