Psicomotricista e educatrice Mariachiara

Psicomotricista e educatrice Mariachiara Ciao a tutti!!! Sono Mariachiara e nella vita sono psicomotricista e educatrice professionale.

Vedendo la quantità enorme di post che giudicano la situazione della sicurezza in modo superficiale mi permetto di fare ...
14/08/2026

Vedendo la quantità enorme di post che giudicano la situazione della sicurezza in modo superficiale mi permetto di fare la voce fuori dal coro.

La sicurezza non si costruisce cercando un nemico. Si costruisce educando alla responsabilità.

Non sono d’accordo con l’idea che il problema della sicurezza possa essere ricondotto semplicemente all’immigrazione.

Chi commette un reato deve risponderne. Punto.

Italiano o straniero, giovane o adulto. Le leggi devono esserci, devono essere chiare e soprattutto devono essere applicate.
Ma c’è un’altra parte della sicurezza di cui parliamo molto meno: l’educazione.
La prima agenzia educativa resta la famiglia.
E i bambini imparano molto più da quello che ci vedono fare che da quello che diciamo loro.

Se mamma e papà giudicano continuamente gli altri, impareranno a giudicare.

Se vedono un adulto buttare una carta per terra pensando “tanto qualcuno la raccoglierà”, imparano che ciò che è di tutti non è responsabilità di nessuno.

Se davanti a un incidente la prima reazione è prendere il cellulare per filmare invece di preoccuparsi che qualcuno abbia chiamato i soccorsi, imparano il menefreghismo.

Se vedono qualcuno saltare una fila facendo finta di niente, imparano che il proprio interesse viene prima del rispetto degli altri.

Se sentono parlare continuamente di intere categorie di persone come se fossero le colpevoli, imparano il pregiudizio.

I bambini assorbono le nostre azioni, le nostre parole, i nostri pensieri e persino il modo in cui reagiamo a ciò che ci spaventa.

Per questo sicurezza significa anche educare al rispetto, al senso civico, alla responsabilità verso gli altri e alle conseguenze delle proprie azioni.
Non possiamo pretendere ragazzi rispettosi delle regole crescendo in una società adulta che, nelle piccole cose quotidiane, continua a pensare:
“Tanto non succede niente.”
“Lo fanno tutti.”
“Non è un problema mio.”
E soprattutto non possiamo combattere la violenza alimentando altro odio.

Tolleranza zero verso i comportamenti illeciti, sì.
Tolleranza zero verso determinate persone, no.

Perché una società più sicura non nasce quando insegniamo ai bambini chi devono temere.
Nasce quando insegniamo lor

Un autunno che parte con la marcia giusta! Vi aspettiamo in Parafarmacia Gonzaga
06/08/2026

Un autunno che parte con la marcia giusta! Vi aspettiamo in Parafarmacia Gonzaga

Estate, mare e tempo insieme. ☀️Non servono giochi complicati o giornate perfettamente organizzate: spesso bastano un te...
01/08/2026

Estate, mare e tempo insieme. ☀️

Non servono giochi complicati o giornate perfettamente organizzate: spesso bastano un telo, un po’ di sabbia, una piccola piscina e la presenza di mamma o papà.

Dal tummy time sotto l’ombrellone ai travasi con sabbia e secchiello, fino alle prime costruzioni e ai giochi con la palla: ogni proposta può diventare un’occasione per esplorare, osservare e stare bene insieme.

Perché l’obiettivo non è fare tanto, ma vivere un tempo di qualità che nutra la relazione.

Nelle prossime settimane condividerò altri piccoli spunti di gioco pensati per bambini da 0 a 3 anni. 🌿

In autunno ripartiranno anche i percorsi mamma-bambino presso il mio studio a Luzzara.

Dott.ssa Mariachiara Cani
Psicomotricista ed Educatrice Professionale
📞 344 135 6601

“Mamma mi annoiooooo!!! Cosa faccio?”“Mi annoio.”“Gioca con me.”“Dammi qualcosa.”Vi sembrano familiari come domande? ......
06/07/2026

“Mamma mi annoiooooo!!! Cosa faccio?”
“Mi annoio.”
“Gioca con me.”
“Dammi qualcosa.”

