14/08/2026
Vedendo la quantità enorme di post che giudicano la situazione della sicurezza in modo superficiale mi permetto di fare la voce fuori dal coro.
La sicurezza non si costruisce cercando un nemico. Si costruisce educando alla responsabilità.
Non sono d’accordo con l’idea che il problema della sicurezza possa essere ricondotto semplicemente all’immigrazione.
Chi commette un reato deve risponderne. Punto.
Italiano o straniero, giovane o adulto. Le leggi devono esserci, devono essere chiare e soprattutto devono essere applicate.
Ma c’è un’altra parte della sicurezza di cui parliamo molto meno: l’educazione.
La prima agenzia educativa resta la famiglia.
E i bambini imparano molto più da quello che ci vedono fare che da quello che diciamo loro.
Se mamma e papà giudicano continuamente gli altri, impareranno a giudicare.
Se vedono un adulto buttare una carta per terra pensando “tanto qualcuno la raccoglierà”, imparano che ciò che è di tutti non è responsabilità di nessuno.
Se davanti a un incidente la prima reazione è prendere il cellulare per filmare invece di preoccuparsi che qualcuno abbia chiamato i soccorsi, imparano il menefreghismo.
Se vedono qualcuno saltare una fila facendo finta di niente, imparano che il proprio interesse viene prima del rispetto degli altri.
Se sentono parlare continuamente di intere categorie di persone come se fossero le colpevoli, imparano il pregiudizio.
I bambini assorbono le nostre azioni, le nostre parole, i nostri pensieri e persino il modo in cui reagiamo a ciò che ci spaventa.
Per questo sicurezza significa anche educare al rispetto, al senso civico, alla responsabilità verso gli altri e alle conseguenze delle proprie azioni.
Non possiamo pretendere ragazzi rispettosi delle regole crescendo in una società adulta che, nelle piccole cose quotidiane, continua a pensare:
“Tanto non succede niente.”
“Lo fanno tutti.”
“Non è un problema mio.”
E soprattutto non possiamo combattere la violenza alimentando altro odio.
Tolleranza zero verso i comportamenti illeciti, sì.
Tolleranza zero verso determinate persone, no.
Perché una società più sicura non nasce quando insegniamo ai bambini chi devono temere.
Nasce quando insegniamo lor