02/10/2026
Vitamina D: non solo ossa. Guida completa a isoforme, benefici e rischi da sovradosaggio
La vitamina D è una delle vitamine più discusse degli ultimi anni. Non è una singola molecola, ma un gruppo di pro-ormoni liposolubili fondamentali per ossa, sistema immunitario e non solo.
Le isoforme: non sono tutte uguali
Quando parliamo di vitamina D, ci riferiamo principalmente a due forme di origine:
1. Vitamina D2 (Ergocalciferolo): di origine vegetale, presente in alcuni funghi e lieviti irradiati con UV. È quella che si trova spesso negli integratori di origine vegana.
2. Vitamina D3 (Colecalciferolo): è la forma che il nostro corpo produce. Viene sintetizzata nella pelle grazie ai raggi UVB del sole ed è presente anche in alimenti di origine animale (pesce grasso, tuorlo d'uovo). A parità di dose, la D3 è generalmente più efficace nell'aumentare i livelli nel sangue.
Una volta assunta o prodotta, la vitamina D deve essere attivata in due passaggi:
• Nel fegato: diventa 25-OH-vitamina D o Calcidiolo. È questa la forma che dosiamo con le analisi del sangue per capire se siamo carenti.
• Nel rene: diventa 1,25-(OH)2-vitamina D o Calcitriolo. È la forma ormonalmente attiva, quella che agisce davvero.
In farmacia trovate anche il calcifediolo e il calcitriolo come farmaci, riservati a situazioni particolari e su prescrizione medica.
A cosa serve davvero?
1. Salute di ossa e muscoli: è il suo ruolo classico. Permette l'assorbimento intestinale di calcio e fosforo e ne regola la deposizione nelle ossa. Una carenza cronica nell'adulto porta a osteomalacia e aumenta il rischio di osteoporosi e cadute per debolezza muscolare. Nei bambini può causare rachitismo.
2. Sistema immunitario: i recettori per la vitamina D sono presenti su molte cellule immunitarie. Livelli adeguati sono associati a una migliore risposta alle infezioni.
3. Altri ruoli in studio: si sta studiando il suo coinvolgimento nella regolazione dell'infiammazione, dell'umore e della salute cardiovascolare, ma le evidenze sono ancora in fase di approfondimento.
Quando sospettare una carenza? Stanchezza, dolori muscolari diffusi, frequente fragilità. Sono più a rischio anziani, persone con scarsa esposizione solare, con fototipo scuro, obesità, malattie intestinali da malassorbimento o che assumono alcuni farmaci (es. antiepilettici).
Il rischio opposto: l'ipervitaminosi D
Essendo liposolubile, la vitamina D si accumula nell'organismo e non si elimina facilmente come la vitamina C. L'eccesso non si verifica mai per eccesso di sole - il corpo blocca da solo la produzione - ma quasi sempre per un uso scorretto e prolungato di integratori ad alto dosaggio senza controllo medico.
Un eccesso porta a un eccessivo assorbimento di calcio.
Sintomi dell'iperdosaggio:
• Fase iniziale: nausea, vomito, perdita di appetito, sete intensa, stipsi, debolezza
• Fase avanzata: ipercalcemia, che può causare calcificazioni nei reni (calcoli, insufficienza renale), nel cuore e nei vasi sanguigni, alterazioni del ritmo cardiaco e confusione.
È una condizione seria che richiede intervento medico.
Cosa ricordare in farmacia
1. Non fare da soli: il dosaggio non è uguale per tutti. La dose di mantenimento per un adulto sano è molto diversa da quella per correggere una carenza severa. L'esame di riferimento è il 25-OH-vitamina D.
2. Attenzione ai "mega-dosaggi" fai-da-te: assumere fiale da 50.000-100.000 UI a settimana per mesi senza controllo è la causa più comune di intossicazione.
3. Come assumerla: essendo liposolubile, si assorbe meglio durante un pasto contenente grassi.
4. Interazioni: può interagire con diuretici tiazidici, cortisonici, farmaci per il cuore e per l'epilessia. Informa sempre il tuo farmacista dei farmaci che assumi.
Disclaimer: Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce il parere del medico. Per valutare la tua situazione e la necessità di integrazione, parlane con il tuo medico curante o vieni a trovarci in farmacia per un consiglio