Vi sembrano familiari come domande? ..., a me sì e spesso da mamma mi ritrovo a cercare la soluzione a questa domanda, dimenticandomi che la noia non è un’emozione negativa, come la società vorrebbe convincerci.
La noia non è un vuoto da riempire subito. La noia arriva, si allarga, occupa spazio.
A volte sembra annebbiare tutto.
Può diventare fastidio, agitazione, richiesta continua, rabbia.
E noi adulti, spesso, sentiamo subito il bisogno di risolvere.
Proponiamo un gioco.
Accendiamo uno schermo.
Organizziamo un’attività.
Diamo una soluzione già pronta.
Ma non sempre quella soluzione risponde davvero al bisogno. Anzi, a volte aumenta la sua frustrazione, perché il bambino non si sente compreso. E aumenta di conseguenza anche la nostra, perché ci sembra di non riuscire ad aiutarlo.
Forse, allora, possiamo provare a fare un passo diverso; facciamo un bel respiro e un passo indietro.
Possiamo tornare ad essere genitori porto.
Non significa intrattenere sempre.
Non significa riempire ogni spazio.
Non significa togliere subito la fatica.
Essere porto significa Restare, dal latino “rimanere saldi”.
Dire: “Lo so, è una sensazione fastidiosa. È capitato anche a me. Possiamo starci un po’ insieme.”
Perché la noia, se attraversata, abitata, può diventare spazio creativo.
Può spingere il bambino a guardarsi intorno.
A esplorare giochi già visti mille volte.
A inventare contesti nuovi.
A muoversi nello spazio.
A cercare fuori, se è possibile.
A restare davanti a un foglio bianco anche per molto tempo, finché qualcosa arriva.
Non sempre arriva subito.
Ed è proprio lì che si allena qualcosa di prezioso.
La possibilità di STARE dentro un’emozione senza esserne distrutti.
Perché anche la noia, come tutte le emozioni, ha una curva: arriva, cresce, raggiunge un picco, poi lentamente scende.
Non va eliminata a tutti i costi.
Va attraversata.
E un bambino può imparare ad attraversarla se accanto trova un adulto che non si spaventa, che non corre subito a riempire, che non giudica, ma tiene la mano.
La noia non distrugge, aiuta a creare autonomia.
Mariachiara

“Mariachiara, Mariachiara, sono qui!Io vengo giù dallo scivolo e tu mi prendi, ok?”Parole di una bambina meravigliosa ch...
02/07/2026

“Mariachiara, Mariachiara, sono qui!
Io vengo giù dallo scivolo e tu mi prendi, ok?”

Parole di una bambina meravigliosa che incontro nella sala di psicomotricità.

Sempre più spesso, dentro la sala, i bambini portano una richiesta semplice e profondissima: essere visti, guardati.

Vedere le loro conquiste.
Vedere quello che riescono a fare.
Vedere anche quello che ancora non riescono a fare.

Cercano nello sguardo dell’adulto conferma, sicurezza, relazione, rassicurazione, accoglienza.

Chiedono di essere rincorsi e presi.
Di poter scappare, ma anche di ritrovare un posto in cui tornare.

Chiedono un adulto che attende, che non anticipa, che non giudica.
Un adulto capace di lasciare tempo e spazio.

Sempre più spesso i bambini arrivano con un’esigenza di base: trovare un porto per le loro emozioni. Un porto che accoglie e restituisce senso al loro sentire.
Che dice…puoi essere arrabbiato, ti accompagno!

Tutto questo richiede allo psicomotricista un lavoro su di sé molto profondo.

Richiede presenza, ascolto, pazienza.
Richiede di accogliere ciò che le richieste dei bambini muovono dentro di noi, lasciando che arrivino e poi che possano andare per non travolgerci.

Il lavoro dello psicomotricista, il mio lavoro, è un privilegio.
È un dono per me.
E, spero che possa esserlo, anche per tutti quei bambini che entrano in questo spazio e, almeno per un po’, possono sentirsi visti.

Mariachiara

✈️ Modalità ferie attivata!Da domani fino al 29 giugno sarò in ferie: il mio corpo, la mia mente e il mio cuore si prend...
21/06/2026

✈️ Modalità ferie attivata!
Da domani fino al 29 giugno sarò in ferie: il mio corpo, la mia mente e il mio cuore si prendono qualche giorno di pausa, sole e respiro.
Come ricordo spesso anche ai bambini — e agli adulti — fermarsi non è perdere tempo: è ritrovare energia, presenza e disponibilità.
Tornerò operativa da martedì 30 giugno, pronta a riprendere colloqui, percorsi e nuovi appuntamenti con la cura di sempre.
In questi giorni potrei rispondere ai messaggi con tempi più lenti.
Per richieste non urgenti vi leggerò al mio rientro.
A presto, Mariachiara🌿

Rallentare in un mondo che corre ad una velocità forsennata è un atto rivoluzionario.
12/06/2026

Rallentare in un mondo che corre ad una velocità forsennata è un atto rivoluzionario.

La psicomotricista consiglia:Alla fine mangerò anche te (Ed. Il castoro)Trovo che questo albo risponda in modo ironico m...
11/06/2026

La psicomotricista consiglia:

Alla fine mangerò anche te (Ed. Il castoro)

Trovo che questo albo risponda in modo ironico ma profondo, simpatico, leggero, efficace ed esaustivo, alla necessità di tutti i bambini e le bambine di ogni cultura di sapere cosa succede quando moriamo e come funziona il ciclo della vita.

I bambini percepiscono la vita e la morte attraverso il corpo, le emozioni, le separazioni, le piccole perdite che possono subire (perdere un gioco o il rompersi di un oggetto prezioso). Hanno bisogno di adulti in grado di attraversare questi argomenti senza farsi travolgere e questo albo ci aiuta particolarmente.

Perché anche temi difficili come questi se trattati con la giusta cura ci danno la possibilità di farci vicini gli uni agli altri nell'ascolto e nel pensiero condiviso.

Buona lettura

Mariachiara

2 giugno 1946 - 2 giugno 2026Una festa che parla di nascita, di scelta, di voce.Ottant’anni fa, per la prima volta, anch...
02/06/2026

2 giugno 1946 - 2 giugno 2026

Una festa che parla di nascita, di scelta, di voce.

Ottant’anni fa, per la prima volta, anche le donne entrarono nelle urne della storia italiana.
Non solo come presenze silenziose, non solo come madri, figlie, mogli, sorelle.
Ma come cittadine.

Con un pensiero, un diritto, una voce.

Oggi vorrei pensare soprattutto alle bambine.
Alle bambine che corrono, che inciampano, che si rialzano.
Alle bambine che devono poter occupare spazio senza chiedere scusa.
Alle bambine che hanno bisogno di adulti capaci di dire:
“La tua voce conta. Il tuo corpo conta. Il tuo desiderio conta.”

In psicomotricità lo vedo ogni giorno:
una bambina che prende spazio con il corpo, piano piano, sta imparando anche a prendere spazio nel mondo.
Molto è stato conquistato.
Molto resta ancora da costruire.

E allora oggi l’augurio è questo:
cresciamo bambine libere,
capaci di scegliere,
di nominare ciò che sentono,
di abitare il proprio corpo con fiducia,
di non farsi piccole per stare comode agli altri.

Perché la Repubblica è anche questo:
un futuro in cui ogni bambina possa sentire, fin da piccola,
che la sua presenza è preziosa.

Buona Festa della Repubblica. 🇮🇹

Di cosa ha bisogno una psicomotricista?Di solito la psicomotricista si occupa degli altri.Dei bambini, degli adulti che ...
18/05/2026

Di cosa ha bisogno una psicomotricista?

Di solito la psicomotricista si occupa degli altri.

Dei bambini, degli adulti che fanno parte della vita di questi bambini, delle loro emozioni, dei loro movimenti, delle loro fatiche, dei loro tempi.
Si occupa delle relazioni, degli sguardi, dei silenzi, dei piccoli passi che spesso agli occhi degli altri sembrano invisibili.

Lo fa con il corpo, con la voce, con l’ascolto.
E, inevitabilmente, anche con tutta se stessa.

Ma anche la psicomotricista ha bisogno di CURA.

Ha bisogno di accettare la stanchezza.
Di riconoscere che non tutte le persone potranno davvero comprendere fino in fondo questo lavoro.
Di accogliere il fatto che non sempre si riesce ad aiutare tutti i bambini come si vorrebbe.
Di individuare i propri limiti e imparare a non superarli continuamente.
Di validare le proprie emozioni senza giudicarle — e questo, per me, è ancora un obiettivo in cammino.
Di prendersi carico delle storie degli altri senza esserne travolta.

Dietro ogni incontro, ogni proposta, ogni setting preparato e ogni relazione costruita, ci sono pensieri, presenza, responsabilità, energia emotiva.

La psicomotricità è un lavoro meraviglioso, ma è anche un lavoro che assorbe tanto.
Richiede presenza costante, ascolto profondo e una disponibilità autentica all’incontro.

E, a lungo andare, anche le energie più generose possono calare.

Allora forse è importante ricordarlo:
anche chi si prende cura, ha bisogno di cura.

Se avete a che fare con una psicomotricista, provate a guardarla anche da qui.
Non solo per ciò che fa, ma per ciò che porta, contiene, attraversa e restituisce ogni giorno.

Forse la guarderete con occhi un po’ diversi.

Mariachiara

Indirizzo

Via Tomba, 29
Luzzara
42045

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 14:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 14:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 12:00

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